Consigli di primo soccorso per cani in difficoltà

Scritto da Silvia Amodio |    Luglio-Agosto 2018    |    Pag. 43

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Animali

Chi possiede un cane o un gatto si è trovato quasi sicuramente nella situazione di dover affrontare un’emergenza e non sapere che cosa fare. Che fare in attesa di portare il nostro amico dal veterinario?La cosa da evitare è trovare risposte su internet, ci spiega la dottoressa Martina Biondi, ideatrice di un corso di primo soccorso per cani e gatti, organizzato dall’associazione Ethic street, che ha avuto molto successo. «L’idea mi è venuta proprio perché nel mio lavoro ho visto commettere, seppur in buona fede, molti errori che anziché aiutare i nostri animali hanno peggiorato la situazione - spiega la veterinaria -. La rete, molto utile in alcuni casi, può portare decisamente fuori strada e suggerire comportamenti sbagliati. Spesso, per esempio, nel caso di ingestione di un corpo estraneo, viene consigliato di far vomitare l’animale usando acqua ossigenata, che può essere molto pericolosa. Inoltre il vomito indotto non sempre è utile, quello che è stato ingerito potrebbe essere già stato assorbito oppure, nel caso di un oggetto, potrebbe essere troppo grosso per essere rimosso in quel modo, oppure essere abrasivo». Ecco le emergenze più frequenti che possono capitare a un cane.

Sospetto avvelenamento

«Ci sono diversi fattori che possono indurre un vomito improvviso - spiega il medico -, come cibi andati a male, carcasse ecc. Ma come si capisce se il nostro cane è stato avvelenato? I sintomi di un avvelenamento, oltre al vomito acuto e violento, sono: tic, movimenti muscolari incontrollati, convulsioni. Le sostanze utilizzate per produrre esche avvelenate sono solitamente antiparassitari e lumachicidi. Sono prodotti venduti liberamente che possono essere ingeriti anche accidentalmente se lasciati in orti e giardini. Molto comune è anche l’avvelenamento da metaldeide, un composto chimico usato come fitofarmaco contro chiocciole e lumache, che si presenta come piccoli pellets di colore azzurro. Pericolosi sono poi i rodenticidi, il comune veleno per topi. Questo, dopo l’ingestione, non provoca sintomi improvvisi, ma una lenta e progressiva impossibilità nel coagulare il sangue. I sintomi possono manifestarsi dopo giorni, per esempio il cane è abbattuto, ha poche forze e le mucose gengivali sono molto chiare. Purtroppo non ci sono rimedi casalinghi che possono tamponare la situazione, l’unica cosa da fare è correre subito dal veterinario che valuterà come intervenire».

Attenti alle punture

Un altro problema frequente soprattutto d’estate sono le punture di vipera e di insetti. In entrambi i casi i punti più frequentemente colpiti sono muso e zampe, ovvero le parti con cui il cane esplora il mondo intorno a sé. «La differenza - continua la veterinaria - sta nel fatto che per la semplice puntura di insetto la reazione è locale e, anche se può manifestarsi un grande gonfiore, resta comunque localizzato. La puntura di vipera causa molto dolore e infiammazione localmente nel punto del morso, ma scatena reazioni che coinvolgono anche altri organi: l’animale è progressivamente sempre più debole, può presentare edema sul muso e collo, può avere difficoltà a muoversi e respirare. Se non si interviene subito possono verificarsi reazioni epatiche e renali. Sotto la guida del veterinario, in emergenza anche telefonicamente, bisogna somministrare del cortisone a rapida azione».

 Caldo ma non troppo

«Il cane non possiede ghiandole sudoripare disseminate in tutto il corpo come noi, ma soltanto localizzate nei polpastrelli. Per cui per lui sudare non è facile, anzi, è impossibile - specifica Martina Biondi -. La dissipazione del calore in eccesso è attuata con una respirazione rapida e superficiale che tutti abbiamo visto osservando il nostro cane stanco o affannato. Questo sistema però non è molto efficiente, per questo i cani in generale, ed alcune tipologie in particolare, sono soggetti al colpo di calore. Una patologia iperacuta nella quale il cane non riesce più ad abbassare autonomamente la temperatura corporea, la quale si alza portando l’animale alla morte, se non si interviene in tempo. Cani anziani, brachicefali (cioè con il muso schiacciato tipo boxer, carlino e bulldog), cardiopatici, oppure cani molto giovani o con turbe respiratorie, sono molto predisposti. Il consiglio è portare sempre una ciotola dell’acqua e bagnare il proprio cane se lo si vede in affanno. Evitare ore calde e luoghi chiusi (auto, terrazze al sole) e anche la spiaggia. Potete misurare la temperatura con un termometro digitale per via rettale: deve stare sotto i 39 gradi. Nel colpo di calore si raggiungono anche i 42°»

Info: facebook Ethic-Street

 

L’intervistata

Martina Biondi, veterinaria

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