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Animali

Un futuro alle cavie

Scritto da Silvia Amodio il 29/12/2010

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Collabora come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Un'associazione che ha in cura gli animali sopravvissuti alle sperimentazioni

Stefano Martinelli, di professione ingegnere, dedica tutto il suo tempo libero agli animali in difficoltà. C'è molto, anzi, moltissimo da fare. Infatti, nonostante negli ultimi anni ci sia una maggior attenzione verso le tematiche animaliste, gli abbandoni e i maltrattamenti sembrano non finire mai. Per questa ragione Martinelli, insieme alla moglie Marina e ad altre persone, ha pensato di "specializzarsi" e di prendersi cura di quegli animaletti che nella catena dei bisognosi sono tra gli ultimi: gli animali "dismessi" dai laboratori per la sperimentazione scientifica.

Ci racconta l'ingegnere «che dopo essere stati utilizzati per la ricerca, quelli che non hanno subito interventi troppo invasivi, possono uscire ed essere adottati. Gli animali molto sofferenti vengono purtroppo "sacrificati" in laboratorio - come si dice in gergo tecnico - così come quelli impiegati per principi nuovi che, per paura di un eventuale spionaggio industriale, non ci vengono ceduti. A volte gli animali che recuperiamo sono perfettamente sani, perché in sovrannumero rispetto a quelli utilizzati».

Secondo una circolare del ministero della sanità del 2001, voluta dall'allora ministro Umberto Veronesi, si ha il dovere, oltre che di ridurre il numero degli animali impiegati nella ricerca e la loro sofferenza, anche di cederli ad associazioni animaliste, privati o comuni che ne facciano richiesta. Stefano, per oltre dieci anni, si è occupato di salvare, attraverso l'associazione di cui è presidente, moltissimi animali. Ma lo scorso ottobre i volontari della Collina dei Conigli (www.lacollinadeiconigli.net), sono finalmente riusciti ad aprire il primo centro di recupero in Italia per piccoli animali da laboratorio.

Il Comune di Monza, vicino a Milano, ha concesso l'uso di alcuni locali, che i volontari hanno adattato alle nuove esigenze, all'interno del bellissimo parco della Villa Reale. «Il centro è appena nato - ci spiega - ma già diamo ospitalità a circa 100 animali tra cavie, ratti e conigli. Il nostro obiettivo è quello di dare loro la possibilità di vivere. Siamo in contatto direttamente con i laboratori di sperimentazione che ce li cedono. Essi vengono poi visitati, curati se necessario, vaccinati e sterilizzati, dopodiché, grazie ai volontari dell'associazione, inizia la riabilitazione. Un processo graduale che comporta l'espansione degli spazi, la rieducazione alimentare, l'interazione con l'uomo e con gli altri animali».

A questo punto sono pronti per essere affidati, dopo i controlli di routine, alle famiglie. Tendenzialmente si preferisce dare gli animali in coppia perché si facciano compagnia, ma anche perché danno meno da fare rispetto al singolo individuo che richiede più attenzioni. I ratti da laboratorio e le cavie sono simpaticissimi e si abituano presto alla presenza dell'uomo. I primi vivono circa 2 o 3 anni, le cavie possono arrivare a 10 anni mentre i conigli sono un po' meno longevi di un comune gatto domestico.

Il centro si sta anche organizzando per creare percorsi didattici che spieghino ai ragazzi come vivono gli animali da laboratorio.

Anche piccole donazioni possono aiutare a dare una nuova vita a queste creature. C'è bisogno di volontari che abitino in zona, chi è lontano può invece costituire un gruppo di sostegno. Per informazioni e per adozioni rivolgersi a info@lacollinadeiconigli.net oppure telefonare al 3463108968 tra le 19 e le 21.30. Per chi volesse sostenere questa realtà, è possibile inviare le proprie donazioni tramite bonifico intestato a: La Collina dei Conigli - Onlus Iban IT84 V 05584 20400 000000032048

 

In Toscana
Solo gatti a Pisa

In Toscana, invece, Carmen dell'Aversano, docente all'Università di Pisa, si prende cura dei gatti per conto di I-Care (www.icare-italia.org) «un'organizzazione internazionale che da anni si occupa di riabilitazione di animali di laboratorio - spiega la professoressa. Proprio qui in Toscana siamo riusciti a chiudere un grande esperimento sui gatti, che ha portato alla liberazione di più di cento animali. Tutti, anche quelli fisicamente sani, erano fortemente traumatizzati e hanno dovuto affrontare un delicato percorso di riabilitazione presso rifugi specializzati in Toscana e in Lombardia».

Infatti, queste creature passano tutta la vita in gabbia, senza potersi muovere normalmente e senza alcun contatto affettivo con gli umani. È comprensibile che, quando vengono liberati, siano spaventati, abbiano problemi psicomotori e siano diffidenti nei confronti delle persone, visto che l'unico contatto umano è stato con gli sperimentatori... «Ma ora stanno bene - assicura la professoressa - siamo riusciti a recuperare anche gatti che sono stati rinchiusi per 16 anni! Sono normali gatti domestici, ciascuno con il proprio carattere, come tutti. Ma soprattutto sono adottabili!».

Per adottare uno o più di questi gatti, scrivete a aversano@angl.unipi.it se vivete in Toscana, a info@icare-italia.org se vivete in altre regioni. Se non potete accogliere presso di voi questi animali. ma volete comunque dare un contributo, potete adottarli a distanza con un versamento sul conto intestato a I-Care Europe: Iban: IT33 R052 1651 0100 0000 0002 493, BIC: BPCVIT2S, oppure tramite PayPal: http://www.icare-italia.org/contatti-donazioni.html

 

 

Dal 2005 i prodotti cosmetici Coop sono certificati "Non Testato su Animali", nell'unico disciplinare riconosciuto a livello internazionale.

Anche in questo caso la Coop è la prima catena distributiva che in Italia ottiene questa certificazione

Fotografie di Silvia Amodio

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Gennaio 2011

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