Come prevenire e curare queste fastidiose e sempre più frequenti patologie

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2009    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Sembra, ormai, che l'allergia non abbia più stagioni, grazie a un mix tra clima variabile ed inquinamento atmosferico. I più colpiti, secondo uno studio pubblicato sulla rivista medica "Pediatrics" sono proprio i bambini: i dati, infatti, fanno intravedere che, nel 2020, uno su due soffrirà di patologie allergiche.

Per allergia s'intendono quei sintomi che compaiono quando un organismo reagisce in modo anormale al contatto con sostanze estranee denominate "allergeni" che prima erano ben tollerate. Alcune cellule del sistema immunitario, a seguito della produzione di anticorpi chiamati IgE, cominciano a scatenare uno stato di infiammazione, con comparsa di sintomi diversi a seconda della sede interessata.

 

Cause e sintomi

Le cause sono diverse e insorgono in qualsiasi momento della vita. Comunque cè sempre una predisposizione familiare, anche se non si può parlare di ereditarietà diretta. Questa tendenza, quando si associa a cause ambientali, cioè lesposizione ad allergeni presenti nellambiente, può indurre la malattia. Dunque la precocità dell'insorgenza dipende dall'intensità delle due componenti: genetica ed ambientale. Esistono altri fattori scatenanti, come il fumo di sigaretta, linquinamento e le infezioni virali e batteriche.

I sintomi dellallergia sono diversi. I pollini, i peli e le forfore animali, così come gli acari della polvere, sono responsabili di disturbi respiratori (rinite, asma e congiuntivite). Anche l'orticaria ed alcuni disturbi gastrointestinali possono essere malattie allergiche. Le reazioni a farmaci, alimenti e punture di insetti danno sintomi che interessano tutto lorganismo: nei casi più lievi manifestazioni cutanee, in quelli più seri disturbi respiratori sino al gravissimo shock anafilattico.

Ma come è possibile sapere se si è allergici e a che cosa? Occorre innanzitutto raccogliere notizie precise su come, dove e quando compaiono i sintomi; a volte è necessario compilare dei diari per ricordare le situazioni. Grazie a queste notizie si può sospettare quali siano gli agenti responsabili. Si procede poi allesecuzione di test diagnostici mirati a confermare i sospetti e per impostare le cure.

 

I test

Prime sono le prove allergologiche cutanee, eseguite con la metodica del Prick Test, con le quali si testano a livello cutaneo un certo numero di estratti contenenti gli allergizzanti, si attende la reazione della pelle, rappresentata da un arrossamento e da un gonfiore localizzato, che compaiono entro pochi minuti.

Gli esami consentono di conoscere le sostanze allergeniche responsabili. Si può anche fare un esame sul sangue che serve per confermare la positività, se vi è un dubbio, o per risolvere casi particolari; con un piccolo prelievo si identificano le singole sostanze che scatenano la reazione: questo esame è noto come RAST. Sono indagini non dolorose e poco fastidiose, che possono essere eseguite anche nei primi anni di vita.

 

La terapia

Il primo consiglio è quello di evitare le sostanze allergizzanti, una volta individuate. Esistono, poi, dei farmaci che aiutano a controllare e a prevenire i sintomi.

Gli antistaminici sono utili nelle manifestazioni cutanee, la rinite e la congiuntivite; i cortisonici, sono più utili nelle manifestazioni più gravi e nellasma bronchiale. Si possono assumere per bocca, crema o inalazione a seconda del tipo e della gravità dei sintomi: i farmaci da preferire sono quelli ad attività anti-infiammatoria, quali i cortisonici.

Nellasma sono indicati quelli per uso inalatorio, che sono ben tollerati e non hanno effetti collaterali. In molti casi lo stato infiammatorio persiste in forma minima, anche in assenza di sintomi apprezzabili, per cui è utile continuare la terapia preventiva per lungo tempo.

 

Il vaccino

Limmunoterapia specifica consiste nella somministrazione, a dosi crescenti, dellestratto della sostanza a cui lorganismo è allergico. È una pratica in uso da più di 70 anni che non dà reazioni collaterali ed è abbastanza ben tollerata, a patto che sia eseguita con le dovute regole da parte di un medico specialista.

Il vaccino è consigliabile nei casi di asma e di sintomi stagionali intensi e prolungati, quando non è possibile evitare la presenza della causa scatenante. Gli studi hanno dimostrato unefficacia solamente per alcuni inalanti (acari della polvere e pollini) così come per i veleni di ape e vespa. Una terapia che deve sempre essere iniziata in assenza di sintomi.

 

Prevenzione

Esiste un tipo di prevenzione che deve essere attuato già nelle prime fasi della vita quando il neonato è "a rischio" di allergia per una predisposizione familiare. È consigliabile che lallattamento al seno sia prolungato il più a lungo possibile, evitare il fumo di sigaretta negli ambienti dove vive il neonato; iniziare il più tardi possibile lintroduzione nella dieta di uova e pesce, evitare nei primi mesi di vita lesposizione agli acari ed alle forfore e peli animali.

Esiste poi una prevenzione secondaria, utile per aiutare chi è già allergico e consiste nel limitare il contatto con gli allergeni responsabili della sintomatologia.
Ad esempio nel caso di allergia verso gli acari della polvere è necessario eliminare dallambiente domestico tutto ciò che può favorire la loro crescita (tappeti, tendaggi pesanti, mobili imbottiti, materassi di lana, trapunte di piuma doca, giocattoli di peluche), usare laspirapolvere frequentemente, areare la camera da letto, lavare spesso la biancheria, usare copri-materassi e copri-cuscini impermeabili agli acari, non usare lumidificatore e tenere una temperatura bassa, in quanto un ambiente caldo-umido ne favorisce lo sviluppo.

Mettendo in atto i presidi di prevenzione ambientale e farmacologica si permette agli individui allergici di condurre una vita del tutto "normale".

 

Rimedi naturali
Il rosmarino della nonna Alma

Il mio dolcissimo nonno Enrico, era un uomo d'altri tempi che, pensate, non ho mai visto senza cravatta. Vi sembrerà strano ma anche quando eravamo riuniti per la colazione mattutina, sotto la giacca da camera c'era sempre una camicia candida e l'immancabile accessorio con il quale ha condiviso la vita per 99 anni.

Ma cosa ci azzecca con il tema dell'articolo? Ci azzecca perché anche lui soffriva di allergia. Certo non aveva fatto nessun test però in primavera puntualmente arrivavano tutti i classici sintomi.

E lo sapete nonna Alma come lo curava? Con il rosmarino: preparando decotti per aiutarlo a respirare meglio ed impacchi per alleviare l'arrossamento degli occhi. Ebbene qualche tempo fa ho letto che una ricerca ha dimostrato che la pianta in questione contiene sostanze antiallergiche. Chi lo avrà detto a mia nonna?!

 

Il termine allergia proviene dal greco, allos (altro) + ergon (azione) e indica una azione contro ciò che è estraneo. Fu coniato dal medico austriaco Clemens Von Parquet nel 1906


Ringraziamo per le informazioni concesse la professoressa Donatella Lippi, docente di Storia della medicina all'Università degli studi di Firenze, Walter Castellani, fisiopatologo respiratorio, Oliviero Rossi, immunoallergologo, entrambi specialisti dell'Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi.

Disegno di Contemori


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