La situazione è ancora drammatica. L’impegno di Oxfam Italia

Scritto da Roberto Cavallini |    Settembre 2015    |    Pag.

pubblicista. Fiorentino, diplomato in lingue, conosce il francese, lo spagnolo e l'inglese. Direttore di Coopinforma e del corrispettivo sito www.coopinforma.it. Responsabile del dipartimento comunicazione e attività sociali dell'Associazione Cooperative Consumatori Distretto Tirrenico e dei progetti di solidarietà internazionale della Associazione Nazionale, ANCC/COOP. Attento e sensibile ai temi socio culturali legati alla globalizzazione e al consumo critico, si diletta in fotografia. Per sua fortuna ha molto viaggiato e, quando possibile, lo fa ancora.

Acqua pulita fornita da Oxfam

Solidarietà

Unicoop Firenze, Unicoop Tirreno, Coop Centro Italia e le altre cooperative di consumatori del Distretto tirrenico, hanno sostenuto con cinquantamila euro Oxfam Italia, un intervento di prima emergenza per rispondere alle più elementari esigenze delle popolazioni di alcuni villaggi, completamente distrutti dai due terribili terremoti che hanno colpito il Nepal nei giorni 25 aprile e 12 maggio, rispettivamente di magnitudo 7.6 e 7.3 della scala Richter.

Abbiamo intervistato, dopo il suo ritorno da una missione che lo ha visto impegnato per diversi giorni nelle zone terremotate, Riccardo Sansone, coordinatore dell’Ufficio aiuto umanitario di Oxfam Italia, Ong (Organizzazione non governativa) italiana membro della confederazione internazionale Oxfam, che è presente in Nepal da oltre 25 anni e che è intervenuta immediatamente nelle ore successive alla prima scossa.

Quali sono i danni che ha provocato il terremoto?

«Complessivamente 8745 persone sono morte e circa 20.000 sono rimaste ferite; decine di migliaia gli sfollati. Quasi 3 milioni di persone sono rimaste senza tetto e oltre 8 milioni sono coloro che necessitano di assistenza, quasi un terzo della popolazione. ».

Shrijana e i suoi due figli con alloggio di fortuna accanto alla sua casa distrutta
Shrijana e i suoi due figli con alloggio di fortuna accanto alla sua casa distrutta

Cosa sta facendo il governo nepalese?

«Qualsiasi governo sarebbe messo a dura prova da una catastrofe come questa con quasi un terzo della popolazione colpita. Nonostante il Nepal sia uno dei paesi più poveri al mondo, con istituzioni molto fragili, da subito si è attivato per facilitare l’assistenza umanitaria. Ha mobilitato le forze di sicurezza per salvare i sopravvissuti e coordinare gli aiuti internazionali. Occorre inoltre tenere presente che chiunque è stato colpito dal terremoto, per cui anche gli edifici governativi e i servizi di emergenza sono stati danneggiati. È compito delle organizzazioni umanitarie come Oxfam di assistere la popolazione, salvare le vite e contestualmente lavorare con le istituzioni locali, cercando anche di rafforzare le loro capacità per far fronte con risorse proprie in futuro».

Costa sta facendo Oxfam?

«Il Nepal è un Paese montagnoso con comunità sparpagliate, difficili da raggiungere anche per mancanza di infrastrutture. Questo rende molto difficile la risposta umanitaria. Oxfam è riuscita a intervenire subito grazie ai piani di pronto intervento elaborati preventivamente e grazie anche al pre-posizionamento sul territorio di riserve di emergenza. Inoltre il lavoro fatto negli anni passati con le comunità locali in preparazione all’eventualità di un terremoto ha permesso di attivare, tra mille difficoltà, una ampia rete di volontari per la distribuzione nei primi giorni successivi alla catastrofe.

L’intervistato: Riccardo Sansone, coordinatore dell’Ufficio aiuto umanitario di Oxfam Italia, Ong italiana
L’intervistato: Riccardo Sansone, coordinatore dell’Ufficio aiuto umanitario di Oxfam Italia, Ong italiana

Oggi stiamo facendo una corsa contro il tempo per costruire cisterne, alloggi temporanei, latrine di prima emergenza e distribuzione di kit igienico-sanitari per prevenire la diffusione di malattie. Abbiamo da poco iniziato anche la distribuzione di kit alimentari e di sementi per aiutare i piccoli agricoltori a non perdere i prossimi raccolti.

Al momento siamo riusciti a raggiungere oltre 100.000 persone ma ci siamo posti l’obiettivo di assisterne almeno 400.000. Probabilmente saremo costretti ad aumentare questo obiettivo».

Quanto tempo ci vorrà per la ricostruzione?

«Purtroppo ci vorranno molti anni. Il rischio maggiore è che il mondo si dimentichi presto del Nepal e lo abbandoni a se stesso. Già ora, a due mesi di distanza dal terremoto, i giornali e le televisioni non ne parlano più e l’attenzione sta scemando. Per questo è importante continuare a parlarne e far capire che in realtà siamo appena all’inizio della ricostruzione».

Come è possibile aiutare?

«L’appello lanciato dalle Nazioni unite per far fronte ai primi tre mesi di ricostruzione è stato finanziato solo per il 10%. Per questo Oxfam ha lanciato un appello di raccolta fondi coordinato anche con il network di Agire (l’Agenzia italiana di risposta alle emergenze che raccoglie le 10 più importanti organizzazioni italiane che si occupano di aiuto umanitario). L’aiuto migliore che la gente può dare è, quindi, contribuire alla nostra campagna di raccolta fondi per il Nepal. Le donazioni verranno utilizzate per fare acquisti direttamente in loco e alimentare quindi la ripresa anche del mercato locale. Maggiori informazioni potranno essere trovate su www.oxfamitalia.org».