Una raccolta di firme per contrastare chi non rispetta le regole

Scritto da Laura D'Ettole |    Settembre 2015    |    Pag.

Giornalista. Specializzata in argomenti di carattere socioeconomico, dal 1997 al 2015 ha collaborato anche con l'ufficio stampa di Unicoop Firenze. Ha lavorato per il settimanale economico ToscanAffari, Il Sole 24Ore Centro Nord e il Corriere Fiorentino.
La sua carriera come giornalista è iniziata nell'89 sulle pagine del Sole 24 Ore, ed ha al suo attivo numerose collaborazioni con quotidiani ed emittenti televisive, per le quali ha realizzato trasmissioni di carattere divulgativo legate ai Centri per l'impiego, su temi come la formazione e l'orientamento professionale.
Laureata in filosofia, ha un lungo percorso come ricercatrice nel campo della sociologia applicata, che l'ha portata nel '92 a collaborare per quattro anni al progetto Unicef "Il bambino urbano".

Roberto Negrini , presidente Legacoop

L’iniziativa

Basta con le false cooperative che inquinano l’economia, basta con le gare d’appalto al massimo ribasso che finiscono per favorire coloro che non rispettano le regole e i contratti di lavoro. È una battaglia per la legalità estesa a tutto il Paese che ha per protagonista l’intero mondo cooperativo. Anche in Toscana l’Alleanza delle cooperative (Legacoop, Confcooperative e Agci) ha promosso la raccolta di firme per appoggiare la proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo “Disposizioni per il contrasto alle false cooperative”. La campagna si chiama “Stop alle false cooperative” e l’obiettivo è quello di raccogliere 100.000 firme in Italia: agli inizi di luglio, mentre scriviamo, la raccolta ha già raggiunto un terzo dell’obiettivo.

«Vogliamo combattere apertamente coloro che creano un danno d’immagine alla cooperazione e chi non rispetta le regole – dice Roberto Negrini, presidente di Legacoop -. La nostra associazione alcuni mesi fa ha aggiunto un ulteriore tassello alla ricerca di trasparenza, approvando un codice etico che impone una divisione netta dei rapporti con la politica e il divieto di finanziamento ai partiti». Perché questo, come attestano recenti fatti di cronaca, è uno dei punti fondamentali della “questione morale” in Italia.

Il punto centrale della proposta di legge è estendere e rendere obbligatori controlli a tappeto sulle imprese. Nella nostra regione le 2200 cooperative aderenti all’Alleanza producono un giro d’affari che si aggira su 11,2 miliardi di euro pari al 5,5% del Pil regionale. Si tratta di uno spaccato economico rilevante, dunque.

Le tre centrali cooperative, grazie ad una delega ministeriale, inviano ispettori che esercitano controlli sistematici su queste imprese. Nel biennio 2013/2014, su 850 revisioni fatte da Legacoop, sono stati inflitti circa 70 provvedimenti sanzionatori, di cui 30 liquidazioni coatte e 40 diffide per anomalie.

Le cooperative toscane che invece non aderiscono alle tre centrali sono 1800, e il ministero dello sviluppo economico esercita controlli solo sul 20% di esse.

La proposta di legge di iniziativa popolare ha in primo luogo l’obiettivo di fare pulizia, imponendo la cancellazione dall’Albo delle cooperative di quelle imprese che non siano state sottoposte a revisioni o ispezioni.

In secondo luogo è prevista la definizione di un programma di revisioni per le cooperative non sottoposte da lungo tempo a ispezioni e per quelle che appartengono ai settori più a rischio.

E infine la tempestiva comunicazione all’Agenzia delle entrate per contrastare il fenomeno di cooperative che nascono e muoiono in pochi mesi, magari accumulando debiti nei confronti dell’Erario.

Questa proposta di legge mira anche ad abolire una volta per tutte il sistema del massimo ribasso nelle gare d’appalto, un meccanismo (da tutti riconosciuto) che mette a rischio il rispetto del contratto di lavoro ed espone le imprese a tentativi di infiltrazioni mafiose. «Anche se non appare così evidente, è una questione che ha forti ricadute per la cittadinanza: in un momento di forti tagli della spesa pubblica non è possibile pretendere di erogare gli stessi servizi, pagando la metà del loro valore reale», commenta Negrini. Il problema è analizzare i bisogni reali, diminuire sprechi e «fare una rigorosa selezione della qualità».

La raccolta delle firme è attualmente in corso presso tutte le cooperative toscane aderenti a Legacoop, Confcooperative e Agci. Le 38 sezioni soci di Unicoop Firenze la stanno effettuando nei principali punti vendita della cooperativa.