Da una ricerca sui libri di testo delle elementari, valori e modelli di molti anni fa

Scritto da Daniela Morozzi |    Marzo 2017    |    Pag. 3

Attrice, autrice di teatro 

Lorenzo Terranera

Illustrazione di Lorenzo Terranera (disegnatore di Ballarò!)

OTTO MARZO

Vorrei che la “Giornata Internazionale della Donna”fosse davvero una festa, ma sappiamo tutti molto bene che, il giorno dopo l’8 marzo, quello che noi donne troviamo non è una festa. Femminicidio, discriminazione salariale, blocco dei posti di comando e di responsabilità nei luoghi di lavoro, obiezione di coscienza, welfare insufficiente: questi sono i problemi quando si parla di “questione femminile”.

Ecco perché dobbiamo cogliere l’occasione di questa giornata per parlare di qualcosa di urgente. Racconterò di “Rosaceleste”, un progetto in cui credo e che ha dato vita a un’associazione di cui faccio parte, costituita proprio l’8 marzo 2015 con il fine di promuovere la parità tra i generi e le pari opportunità attraverso la lotta agli stereotipi e ad ogni forma di discriminazione, emarginazione e violenza (www.rosaceleste.it).

Tutto nasce dall’incontro con la dottoressa Irene Biemmi, in occasione di una mia presentazione del suo libro/indagine “Educazione sessista, stereotipi di genere nelle scuole elementari”. Il libro raccoglie la sua ricerca condotta sui libri di lettura, della classe quarta elementare, delle maggiori case editrici italiane di libri scolastici. Racconta come la scuola non riesca a recepire i cambiamenti avvenuti nel mondo femminile e maschile negli ultimi decenni, replicando un immaginario superato nella realtà, dove le donne amano i vestiti, sono gentili, pazienti, generose, protettive, lavorano molto, ma sono povere, vivono spesso in modo triste. Le bambine sono dolci, servizievoli, educate, giocano con le bambole, si spaventano facilmente e vengono severamente punite per gli errori commessi. Gli uomini invece sono forti, indipendenti, fieri, amano le automobili, hanno molto denaro. I bambini sono intraprendenti, avventurosi, praticano sport e non sono puniti per le loro infrazioni, che a volte appaiono come episodi di audacia. Ai maschi si attribuiscono cinquanta professioni, contro le quindici delle femmine.

L’universo fantastico che attraverso i libri di testo delle scuole elementari nutre l’immaginario delle nostre figlie e dei nostri figli è violento sia per i bambini, che “possono” tutto, e ai quali si nega drammaticamente ogni forma di fragilità, sia per le bambine cui si preclude ogni strada per realizzare un’identità diversa da quella di madre o insegnante. In sintesi, si dice questo: “Le femmine amano il rosa, i maschi il celeste”; “Le femmine sognano di diventare principesse, i maschi supereroi”; “Le femmine sono buone e delicate, i maschi decisi e coraggiosi”; “Le mamme stanno a casa, i papà vanno a lavoro”. Riflettiamo su questi modelli e facciamo qualcosa per cambiare questi stereotipi. E non solo l’otto marzo. 


Foto D. Ugolini


Daniela Morozzi

Attrice, autrice di teatro


Video


Notizie correlate

8 marzo con Piero della Francesca

Ingresso libero per tutte le donne l’8 marzo al Museo Madonna del Parto di Monterchi (Arezzo).


Grazie alle suffragette

Dalla Toscana il progetto “Suffragette 2.0” nelle scuole italiane

Video

Ritratto di signora

A colloquio con Emma Bonino su donne e società

Video