Etichette, lattine, bottiglie, bicchieri, perfino tappi: il vero appassionato non butta via niente. Come orientarsi in un settore vasto e articolato

Scritto da Bruno Santini |    Ottobre 2003    |    Pag.

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Tutto fa birra 2
Chi beve birra
campa cent'anni! E chi la colleziona rimane giovane in eterno. Sarà per l'entusiasmo, il gusto e il piacere della ricerca che caratterizza chi si muove nel mondo della raccolta del materiale birrario. Lattine, bottiglie, tappi, etichette, bicchieri, sottobicchieri, vassoi: tutto sembra far gola ai famelici collezionisti. Un po' come accade per il maiale: non si butta via niente!
«Il nostro primo problema è proprio quello dello spazio - ci confida Silvano Caneschi, che dall'alto delle 9 mila lattine che fanno mostra in casa sua è il collezionista che ci fa da guida in questo mondo di appassionati -. Si comincia con il raccoglierne una per terra, poi a questa se ne affianca un'altra che ti ha colpito nell'apposito reparto di un grande magazzino e ti scopri già teso alla ricerca di un terzo soggetto. Io colleziono lattine da 30 anni e ne ho di ben 115 nazioni. Ogni volta che vado in un paese nuovo si può immaginare qual è il souvenir che mi riporto a casa».

Tutto fa birra
1935: nasce la lattina

Dai primi modelli inglesi con il corpo che terminava con una strozzatura a bottiglia e chiusura con tappo a corona ai primissimi esemplari americani di ferro (1935) che, non avendo linguetta a strappo, erano in commercio con un apposito attrezzo per l'apertura e le relative istruzioni d'uso, il collezionista ha davvero di che sbizzarrirsi, tenendo conto che si calcola ci siano in circolazione circa 35 mila esemplari diversi, molti dei quali possono contare anche su una veste grafica di sicuro impatto.
La birreria Tennent Br di Glasgow, per esempio, deve la notorietà del suo marchio ad una trovata pubblicitaria che dal 1962 si è protratta fino ai primissimi anni '90: annualmente le varie Miss elette nel suolo inglese diventavano ragazze-copertina e facevano bella mostra di sé in una splendida serie di lattine.
«In Italia - prosegue Caneschi - nei primi anni '70 la Dreher ci ha regalato soggetti raffiguranti alcuni sport come il motocross, la vela, lo sci. E visto che in quel periodo sponsorizzava anche una squadra ciclistica, ecco rappresentati vari campioni come Bitossi, Gimondi, Moser. Veramente una bella serie, purtroppo però estremamente rara».
Dopo una prima fase in cui tendono a raccogliere di tutto, vista la vastità del materiale prodotto, gli appassionati procedono ad una selezione doverosa e a volte drastica. Ecco allora che la ricerca si concentra sulle lattine di un solo paese o su quelle di una sola birreria oppure su quelle di un solo formato... Con una caratteristica che però pare accomunarle nella quasi totalità: oltre il 95% delle lattine collezionate sono vuote.
«Ci sono varie ragioni che spingono a fare questa scelta. In primo luogo il peso che dovrebbero sopportare gli scaffali adibiti alla raccolta e la difficoltà del trasporto; poi non dobbiamo trascurare il fatto che dopo circa un anno il contenuto va a male; inoltre l'acido ascorbico della birra fonde le saldature di quelle lattine in lamiera in uso fino a 10 anni fa. E poi l'appassionato ama anche bere la birra, quindi...».

Dai tappi ai sottobicchieri
L'attenzione dei collezionisti non è solo per le lattine ma anche per le bottiglie (queste, in virtù di un fattore estetico, meglio se piene) oppure per i sottobicchieri.
«Alcuni li chiedono, altri se li portano via direttamente - ci dice Massimo Bertolini, uno dei proprietari della Birreria Bayern, a Prato in via Cresci -. Questo piccolo angolo di Germania che abbiamo ricreato è meta di collezionisti; io stesso posseggo qualcosa come 55 mila diversi sottobicchieri di ben 170 paesi. Qui organizziamo raduni di scambio, ma tanti sono anche i semplici clienti che subiscono il fascino estetico dei sottobicchieri che noi portiamo ai tavoli e che puntualmente non fanno ritorno. Ma è giusto così... Noi siamo i primi ad esserne soddisfatti».
Con tematiche specifiche (sport, animali, castelli); quadrati, rotondi, rettangolari oppure realizzati con materiale diverso dal comune cartone. Germania, Belgio, Francia, paesi dell'Est sono fonte inesauribile di emissioni (mentre da noi il sottobicchiere pare essere un po' snobbato) con serie commemorative stampate per speciali occasioni, emesse in numero limitato e di conseguenza assai ricercate.
«Il nostro è un collezionismo povero, che privilegia il baratto, ma in alcune aste on line sottobicchieri anteguerra americani sono stati battuti a 500 euro e più», continua a spiegarci Bertolini.
Altro oggetto da collezione: il tappo a corona, la cui ideazione, nel 1892, si deve all'americano William Painter. Facilmente recuperabili dalle bottiglie, avendo però l'accortezza di mettere in atto un piccolo trucco che ci illustra Caneschi, che di tappi ne possiede più di 2 mila. «Si mette una moneta sul tappo e con l'apribottiglia si fa leva sui dentini; così facendo la punta premerà sulla moneta, non sciupando il soggetto della nostra collezione».

Bicchieri da intenditori
Di particolare bellezza e assai ricercati anche i bicchieri: da quello comune da mescita al pregiato calice tipo flute, dal tulip ai boccali, sia in ceramica che in peltro. Tutti ovviamente con serigrafato il marchio di una birra o di una data birreria.
«Questi sono oggetti più difficili da reperire - incalza Bertolini -. Molti ce li chiedono ma ovviamente, sebbene a noi vengano di solito forniti gratis con le partite di birra, ne possediamo un numero limitato e quindi siamo in grado di soddisfare solo le richieste degli amici più intimi».
Altri gadget legati alla breweriana (ossia tutto quello che ruota intorno al mondo della birra) sono: magliette, vassoi, cappellini, penne, accendini, borse, perfino la riproduzione di una bottiglietta della Heineken che s'illumina ogni volta che squilla il cellulare.
In questo sconfinato pianeta del collezionismo, diventa prezioso l'ultimo consiglio di Caneschi. «Raccogliete di tutto, anche se la vostra attenzione è rivolta ad un solo settore. Il materiale può sicuramente servire per arricchire la propria collezione con gli scambi... Perché è vero che per alcune rarissime lattine si è arrivati a sborsare anche 8 mila euro, così come alcuni bicchieri di inizio secolo sono stati valutati come pregiati pezzi d'antiquariato, ma non scordiamoci che alla base di tutto ci sono sempre i semplici, immediati e coinvolgenti baratti».

L'ASSOCIAZIONE
Dentro al Barattolo

A Firenze c'è un'associazione, nata nel 1981, che è un punto di riferimento per tutti gli appassionati del collezionismo legato alla birra. Si chiama 'Il Barattolo' e ha tra i suoi consiglieri il 'nostro' Silvano Caneschi.
L'associazione dispone di un esauriente sito internet; pubblica e distribuisce un notiziario bimestrale con cataloghi e altre notizie sul collezionismo birrario; promuove ed organizza incontri (nonché un annuale raduno nazionale) fra soci e appassionati. Proprio in occasione di uno dei primi raduni, nel 1985, ha 'partorito' una speciale lattina commemorativa, dedicata ai tifosi viola della curva Fiesole.

Associazione Il Barattolo
www.hobbybirra.it/ilbarattolo