Residui, microbi e calcare. Come scegliere i prodotti giusti

Scritto da Monica Galli |    Settembre 2015    |    Pag.

Esperta in scienze dell'alimentazione e merceologia alimentare Lavora nella formazione professionale di cuochi, pasticceri e camerieri-barman. Nel 2000, insieme ad Alessandra Pesciullesi, ha costituito uno studio associato che si occupa della divulgazione di informazioni sull'alimentazione e la merceologia alimentare, tenendo corsi per il Comune di Firenze e per alcuni quartieri cittadini. In quest'ambito nasce anche la collaborazione con l'Informatore.

Foto di F.Giannoni

WC

La pulizia del WC è una delle operazioni fra le più sgradite, ma decisamente necessaria e da svolgere frequentemente. Lo sporco che si annida in questo ambiente della casa è  rappresentato, molto semplicemente, da residui organici, calcare e microbi. A differenza di quanto si possa pensare, è una tipologia di sporco non troppo diversa da quello di altre zone della casa (come la cucina), ma percepita in questo ambiente come più pericolosa a causa dell’odore, dell’aspetto e... della complicità dei messaggi pubblicitari.

I residui organici si tolgono con acqua e detergenti, per eliminare il calcare è necessario l’utilizzo di una sostanza acida, mentre per uccidere i microbi presenti sulle superfici ci vuole un disinfettante. In commercio ci sono prodotti dedicati proprio alla pulizia del WC, e la loro composizione cerca di assolvere a tutte le 3 funzioni sopra indicate.

Prodotti per pulire e presidi medico-chirurgici

Trattandosi di prodotti dedicati alla pulizia devono rispondere ai requisiti richiesti dalla specifica normativa europea (Reg. 648/2004). Se però vogliono vantare proprietà disinfettanti allora vengono classificati come biocidi, cioè sostanze che distruggono la vita, (Reg. 528/2012) e devono avere una autorizzazione del ministero della salute, per la quale sono definiti presidi medici-chirurgici (Pmc secondo il Dpr 392/1998).

Presidio medico-chirurgico non vuol dire che il prodotto è stato autorizzato da qualche medico e, come la mela quotidiana, mantiene in salute, ma semplicemente che un ente, competente e senza interesse economico nel prodotto, ha accertato che quel disinfettante, utilizzato per determinati scopi e con determinate modalità, svolge una azione biocida senza arrecare danno all’uomo.

Disinfettare o igienizzare?

Con il termine disinfettare si indica una operazione ben precisa: uccidere i microbi; soprattutto ci interessa uccidere quelli patogeni, cioè quelli che potrebbero causare malattie nell’uomo. I disinfettanti sono dei veri killer, ed essendo dei veleni per alcuni organismi viventi, è chiaro che non possono essere così innocui per l’uomo. Da qui la necessità di una autorizzazione ministeriale. Il termine igienizzare, molto usato dai produttori che lo riportano spesso sulle confezioni, non ha alcun senso merceologico, dunque è un termine gratuito che in molte pubblicità è usato per ammiccare a un effetto disinfettante che in realtà non è garantito.

La scelta

Decisamente hanno un packaging particolare, con un beccuccio a collo d’oca che ne rende più facile la distribuzione nei punti più inaccessibili del WC. Sulle confezioni si riportano poche informazioni relative alla composizione che però può essere letta in dettaglio in un sito internet che deve sempre essere indicato. Per i prodotti Coop si possono leggere in modo semplice e chiaro visitando il sito www.e-coop.it; per molte marche invece, anche famose, questa ricerca è spesso infruttuosa nonostante l’obbligo di legge; in particolare non risulta chiaro dove, nel sito dell’azienda produttrice, si possa cercare il prodotto oppure vengono richiesti codici non facilmente identificabili.

Può verificarsi anche che il sito, a cui si fa riferimento in etichetta, risulti addirittura inesistente. Dal punto di vista chimico le tipologie più diffuse sono due: prodotti a base di tensioattivi e candeggina (o altri prodotti a base di cloro), con funzione di detergere, cioè togliere i residui organici, e sbiancare; oppure prodotti con tensioattivi e acidi che detergono e disincrostano, così il WC sarà più lucido e brillante, perché è eliminato il calcare. Solo se è possibile leggere in etichetta l’autorizzazione ministeriale che li definisce presidi medico-chirurgici, possono far riferimento a una azione disinfettante.

Comune a tutti è un’abbondante e varia dose di profumazioni che servono per far percepire meno (ma non per eliminare) i cattivi odori. I profumi contenuti sono spesso fra quelli considerati allergizzanti e, per chi è sensibile, leggerne l’elenco in etichetta è molto importante. Durante le pulizie è meglio non miscelare prodotti con funzioni diverse nella speranza di renderne più efficace l’azione: si potrebbero verificare reazioni chimiche pericolose (a meno di non essere dei chimici e conoscere la composizione del prodotto in uso, è meglio non rischiare).

Le gabbiette

Le gabbiette da attaccare al bordo del WC, oggi di gran moda così colorate e profumate da diventare parte dell’arredamento del bagno, hanno una composizione più aggressiva rispetto ai detergenti: i tensioattivi sono forti, fra gli acidi anticalcare utilizzati si legge spesso l’acido solforico, e il contenuto in candeggina probabilmente è maggiore visto che si ipotizza un effetto igienizzante.

Nelle tavolette più moderne l’azione profumante è legata alla presenza di un vero e proprio profumatore per ambienti attaccato alla gabbietta che ha un rilascio controllato di profumo. Naturalmente l’energico strofinamento che si fa quando si pulisce non c’è, questo detergente non arriva in ogni angolo del WC, ma a ogni scarico ne viene rilasciata una piccola quantità che rimane nell’acqua e l’azione detergente, disincrostante o sbiancante è svolta praticamente solo nel sifone.

Simboli di rischio

Quasi tutti i prodotti per la pulizia del WC riportano indicazioni e simboli di rischio. Per quanto riguarda le tavolette da attaccare al WC, oltre a essere irritanti, risultano spesso corrosive e anche pericolose per l’ambiente. Dalla nostra scelta quindi non dipende soltanto una pulizia più o meno efficace, ma anche un effetto sulla nostra salute e su quello che di più prezioso ci circonda.

Novità

Pulire con i microbi

La vera novità è rappresentata dai cosiddetti pulitori con probiotici. Pare che alcuni microbi abbiano la capacità di insediarsi nel nostro WC e agire degradando lo sporco. Quando i microbi vengono elencati (molto raramente, non essendo questo un obbligo di legge) leggiamo che si tratta di lieviti, batteri lattici e fotosintetici. L’uso di questo tipo di microbi per la bonifica degli ambienti inquinati è stato sperimentato e utilizzato, l’effetto antiossidante che alcuni complessi di microbi svolgono è documentato scientificamente, ma a oggi non si trovano studi scientifici in cui ne sia valutata l’efficacia nelle condizioni d’uso a cui sono destinati nei prodotti per la pulizia del WC.