Pasta fresca

Ripiena in vaschetta


Sfoglia sottilissima e un abbondante ripieno. Basta toccare con mano queste creazioni per capire subito cosa fa la differenza. C’è tutta la sapienza dei maestri pastai e oltre un secolo e mezzo di esperienza dietro a ravioli, tortellini e cannelloni a marchio Monti che troviamo, confezionati in pratiche vaschette, nei punti vendita di Unicoop Firenze. La storia del pastificio Monti inizia nel 1867 da un laboratorio artigiano a Larciano, nel pistoiese: la prima specialità era la pasta secca, ma con il passare del tempo è arrivata anche quella fresca e ripiena. Oggi il cuore dell’azienda è in uno stabilimento di Empoli, dove vengono preparati i ripieni, di carne e vegetali, oltre alla sottile sfoglia. Tutto senza conservanti, stabilizzanti, aromi senza additivi. Durante il processo produttivo sono previsti inoltre controlli e analisi di laboratorio, per accertare l’assenza di ingredienti geneticamente modificati. I tortelloni alla carne e i cannelloni ricotta e spinaci a marchio Monti si trovano in tutti i punti vendita di Unicoop Firenze, mentre nell’assortimento dei superstore sono presenti anche i ravioli ricotta e spinaci e i tortellini mignon alla carne.


Ortaggi

Il carciofo della Val di Cornia

Il segreto di questo carciofo sta nella vicinanza al mare. Sono infatti le temperature miti della Val di Cornia a far crescere rigoglioso il “cugino” del violetto toscano, il carciofo Terom disponibile sui banchi di Unicoop Firenze in questa stagione: il colore è leggermente più scuro rispetto al suo “parente”, a cui è legato da alcuni incroci, e risulta più chiuso, pieno di foglie, meno fibroso e quindi tenero, ottimo in pinzimonio. «Le condizioni climatiche sono favorevoli, l’avversità maggiore per la pianta è infatti rappresentata dalle gelate», dice Roberto Sodi, uno dei fornitori toscani di Unicoop Firenze, che a Casalvolpi, ottanta chilometri a sud di Livorno, coltiva trenta ettari di carciofi.

A differenza del violetto toscano, il carciofo Terom è precoce: mentre il primo arriva a primavera inoltrata (non a caso è detto anche “maggese”), per il secondo la raccolta inizia già alla fine di febbraio. Ora siamo nel pieno della sua stagione che va avanti fino a maggio con gli impianti tardivi. Da decenni in Val di Cornia viene coltivato questo tipo particolare di carciofo, selezionato dai semi del violetto toscano, spiega Paolo Simonelli, responsabile ortofrutta di Terre dell’Etruria, cooperativa che raccoglie piccoli e medi produttori: «La varietà è stata selezionata dall’Università di Pisa alla fine degli anni Settanta, i consumatori l’hanno molto apprezzata e poi è stata introdotta anche in Sardegna e Sicilia, per avere un prodotto ancora più precoce». Ma come riconoscere un buon carciofo? «Prima di tutto dalla foglia - risponde Simonelli -, che deve essere turgida e bella verde, di colore brillante». E una volta scelto il carciofo giusto, nessun limite alla fantasia in cucina: torta salata, risotto, lasagne, frittata, con patate, in insalata, in gratin o in vasetto sott’olio per gustarlo tutto l’anno.


Vino

Un Classico di Toscana

Un rosso rubino dal cuore del Chianti Classico, dove si produce l’omonimo vino a base di uve sangiovese del Chianti: un vino di buona struttura, descritto dai palati esperti come “fruttato con persistenti sentori di mammola”, il Chianti Classico Fattoria Montecchio di San Donato in Poggio (FI) è ideale con carni rosse e arrosti, ma si fa apprezzare anche con formaggi e salumi toscani. Il connubio ideale, però, è quello con l’immancabile bistecca Fiorentina. Frutto di una lunga storia iniziata nel 1973, grazie al fondatore Ivo Nuti, l’azienda oggi è gestita dalla moglie Maria e dai figli Andrea, Fabrizio e Riccardo. Per valorizzare tutte le tradizioni di un territorio ricco di storia, negli anni ’90 la famiglia ha riaperto l’antica fornace della terracotta e il frantoio. Nel 2004 nella tenuta è stato realizzato anche un agriturismo, un punto vendita e varie sale degustazione dove sorseggiare questo e molti altri vini, con vista sulle dolci colline caratteristiche di questa parte di Toscana apprezzata in tutto il mondo per le sue bellezze e le sue bontà.

Il Chianti Classico Fattoria Montecchio è in offerta nei superstore con la promo di Pasqua dal 22 al 31 marzo.



Solidarietà

Un melone per la scuola

Siamo stati in Senegal, dove sono prodotti i meloni che vengono poi venduti nei punti vendita Coop in tutta Italia con la fascetta “Terra equa”. Dopo aver costruito negli scorsi anni e poi allestito il presidio sanitario a Tassette, ora stiamo costruendo una scuola a Keur Diogou: siamo a circa due ore di auto dalla capitale Dakar, in mezzo alla savana senegalese. I meloni senegalesi arrivano sul mercato italiano prima di quelli siciliani, quindi quando in Italia non c’è ancora la produzione. Per ogni chilo di melone vengono versati 10 centesimi alla Fondazione Giovanni Paolo II, che vanno a costituire il “tesoretto” che serve per la costruzione delle aule per il complesso scolastico a Keur Diogou. Le autorità locali avevano individuato da tempo l’area per realizzare un campus per studenti, dalle elementari alle medie, che ora sono oltre 600 e con i loro maestri e professori popolano il complesso scolastico. Gli scarsi fondi messi a disposizione dalle autorità di Thies avevano fermato i lavori. Grazie alla produzione e vendita in Italia dei meloni i lavori sono ricominciati.

Il primo intervento è stato quello di un’ampia e robusta recinzione metallica per mettere in sicurezza i piccoli allievi. Poi si è iniziata la costruzione delle aule e due sono state già consegnate alla comunità. Le aule, progettate in Italia dall’architetto Francesco Poggesi, sono realizzate da ditte senegalesi, per dare lavoro a maestranze locali e perché la comunità senta propria l’intera opera. Sono state anche rimodernate e completate (con intonaci e serramenti) alcune aule già realizzate. I tetti, coibentati, provengono dall’Italia. È iniziata la costruzione di due altre nuove aule che a breve sostituiranno le tettoie esistenti sotto le quali i ragazzi fanno lezione. I lavori procedono, evitando la stagione delle piogge, da novembre fino alla fine di maggio.

Renato Burigana

Portavoce Fondazione Giovanni Paolo II

Il melone del Senegal è in offerta con la promozione di Pasqua dal 22 al 3 marzo.