Giuliana Maggini - Sansepolcro

Giulia è bella e giovane e si sta affannando in cucina, la grande cucina di una casa ristrutturata su un cascinale. Le finestre danno sul retro, dove lo spazio destinato ad orto è pieno di verde e di frutti. Con questo autunno dorato Giulia si incanta spesso, e non deve.
Per il pranzo di oggi, domenica, ha promesso qualcosa di speciale. Ci sono i nonni, tutti e quattro, e la sorella della mamma con lo zio e quella smorfiosa della cugina Paola che sta studiando Medicina all'università e già si crede primario. Quanto a lei, ha ancora qualche tempo davanti prima di entrare matricola alla facoltà di Giurisprudenza. Così hanno deciso gli altri, e lei ci sta, anche se un po' stretta, lo sente.
Brava? Sì e no. Studiosa? Sì e no. In realtà ha spesso perso tempo in tante cose, anche nella cucina, che le piace molto. Più di una volta ha cucinato per gli amici, anzi spesso sogna di gestire un raffinatissimo ristorante o di diventare un'esperta di cucine etniche mondiali.

Giulia guarda fuori mentre pensa suo malgrado al suo futuro che oggi dovrebbe avere un poco la sua consacrazione. Anche uno spazio per l'archeologia arborea le piacerebbe. Tutto le sembra meglio di Giurisprudenza.
Meglio pensare a quello che ha promesso di fare per questo pranzo di famiglia, mentre la mamma e l'Elsa stanno preparando le cose importanti. Lei aggiungerà una cosa sua come dessert. L'ha promesso per far sapere a tutti che se la cava bene, per avere un po' di considerazione, tutto sommato.
Ora, però, non è più tanto sicura, non gliene importa più di tanto, e si è quasi pentita. Però per puntiglio... sfoglia un libro di ricette: potrebbe fare un dolce alla frutta ma è alquanto scontato, una torta tradizionale, ma le pare poco.
Ci vuole qualcosa di più ricercato, ma perché poi? Perché... ecco, ha capito, per ben disporre genitori e nonni e trovare il coraggio di dire ciò che si vuole. Guarda fuori... ecco cosa vuole per il suo futuro: Scienze dell'alimentazione o Agraria, per interessarsi delle piante.

Ecco un vecchio libro di cucina, della nonna certo, ha le pagine ingiallite. Le piace, ha un frasario ricercato, parla di un altro mondo... e scopre i "crostini briachi". Semplice, efficace, un dolce dagli ingredienti un po' passati ma sempre ottimi. In casa c'è di tutto, si può cominciare.
Le mandorle, le arrostisce, le sbuccia, le trita e le aggiunge allo zucchero disfatto a fuoco lento dal bel colore ambrato. Dalla vetrina, prende le bottiglie, già aperte da tempo per un altro pranzo - chissà quando - le bottiglie di rhum e alchermes, rhum di Giamaica, alchermes rosso dal sapore intenso e dolce, sapori forti, come sarà lei.
Li versa sul liquido denso dello zucchero e delle mandorle... troppo? Non importa: più forte sarà questo dolce speciale, e meglio è. La cioccolata è grattata con delicatezza lì sopra, e non manca di assaggiarla: un liquido denso dal colore scuro e dal sapore inebriante. Nessuno potrebbe associarlo a lei, la sorpresa sarà maggiore.
Taglia il pane fatto in casa, del giorno prima perché più compatto, lo sfiora nel vinsanto perché non s'imbeva troppo. Ora deve stendere sul pane quel liquido spesso, e presto, perché non rapprenda troppo. La quantità di mandorle va bene, la densità è giusta. La mamma ed Elsa la guardano mentre elabora con cura quel vecchio dolce toscano molto particolare, ma non parlano. Capiscono che non è proprio un gioco. Ecco, i crostini sono pronti sul vassoio, scelto con la cura dell'abbinamento dei colori.

E' il momento di concludere il pranzo. Giulia si alza in piedi e dice: - E ora vi farò assaggiare una cosa eccezionale fatta da me. Babbo, un vino speciale da dessert. Ma prima dovete promettermi che, se vi piacerà, dovrete farmi tutti un bel regalo.
- Ma che esagerazione, per un dolce!
- E' qualcosa di unico.
- Ma non ce la facciamo, a mangiare altro! - E' la cugina simpatica che parla, che tiene molto alla linea.
- Tanto tu non devi regalare nulla - (magari sì, le potrebbe far conoscere quel suo compagno di corso, ma lasciamo perdere, per ora...) - Invece sì, puoi stare dalla mia parte.
- Vedremo.
- I genitori: - Ti abbiamo già fatto qualche regalo, mi pare!
- Questo no!
- I nonni: - Va bene, hai tutto il nostro appoggio.
- Dovrete giurare tutti! Poi assaggiate!

Si dovette fare come voleva Giulia. E lei andò, e portò sulla tavola il vassoio antico, finemente decorato, con i crostini rosso-scuri. I genitori guardarono stupiti, i nonni si commossero, gli zii e la cugina erano ancora più stupiti perché non capivano, ma nessuno fece commenti.
I crostini furono serviti, parsimoniosamente. Il pane morbidissimo sosteneva la durezza delle mandorle con lo zucchero non del tutto rappreso per la presenza dei liquori, l'odore era delicato e penetrante. Che dire? Già sazi, i crostini davano ai commensali una leggera euforia. Le nonne erano con la mente alle mode culinarie di quand'erano ragazze e dovevano imparare tutto perché il marito si prende e si tiene per la gola, la mamma scopriva nella figlia qualità insospettate, la cugina stemperava la sua sdegnosità. Gli uomini tutti non ragionavano: mangiavano, bevevano, si complimentavano. Venne servito il caffè.

- Allora, ho meritato il vostro regalo?
- Certamente, ma ora dicci cosa vuoi.
- Voglio la mia libertà. Voglio scegliere tra gli studi quello che voglio. Non so ancora, ma sarà qualcosa che avrà a che fare con queste cose o con le piante... Come ho detto, non lo so, ma voglio la mia libertà. E voglio andare un po' all'estero, magari a fare le pizze, come tanti. Ricordatevi che avete promesso. Tutti, anche tu - disse Giulia alla cugina - hai promesso di aiutarmi.
- Ma sicuro, sicuro, sicuro... - ormai la cugina era ben disposta - anzi, per festeggiare la libertà, questa sera andremo a ballare e ti farò conoscere...
Ci fu una bella risata, babbo e mamma a dire il vero a denti un po' stretti, perché quello che Giulia aveva chiesto era poco, ed era moltissimo.