Spettatori o protagonisti, l'importanza del teatro per la formazione dei ragazzi

Scritto da Bruno Santini |    Febbraio 2013    |    Pag. 39

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Cosa vuol dire fare teatro per ragazzi? Quali sono le accortezze che bisogna osservare nell'allestire uno spettacolo o una rassegna destinata ai più giovani? Lo abbiamo chiesto a Letizia Pardi, attrice e regista, che svolge il suo impegno artistico e formativo all'interno della Città del Teatro a Cascina (PI), sede della Fondazione sipario Toscana-Teatro stabile d'innovazione.

«Da diversi anni - ci dice - facciamo un teatro per le nuove generazioni che mette al centro temi civili forti, in grado di aiutare a comprendere meglio il presente, per poterlo governare e giudicare criticamente. Insomma un teatro che si propone non come esibizione ma, piuttosto, come processo espressivo che cerca di dare senso al mondo».

«Il teatro per ragazzi - prosegue la Pardi -, se fatto con qualità, può essere di grande utilità formativa, perché è un linguaggio interdisciplinare in grado di contenere dentro di sé la scrittura, il gesto, il movimento, il suono, l'immagine e il segno, elementi che concorrono a dare un senso e un significato alla vita di un individuo e di una comunità».

Quali sono le differenze sostanziali tra un pubblico di adulti e uno di ragazzi?

«Bambini e ragazzi davanti ad uno spettacolo teatrale sono portati a manifestare più apertamente le loro reazioni, mantengono ancora una spontaneità che gli adulti invece hanno imparato a controllare. Ciò li porta ad essere spettatori più attivi e più coinvolti, sia nell'approvare che nel criticare ciò che stanno vedendo.

Accanto a questo, ci sono altri elementi di differenza rispetto al loro modo di fruire di uno spettacolo, ad esempio la curiosità e il piacere di trovarsi a vivere un'esperienza diversa, divertente ed emotivamente intensa insieme ai propri compagni di classe o ai propri genitori».

Da spettatori a protagonisti: i corsi di teatro per i ragazzi. Quali sono le reazioni?

«Noi realizziamo laboratori per ragazzi dai 6 fino ai 18 anni, diversi a seconda dell'esigenze legate all'età. Le risposte dei giovani partecipanti sono molteplici. I bambini più piccoli sono quelli che fin da subito partecipano con grande entusiasmo alle attività proposte e non hanno nessun timore a mettersi in gioco completamente.

Per i più grandi, soprattutto i preadolescenti e gli adolescenti, può esserci, all'inizio, una difficoltà dovuta sostanzialmente ad una disabitudine ad esprimersi attraverso un linguaggio diverso (come ad esempio quello corporeo). Ecco che può nascere la paura del giudizio degli altri, l'imbarazzo, la vergogna.

Ma la mediazione del gioco teatrale e il rispetto di alcune regole, prima fra tutte quella della sospensione del giudizio nei confronti degli altri e di se stessi, consentono a tutti, in poco tempo, di trovare uno spazio adeguato e una propria dimensione espressiva e creativa che tenga conto delle specificità e delle possibilità individuali».

È importante il coinvolgimento della scuola in questi progetti?

«È fondamentale. Fra l'operatore teatrale e la scuola, nella figura degli insegnanti di riferimento, deve esserci una reale condivisione e collaborazione, affinché un progetto possa nascere e svolgersi al meglio. La scuola dovrebbe favorire al massimo la partecipazione e la fruizione dell'esperienza teatrale, consapevole del suo grande valore formativo».

Con quali criteri allestite una rassegna per ragazzi?

«Prima vediamo gli spettacoli e li selezioniamo. Diversifichiamo l'offerta in base alle fasce di età, ai generi e ai temi. Scegliamo spettacoli che abbiano un aggancio forte con il vissuto esperienziale del destinatario e al tempo stesso cerchiamo di offrire proposte diversificate sul piano dei linguaggi».

Ponteasserchio

Spettacoli per i bambini

Questi i quattro spettacoli della "Rassegna per bambini e famiglie", ospitati le domeniche pomeriggio di febbraio al Teatro Rossini di Pontasserchio. Si comincia con il teatro comico, acrobatico e di clownerie de L'Omino del pane e della mela dei Fratelli Caproni (03/02/2013).

Si prosegue con uno spettacolo di figura con maschere e musica (ispirato alla favola di Fratelli Grimm), All'Opera... il lupo e i sette capretti (10/02/2013) e con Mignolina e lo spirito del fiore (17/02/2013), rivisitazione originalissima della celebre favola, accompagnata da invenzioni sceniche di grande impatto visivo.

Infine Ernesto roditore guardiano di parole (24/02/2013), vincitore di molti premi nazionali, incentrato sull'importanza e il piacere della lettura.

I soci Coop hanno diritto ad una riduzione sul prezzo del biglietto.

Info: www.lacittadelteatro.it

(Nella foto Letizia Pardi, attrice e regista)


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