Attività e risultati della Fondazione Il Cuore si scioglie

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2016    |    Pag. 4

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Raccolta alimentare dicembre 2015

Mondo Coop

«I risultati della raccolta alimentare di dicembre sono stati straordinari. » - Secondo Claudio Vanni, responsabile relazioni esterne dell’Unicoop Firenze - «220 tonnellate di generi alimentari pochi giorni dopo la raccolta del Banco alimentare». Poi per una settimana alcuni soci volontari hanno presenziato, nei maggiori punti vendita, con i banchini della Fondazione Il Cuore si scioglie, raccontando le adozioni e raccogliendo offerte. «Non ci sono ancora i dati – precisa Vanni - ma la sensazione è positiva».

La solita solfa, dirà qualcuno. In realtà c’è una differenza fra le campagne del Cuore e altre iniziative (pur sempre lodevoli): “metterci la faccia”. «Volontari e dirigenti sono presenti in prima persona –spiega Vanni – si qualificano e dicono dove vanno a finire generi alimentari e fondi raccolti. Inviare un sms con due euro è anonimo e freddo, invece, se mi trovo di fronte un volontario, che magari conosco, con cui instauro un dialogo, il discorso è diverso. E poi noi facciamo solidarietà a filiera corta: quel che raccogliamo lo prendono subito le associazioni del territorio».

Irene Mangani, vice presidente della Fondazione Il Cuore si scioglie, ci riferisce un paio di episodi emblematici: «Una signora, prima di entrare a fare la spesa, ha chiesto di quali prodotti ci fosse più bisogno. Quando è uscita ha lasciato un intero carrello per “chi ha avuto meno fortuna nella vita”, come ci ha detto. Un ragazzo di una ventina d’anni, straniero, ha chiesto se i prodotti alimentari donati arrivassero anche ai bambini in difficoltà. Abbiamo risposto di sì, “che la Caritas e le altre associazioni lo avrebbero fatto”. Quando è uscito dal supermercato, ci ha portato due buste piene di omogeneizzati».

«Penso che i nostri risultati siano positivi – afferma Vanni - perché vediamo e viviamo la solidarietà come partecipazione. E a fronte di un calo nazionale della solidarietà e della raccolta fondi, intorno al 20%, noi confermiamo i dati dell’anno precedente».

«L’Unicoop Firenze, ha fatto la sua parte con centomila euro. Questo contributo - spiega Barbara Pollero, segretaria della Fondazione – è parte degli utili sulle vendite della cooperativa, confermando così lo spirito di solidarietà e mutualistico dell’impresa cooperativa. I centomila euro sono serviti per integrare con prodotti freschi e freschissimi quelli a lunga conservazione offerti dai clienti ».

Ma la solidarietà della Fondazione e della cooperativa non si limita a qualche raccolta l’anno, specifica Vanni: «La Fondazione vuole essere un motore che genera cultura di solidarietà. Questo avviene sostenendo Caritas, Arci, Movimento Shalom e altri, e portando due valori aggiunti: il contributo economico e il coinvolgimento del maggior numero possibile di persone fra i nostri soci. Solidarietà, uguale partecipazione, partecipazione uguale solidarietà: più si apre questo ventaglio, più si sviluppa la cultura sociale e civile nel nostro Paese».

I numeri a dicembre

4.000

volontari, soci Coop, Caritas, Misericordie, pubbliche assistenze

100.000

clienti coinvolti nelle raccolte alimentari nei punti vendita della cooperativa

Rifugiati a scuola

Portare dieci rifugiati nelle scuole superiori e nelle associazioni ricreative e culturali del territorio a raccontare la loro storia. Questo ha fatto la Fondazione Il Cuore si scioglie Onlus, fra novembre e dicembre dello scorso anno, con il progetto “Una storia dietro ogni numero”, con il patrocinio dell’organismo dell’Onu che si occupa di rifugiati (Unhcr), in collaborazione con l’Arci e l’associazione teatrale Cantieri migranti. Sono storie molto forti, di guerra, massacri, viaggi terribili.

«L’abbiamo organizzato – spiega Vanni - perché se ci limitiamo a quello che mostrano i media, non si capisce bene il fenomeno. La Fondazione vuol dare elementi di maggiore conoscenza. Ragazzi e adulti sono rimasti molto colpiti dalle testimonianze: alcuni al termine degli incontri hanno abbracciato i migranti e hanno preso impegni di solidarietà e con i rifugiati e chi li sostiene».

Gli intervistati  del Consiglio d’amministrazione della Fondazione Il Cuore si scioglie Onlus:

Claudio Vanni Consigliere
Irene Mangani Vicepresidente
Barbara Pollero Segretaria

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