Scritto da Melania Pellegrini |    Gennaio 2018    |    Pag. 15

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Formaggio da gemellaggio

Un’azienda casearia dalla doppia anima sardo-toscana


Un gemellaggio tosco-sardo nato dalla comune passione per il gusto del formaggio e per l'arte ovino-casearia. Una stessa arte che, su pascoli diversi, dà origine a prodotti e sapori molto differenti tra loro, che arricchiscono la tavola di un tocco di varietà in più.

La storia è quella della Sardaformaggi Spa, il cui prodotto viene dal cuore della Sardegna ed è legato a doppio filo con la Toscana in quanto lo stoccaggio, il confezionamento e la distribuzione dei formaggi in Italia e nel mondo avviene nello stabilimento toscano con sede a Incisa Val D’Arno.

Tutto ha inizio nel 1963 quando la famiglia Mura fonda la Sardaformaggi con sede a Buddusò, una prestigiosa zona agro-pastorale sull'altipiano del Monte Acuto, con pascoli naturali e incontaminati a 700 metri sul livello del mare. Il latte delle pecore che si nutrono in queste zone ha un sapore particolare che dona al formaggio caratteristiche inimitabili. Inoltre la produzione in ambiente di montagna permette una maturazione dei formaggi lenta e naturale che conferisce ai prodotti profumi e sapori tipici.

Negli anni ‘60 il settore caseario passò un periodo di crisi, così i fondatori dell'azienda decisero di sperimentare nuove tecniche di lavorazione producendo il primo formaggio a pasta molle della Sardegna. Grazie al successo di questo formaggio tenero e dolce da tavola, l'azienda si è ingrandita fino ad aprire il deposito in Toscana, inizialmente destinato solo alla vendita diretta dei prodotti. I metodi caseari tradizionali di Sardaformaggi sono stati tramandati di generazione in generazione e ancora oggi le tecniche di una volta affiancano i moderni impianti. La doppia anima sardo-toscana è tuttora uno dei tratti distintivi che ha favorito il successo dell’azienda.

Dopo mezzo secolo di esperienza, Sardaformaggi è diventata un’importante industria lattiero-casearia,

che vince la sfida della qualità su un mercato affollato e competitivo come quello caseario e porta il buon nome del made in Italy sulle tavole di tutto il mondo.

L'innovazione, l'attenzione all'ambiente e la soddisfazione del cliente sono i principi di base dell'azienda che oggi produce formaggi dolci da tavola, pecorini stagionati, formaggi grattugiati e una squisita ricotta battezzata Nuvola Bianca: sapore genuino, consistenza morbida ma pastosa, è prodotta con il siero di latte di pecora. Buona sia cruda che cotta, è un vero jolly da utilizzare in tantissime ricette dolci e salate.

Un esempio di ricetta facile e veloce sono le palline di ricotta, cocco grattugiato e zucchero. Alla ricotta va aggiunto zucchero, fino a raggiungere la dolcezza desiderata, e cacao a piacere. A questa miscela si aggiunge il cocco fino a che l’impasto sia lavorabile con le mani. Se risultasse troppo compatto, si può rimediare con qualche goccia di latte. Con piccole noci di impasto si lavorano delle palline da rotolare nel cocco grattugiato e… da mangiare in un boccone!



Prodotto locale

Zafferano e miele biologici toscani

Mille metri quadrati di terreno, quattro persone all’opera e la storia di un’impresa familiare nata a Porcari (LU) dalla determinazione della giovane imprenditrice agricola Giada Papucci, che nel 2010 ha avviato le prime sperimentazioni nella coltura dello zafferano, una vera novità mai coltivata prima nella piana lucchese. E da un primo seme è nata un’impresa, Apicoltura e Zafferano Clesia che, da una piccola tenuta alla pendici del Monte Serra, ricava zafferano e miele, due ori di natura di alta qualità, come racconta la stessa Giada Papucci: «L’idea della coltivazione dello zafferano è nata dalla passione per i crocus, i fiori dello zafferano, e dalla volontà di riprendere l’attività agricola nei campi di nostra proprietà, dove abbiamo portato lo zafferano di Navelli, uno dei migliori al mondo. Oggi produciamo circa un chilo e mezzo di zafferano secco all’anno che in fresco equivale a sette chili. Dal 2015 poi abbiamo iniziato l’attività di apicoltura dalla quale ricaviamo polline, propoli e miele grezzo naturale, circa 11 tonnellate l’anno fra acacia, millefiori, castagno e sulla, tutto aromatizzato allo zafferano».

Anche grazie alle perfette condizioni microclimatiche e alla grande biodiversità della zona, l’azienda si è sviluppata mantenendo sempre una connotazione artigianale: «Tutti i prodotti aziendali sono fatti a mano - continua Giada Papucci - e senza l’utilizzo di componenti chimici. Per questo abbiamo scelto di essere azienda bio e dal 2016 abbiamo ottenuto la certificazione di Agricoltura biologica: un riconoscimento della serietà del nostro lavoro e una garanzia in più per i consumatori che scelgono i nostri “ori di famiglia”».



Fior fiore

La nuova golosa linea di pasticceria secca

Un altro fiocco rosso sugli scaffali di casa Coop, a segnare un nuovo arrivo a marchio: archetti, ruvidi, cuori e delizie, questo il quartetto di prodotti del nuovo assortimento di pasticceria secca Fior fiore a base di una pasta frolla golosa e con ingredienti di alta qualità. Quattro diversi tipi di pasticcini, realizzati senza olio di palma, con un’elevata percentuale di burro, uova e ingredienti nobili come il cioccolato fondente, la crema di gianduia e la passata di albicocca: tutte materie prime che danno ai pasticcini una pienezza di sapore e una consistenza morbida tipica del dolcetto fresco di sfornata.

Spizzicando qua e là, si potrà cominciare dagli archetti, con copertura di cioccolato fondente, per proseguire con i ruvidi, krumiri ricoperti per metà di cioccolato puro, per passare ai cuori, frollini con il 30% di crema gianduia, per chiudere con le delizie, ricoperte con il 30% di albicocca.

I magnifici quattro rappresentano una selezione della tipica “pasticceria secca” presente in gran parte del territorio italiano: adatti per un goloso fine pasto, per l’ora del tè, con un caffè robusto o con un amaro… ogni occasione è quella giusta per cedere alla tentazione.

A produrli è la Dolceria Ambrosiana, una giovane azienda barese a conduzione familiare che ha saputo coniugare l’innovazione e l’utilizzo di moderne tecnologie con il rispetto dell’antica arte bianca, tramandata dalla tradizione di famiglia.

Quanto alle dolcezze dal gusto toscano, tra le novità Fior fiore Coop c'è il ricciarello di Siena Igp, prodotto sul territorio senese con la ricetta tradizionale: un ricco impasto con il 45% di mandorle tritate, zucchero, albume d’uovo e zucchero a velo.



Toscana in bottiglia

Da Chianti e Maremma due vini che raccontano il territorio

Chianti e Maremma, uniti da un filo rosso: quell’irrinunciabile passione per la terra, il territorio, i vigneti e il buon vino, il rosso, toscano.

Da una parte, nel grossetano, nasce il Morellino di Scansano docg dell'azienda Bruni mentre nei dintorni di Firenze si incontra l'azienda Terre di Melazzano con il suo Così Com'è, un vino prodotto senza solfiti aggiunti.

L'azienda Bruni nasce negli anni '60, con una produzione prima di vino sfuso e poi di vino imbottigliato. Dal 1996 la Bruni è diretta da Marco e Moreno Bruni, eredi della passione di famiglia per l'enologia, come racconta Marco Bruni: «I nove ettari con cui sono partiti nostro nonno e nostro padre sono diventati 50 ma lo spirito è rimasto quello di un'azienda familiare legata ai suoi luoghi: non a caso, sull'etichetta del Morellino è presente la vacca maremmana, emblema di questa terra».

Il Morellino nasce dal mix di Sangiovese e solo in piccola parte (circa il 10%) di Syrah. Ideale con cacciagione, carne e salumi, questo vino è il cavallo di battaglia della Bruni, che ne produce 150/160.000 bottiglie l'anno.

L'azienda Terre di Melazzano è diretta dalla famiglia Falciani, che da tre generazioni si occupa della vinificazione e commercializzazione del prodotto. L'azienda si estende su 30 ettari ed è situata a un chilometro da Greve in Chianti. Era il 1959 quando Piero Giulio Falciani vide in questo posto il terreno giusto dove fondare l'azienda. In seguito la gestione passò ad Andrea e Chiara, che iniziarono una produzione di Chianti classico di alta qualità, con il supporto dell’enologo Andrea Pirovano. Così Com'è rappresenta la sfida di produrre un vino adatto ai consumatori intolleranti ai solfiti, con le migliori uve Sangiovese lavorate secondo un protocollo di vinificazione esclusivo. Il tutto messo a punto dall’enologo che interviene per dare stabilità e struttura al vino ed esaltare i profumi di un prodotto interamente naturale.

Il Morellino di Scansano Bruni e il rosso Così Com’è senza solfiti saranno in offerta dal 13 al 22 gennaio nei superstore di Unicoop Firenze.