Un angolo dei tropici a Firenze

Verde d'oltremare
Palme da cocco, albero del pane, caffè, frangipane, tè, jojoba, aloe, vaniglia. No, non ci troviamo su un'isola deserta a migliaia di chilometri di distanza, ma siamo in una delle zone più eleganti di Firenze, proprio alle pendici di Fiesole.
"Il giardino tropicale": si chiama così la collezione di oltre duecento specie botaniche, fra le più importanti e rappresentative dei paesi della fascia tropicale e subtropicale, ospitate nelle serre dell'Istituto agronomico per l'oltremare (Iao). L'istituto è stato fondato nel 1904 ed è organo tecnico scientifico del ministero degli Affari esteri. Svolge soprattutto attività di cooperazione allo sviluppo nei settori dell'agricoltura tropicale e dell'ambiente.
'Vogliamo aprire l'istituto alla città - dichiara la dottoressa Alice Perlini, direttrice generale dello Iao - mettendo a disposizione delle scuole e dei visitatori i materiali raccolti in novant'anni di attività'.
Nel corso degli anni gli esperti in missione sono tornati con piantine insolite, a volte ancora sconosciute, che sono state conservate con cura, fino ad essere ordinate con metodo nelle serre dell'Istituto.
Entrando nella serra si è subito immersi in un clima caldo umido, condizione indispensabile per cercare di far sentire le 600 piante a casa loro. Per rendere più facile il percorso e semplice l'informazione, ogni pianta ha un suo cartellino con notizie e un disegno (pittogramma) che indica l'uso principale che ne viene fatto: piante da frutto, da fibra, ornamentali, da spezia, medicinali, da essenza, stimolanti, pesticide, saccarifere, da olio. In mezzo a tutto questo verde uno strumento attira l'attenzione: è il termoigrografo, un marchingegno che rileva l'umidità con l'aiuto di un capello. Sì, è proprio un capello liscio la base del funzionamento dell'attempato, ma efficiente, strumento.
In bella vista un albero che viene dall'America centro-meridionale: la Manilkara Zapota, comunemente detta Chicle, che in spagnolo vuol dire gomma da masticare. Già i Maya e gli Atzechi, prima della "gomma del ponte", lo conoscevano e non solo per i frutti gustosi, dal sapore simile alla pera, ma soprattutto per la gomma raccolta dal tronco e poi masticata. Ed ecco l'albero del pane, il cui frutto, ricchissimo di amido, è alla base dell'alimentazione di molte popolazioni che abitano isole e isolette dell'Indonesia. C'è pure il Bushman poison, parente alla lontana del nostro oleandro, una pianta medicinale il cui succo velenoso veniva utilizzato per avvelenare le frecce dai cacciatori dell'Africa del Sud. Nella famiglia delle piante coloranti spicca l'Anatto, originario del Brasile, la cosiddetta pianta del rossetto, dalla quale ora si ricava l'unico colorante per burro e margarina ammesso dalle normative Cee. Da una parte, timidamente nascosto, uno degli alberi dal nome più buffo: l'albero dei salami, chiamato così per i suoi frutti che assomigliano molto ai nostri insaccati. Inutile, però, portarsi del pane per assaggiarne una fettina: i frutti, non commestibili, venivano utilizzati solo a scopo medicinale.
Oltre al giardino l'istituto, in puro stile littorio, ospita anche il Museo agrario tropicale e altre collezioni (notevole quella sugli insetti), alcune delle quali in corso di riorganizzazione. Un tuffo nelle descrizioni dei romanzi di avventura dell'infanzia, un viaggio esotico ed istruttivo alle porte di casa.

Per saperne di più
Il giardino tropicale, via Antonio Cocchi 4, Firenze, è aperto al pubblico con ingresso libero il giovedì dalle 9 alle 13. Negli altri giorni visite su prenotazione. Visite guidate per scuole solo su prenotazione. Tel. 05550611, fax 0555061333, sito web www.iao.florence.it