Completamente attrezzato dalla Regione il percorso dalla Cisa a Acquapendente

Scritto da Andrea Schillaci |    Febbraio 2015    |    Pag.

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

G.C. Regione Toscana - Foto E. Caracciolo - Passo della Cisa

Nel Medioevo erano chiamate vie romee le strade che i pellegrini percorrevano verso Roma, la città che, insieme a Gerusalemme e Santiago de Compostela, costituiva una delle principali mete della Cristianità occidentale. I transiti per queste vie aumentarono specie a partire dal XII secolo, quando il flusso dei pellegrini venne sempre più alimentato dalle regioni cristianizzate dell’Europa centrale e dei paesi scandinavi. La via Francigena è l’itinerario romeo per i pellegrini provenienti da Occidente. Tra la fine del primo millennio e l’inizio del secondo, essa accolse mercanti, eserciti, pellegrini.

Percorrere oggi la Francigena ci riporta indietro di secoli, quando le persone si muovevano necessariamente a piedi o a cavallo con una lentezza alla quale non siamo più abituati. Chi decide ora di intraprendere un viaggio attraverso questi luoghi ritrova sensazioni dimenticate e può comprendere meglio la storia, i luoghi, la gente, oltre a soffermarsi sulle bellezze artistiche delle quali il percorso è costellato.

G.C. Regione Toscana - Foto E. Caracciolo

Ma la Francigena, come si legge sul sito ufficiale, “è anche un viaggio trasversale attraverso il territorio italiano, un interessante allineamento di realtà geografiche, produttive, sociali completamente diverse. Il paesaggio muta senza soluzione di continuità: dai pascoli valdostani alla pianura industriale e agricola piemontese; dal Grande Fiume alle morbide colline emiliane; dall’asprezza della Toscana settentrionale alla dolcezza delle crete senesi, all’incanto dei laghi vulcanici del Lazio”.

Francigena Melody Road

L’itinerario toscano inizia dal passo della Cisa per arrivare, in una ipotetica prima tappa, a Pietrasanta. Dal passo, attraverso sentieri e mulattiere che costeggiano antichi borghi, si giunge a Pontremoli, sorta fra due corsi d’acqua e per questo ricca di ponti. Il suo centro storico merita una visita approfondita. «Pensare alla via anche come viaggio di suoni e incontro di melodie - ricorda Pier Paolo Tognocchi, consigliere regionale -, promuovere le località lungo il percorso con eventi di grande spessore culturale, dare una colonna sonora all’itinerario.

Queste le ispirazioni guida che hanno portato alla nascita del “Francigena Melody Road”, che proprio a Pontremoli vedrà il 26 febbraio, al Teatro della Rosa un concerto con Bruno Canino (pianoforte) e Paolo Ardinghi (violino), seguito il 27 a Massa al teatro Guglielmi da uno spettacolo con Maria Luigia Borsi e Roberto Barrale».

Da Pontremoli si continua per la Lunigiana: Filattiera, Filetto e Villafranca fino ad Aulla. Il percorso che porta ad Avenza, attraverso i castelli e le fortezze sui colli di questa zona, incontra borghi medievali dalle lunghe tradizioni, immersi nella natura.

G.C. Regione Toscana - Foto E. Caracciolo - Tratto della Francigena presso Pontremoli

Prendendo poi una strada fra i vigneti che ricoprono le colline sovrastanti Avenza, in un susseguirsi di bei panorami sulle Apuane e sul mare, si attraversa il centro storico di Massa, prima di risalire verso Castello Aghinolfi e imboccare un’altra strada panoramica. La tappa si conclude a Pietrasanta, “la piccola Atene d'Italia”, crocevia di artisti e scultori provenienti da tutto il mondo.

Un varco per i giovani

A salutare l’iniziativa anche il presidente della Regione Enrico Rossi: «la via Francigena è il sentiero più lungo d’Europa. 1800 chilometri di cammino. Quando la Toscana decise di restaurare e mettere in sicurezza il tratto che le passa attraverso come una colonna vertebrale - dal Passo della Cisa ad Acquapendente - lo scopo era ben preciso: farla diventare un percorso per i giovani toscani alla ricerca dell’Europa e di un’idea diversa di turismo e d’impresa (nel senso vero e proprio del termine; imprese erano anche quelle dei cavalieri erranti del Medioevo), col viatico dei propri sogni e la forza motrice delle proprie visioni. È la mente “che agita la mole”, diceva appunto Dante.

G.C. Regione Toscana - Foto E. Caracciolo - Lucca

Nel giugno 2014, con un impegno che ha percorso tutta la legislatura, abbiamo realizzato questo sogno: ora l’intera via Francigena toscana è aperta e attrezzata. Aver investito 16 milioni per il restauro, per la valorizzazione del tracciato e per promuovere le forme di ospitalità a basso costo ha già portato un rapido incremento dei flussi. La crisi stessa ci ha spinti alla ricerca di nuovi sentieri economici e sociali; così ora il tratto toscano è indicato come un modello per la rivalutazione dell’intero itinerario.

Un’eccellenza europea nel campo delle “vie verdi” e del turismo sostenibile. L’itinerario è di sicuro interesse sotto più aspetti: spirituale, ambientale, artistico, sportivo. Un varco aperto verso la natura, la lentezza, la bellezza e il gusto per un paesaggio umanizzato da secoli di rispetto e amore.

Camminare è un po’ anche disobbedire al conformismo e alle cattive abitudini della pigrizia. Per questo la via Francigena e una strada per il futuro. Camminare è un buon modo per riscoprire il proprio corpo, le proprie emozioni, e dall’armonia con esse che nascono le buone idee. Non mi resta che augurare a tutti, e di cuore... buon cammino».

La via Francigena - Riapre il cammino dell’animo. Per i pellegrini del terzo millennio. Dal canale Intoscana.it – 01.07.14 – durata 3’ 36’’