L’inquinamento marino e le sue conseguenze

Scritto da Sara Barbanera |    Settembre 2017    |    Pag. 11

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

laura boldrini partecipa alla pulizia della spiaggia di capocotta con legambiente

Laura Boldrini, presidente della Camera, durante un'iniziativa di Legambiente

Ambiente

Marine litter, ovvero inquinamento marino da plastica: questo l’oggetto dell’incontro che si terrà il 14 settembre allo Spazio Alfieri di Firenze (dalle 15.30 alle 18.30), con l’obiettivo di presentare il tema, come un’emergenza sulla quale sensibilizzare istituzioni, aziende e anche i cittadini che possono fare qualcosa a partire proprio dalla spazzatura di casa propria.

Forse non saremo ai livelli del plastic vortex, l'isola di rifiuti galleggianti formatasi nell'Oceano Pacifico, ma la plastica rappresenta un grave problema ambientale anche nei nostri mari, come ha dichiarato Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente: «Il Mar Mediterraneo rischia di diventare sempre più un mare magnum di plastica e spazzatura con rifiuti galleggianti, oppure adagiati su spiagge e fondali, o ancora invaso da quelli che il mare stesso ha ridotto in una miriade di minuscoli e invisibili frammenti. Per questo abbiamo deciso di portare all’attenzione dell’Onu anche il caso del nostro mare, soffocato dallo stesso problema degli oceani, il marine litter, che sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti».

Con il monitoraggio che Legambiente ha realizzato tra il 2014 e il 2017 su 105 spiagge di 8 Paesi mediterranei, sono stati trovati oltre 58.000 rifiuti, per una media di 561 rifiuti ogni 100 metri lineari di spiaggia. L’82% dei rifiuti trovati sugli arenili è di plastica, il 64% è materiale usa e getta. A guidare la top ten dei rifiuti sono i mozziconi di sigaretta (12%), tappi (10%), bottiglie e contenitori di plastica, ma anche reti per la coltivazione dei mitili (8%). Seguono cotton fioc (4,5%), stoviglie usa e getta (carta o plastica), buste (3,5%), polistirolo (3,1%) e altri oggetti di plastica (2,9%).

Nell’incontro saranno presentati dati, numeri, strategie e soluzioni a partire dall’esperienza virtuosa dell’Italia, primo paese in Europa che ha messo al bando i sacchetti nel 2011, riducendo il consumo di plastica del 55% (da 200.000 a 90.000 tonnellate/anno) e favorendo una diminuzione in termini di CO2 di circa 900.000 tonnellate. Sul tema è da sempre in prima linea anche Unicoop Firenze che, anticipando le norme di legge, già dal 2009 aveva scelto i sacchetti biodegradabili. Una decisione che, in otto anni, ha prodotto numeri di successo: oggi il 70% dei clienti fa spesa con borse riutilizzabili; inoltre, dal 2009, la Cooperativa ha prodotto e fatto produrre 4900 tonnellate in meno di rifiuti di plastica e ha emesso nell'ambiente 3000 tonnellate di anidride carbonica in meno rispetto a quanto sarebbe successo in assenza di queste scelte ecosostenibili.

Di nuovo leader nel rispetto dell'ambiente e in anticipo sulla normativa nazionale, che renderà obbligatorio l’utilizzo di sacchi per frutta e verdura compostabili dall'inizio del 2018, da maggio 2017 Unicoop Firenze ha introdotto il Mater-bi di IV generazione utilizzato anche per i prodotti sfusi di macelleria e pescheria e, al tempo stesso, ha sostituito il precedente Mater-bi già in uso per gli shopper spesa e per i sacchetti dell’ortofrutta.

Frutto di filiere italiane integrate tra tecnologia, agricoltura e innovazione, il Mater-bi di IV generazione è caratterizzato da una maggiore resistenza, del 50% superiore rispetto ai precedenti sacchetti, da un livello di emissioni di gas serra ulteriormente ridotto e da un contenuto più elevato di materie prime rinnovabili, il che lo rende ancora più adatto alla raccolta del rifiuto umido e alla rifertilizzazione dei suoli.

Info

All’incontro del 14 settembre partecipano Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente, Francesca Gatteschi, direttore acquisti di Unicoop Firenze, Giulia Gregori, responsabile progettazione di Novamont, Silvio Greco, presidente del comitato scientifico di Slow food, coordinati da Enrico Fontana, direttore de “La Nuova Ecologia”. 


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