Un percorso artistico e storico attraverso la comunità ebraica, greca ed armena

Scritto da Edi Ferrari |    Marzo 2004    |    Pag.

Giornalista. Dal 1988 nel magico mondo della comunicazione (uffici stampa, pubbliche relazioni, editoria, eccetera), e con una quasi (senza rimpianti) laurea in Lettere, collabora con Unicoop Firenze anche per l'aggiornamento dei contenuti del sito internet, per le pagine del tempo libero. Ha lavorato anche nella redazione di Aida (attuale Sicrea), dove si è occupata principalmente della realizzazione di trasmissioni televisive, fra le quali anche InformaCoop. Per l'Informatore si occupa delle pagine degli "Eventi".

Venezia nascosta
Multietnica, coacervo di storie
e culture, di lingue e di religioni: non è la "Utopia" di Tommaso Moro né "La città del sole" di Tommaso Campanella, ma la storia di Venezia, dove per lungo tempo hanno trovato accoglienza popolazioni provenienti da ogni luogo, che hanno contribuito alla crescita culturale e artistica della città lagunare; città che, ad esempio, diede agli ebrei diritto " al libero, quieto, imperturbabile esercizio de' riti e della lor religione e per essi e per i propri figli", e nella quale si sentivano parlare il tedesco, lo yiddish, il turco, il portoghese, lo spagnolo, il greco...
Proprio a questa Venezia insolita, almeno rispetto ai consueti percorsi storici e artistici, è dedicata l'iniziativa proposta ai soci: una escursione di un giorno attraverso alcune tra le maggiori componenti etniche e culturali della città, in un percorso che approfondisce il tema delle minoranze presenti a Venezia nei secoli della Serenissima Repubblica, e che evidenzia in particolare l'apporto storico della comunità greca, armena ed ebraica.

Si parte così dalla visita del Ghetto, delle sinagoghe e del Museo ebraico. E' il Ghetto più antico del mondo e il termine, nato proprio allora - quando nel 1516 per decreto della Serenissima la comunità dovette essere riunita in una sola zona della città - non è dispregiativo, ma stava ad indicare quella particolare zona dove si trovavano le fonderie: "geti" in veneziano, pronunciato dagli ebrei askenaziti "gheti".
Nel Ghetto si trovano i palazzi più alti di Venezia (non potendo espandersi in altre aree della città, gli edifici furono fatti crescere in altezza), e cinque sinagoghe, ognuna delle quali fa riferimento a una delle comunità (o nazioni) del popolo ebraico: ci sono infatti la Schola Canton, la Schola Italiana, la Schola Tedesca, la Schola Levantina e la Schola Spagnola; il Museo custodisce oggetti di culto sinagogale e domestico, libri e manoscritti che testimoniano l'evoluzione di un'importante vicenda religiosa e culturale.

Il percorso prosegue poi attraverso il sestiere di Cannaregio (Venezia è suddivisa in sei antichi distretti amministrativi o, appunto, sestieri), dove saranno fra l'altro visitate le chiese di S. Alvise - con l'interno ad un'unica navata che ha la suggestiva particolarità di essere attraversato dall'"antico barco" quattrocentesco, il coro pensile delle monache, che comunica direttamente con il convento - e quella della Madonna dell'Orto - all'interno della quale si trovano opere di Tintoretto e di Cima da Conegliano; mentre il sagrato conserva l'antica pavimentazione in cotto spinato tra riquadri in pietra d'Istria. A Palazzo Labia si potrà poi visitare il Salone delle feste, dove sul soffitto e sulle pareti si trovano gli affreschi che Tiepolo dedicò alle storie di Cleopatra e al Trionfo di Apollo.
E' una lunga tradizione anche quella dei Greci ortodossi di Venezia, la cui comunità fu fondata nel 1498, anche se la presenza di mercanti greci nella città lagunare era frequente già all'epoca dell'impero bizantino. La Confraternita greca a Venezia è stato il più antico ed importante centro della diaspora ellenica; inizialmente aveva sede nella chiesa di San Biagio, ma nel 1511 il Consiglio dei Dieci approvò la costruzione della chiesa di San Giorgio, oggi sede della Metropolia in Italia. Fra le opere che vi si possono ammirare, è famosa l'icona bizantina di Cristo Pantocratore.
Sosta d'obbligo poi al Museo delle Icone, dove sono conservate, oltre a molte icone, codici miniati, paramenti sacri ricamati in oro e oggetti di piccolo artigianato di grande valore storico e artistico.

E' una lunga e travagliata storia quella della comunità armena che, una volta insediatasi in città, la elesse a patria ideale; la visita all'isola di S. Lazzaro degli Armeni, di proprietà della Comunità Armena di Venezia, permette di conoscere meglio questo popolo.
Inizialmente destinata ad uso ospedaliero per il ricovero dei lebbrosi, così come può far intuire il nome, e poi abbandonata dopo la scomparsa della malattia, nel 1717 fu assegnata dalla Repubblica di Venezia al monaco e nobile armeno Manug di Pietro detto Mechitar, che era sfuggito all'invasione turca della sua terra.
Intento di padre Mechitar era di conservare le memorie del loro passato, e favorire l'accrescimento e la diffusione della cultura armena: i padri mechitaristi svolgono così ormai da secoli una scrupolosa opera di raccolta e conservazione di manoscritti scampati alle distruzioni e la loro biblioteca conta oltre 45.000 volumi, circa 4.000 manoscritti databili a partire dal VII secolo, miniature, cimeli e vari oggetti d'arte, mentre nel museo è conservata anche una mummia egizia.
Fino al 1993 era attiva anche una stamperia autonoma in grado di pubblicare testi in 36 lingue, tanto da rendere l'isola di San Lazzaro un punto di riferimento mondiale per le culture orientali.

Terminata la visita a San Lazzaro, destinazione San Zaccaria e, dopo una passeggiata a San Marco, rientro a Tronchetto e partenza per il ritorno.

Le visite sono a cura di RiViviNatura, una cooperativa formata da appassionati di cultura veneziana e lagunare, operatori naturalistici, marinai e pescatori, il cui obiettivo è quello di, mettendo a frutto le proprie esperienze, accompagnare i visitatori alla scoperta dello splendido patrimonio culturale, storico e ambientale della città e della laguna.

Chi vuole un assaggio virtuale di questa bella iniziativa, o vuole magari saperne di più prima della visita vera e propria, nel mare di internet trova: www.rivivinatura.it (sito della cooperativa omonima);
www.chorusvenezia.org (è il sito dell'associazione chiese di Venezia, per saperne di più sulle chiese di S. Alvise e della Madonna dell'Orto);
www.doge.it/ghetto (sito ufficiale della Comunità Ebraica, con informazioni sulla storia e sul Museo del ghetto),
www.istitutoellenico.org (sito della Comunità dei Greci ortodossi di Venezia).

Le visite sono in programma il 21 e 28 marzo, il 4 e 18 aprile, e il 9 maggio; a seconda delle possibilità, le escursioni riguarderanno la comunità ebraica e quella greca oppure armena. A ogni data corrisponde una diversa direttrice di bus, per coprire così tutta la regione.
Il prezzo è di 56,00 euro (minimo 40 persone), e comprende viaggio in pullman, la guida per l'intera giornata, transfert da San Zaccaria a Tronchetto, assicurazione.

Info e prenotazioni

Agenzie Toscana Turismo (Argonauta Viaggi).
Argonauta Viaggi, lungarno Torrigiani 33 a/b, Firenze, tel. 055 2342777.