La provenienza dei prodotti a marchio Coop

Scritto da Antonio Comerci |    Febbraio 2018    |    Pag. 32, 33

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

 pistacchi Le lettere dei soci

Mamma, li turchi!

Vorrei se possibile sapere qual è la provenienza dei pistacchi salati in busta a marchio Coop, in quanto ho scoperto che quelli di provenienza turca sarebbero pericolosi per l’alta presenza di aflatossine, così come nei fichi secchi, albicocche essiccate e nocciole.

E. M. – Pontassieve (FI)


Nell’ottica della trasparenza, abbiamo creato un indirizzo online, per i prodotti a marchio Coop, che non hanno l’obbligo di indicarlo in etichetta, dove si trovano le provenienze delle materie prime utilizzate. Basta andare su www.e-coop.it, nella sezione “Origini”, inserendo il nome del prodotto o il suo codice EAN (ovvero il codice a barre che inizia con 8001120…). Nel caso dei pistacchi citati dal socio la provenienza risulta Stati Uniti. Il problema delle micotossine rappresenta attualmente quello più critico e da tenere sotto controllo. Dal 2008 il laboratorio in Coop Italia ha rafforzato i controlli, con un piano di analisi su tutti i prodotti industriali a marchio Coop, dai latticini ai prodotti da forno, dal caffè alle paste alimentari. Quindi ci sentiamo di dare rassicurazioni su tutti i prodotti con il nostro marchio, sia che provengano dall’Italia che da altre nazioni. (Ufficio Qualità, Unicoop Firenze)


Concorrenza web

Ultimamente non ho più trovato i Top Fabbri alla fragola e all’amarena. Mi viene sempre detto che sono fuori stagione, ma in 30 secondi li ho trovati su Amazon, li ho ordinati sabato e stamani mi sono già arrivati. Poi non vi lamentate se la gente compra su internet.

D. P. – Bucine (AR)


Il socio ha individuato con precisione la differenza tra il negozio fisico e quello virtuale, globale. Nello spazio grande quanto si vuole ma limitato di un supermercato, dobbiamo inserire volta, volta i prodotti de l Natale, della Pasqua, della scuola, del giocattolo, del giardinaggio… e negli altri reparti dobbiamo tener conto che d’estate vendiamo tanto alcuni prodotti che invece d’inverno stanno lì a prendere polvere. La rete web per sua natura non ha stagioni perché ha per confine il mondo e non ha limiti di spazio. A parte questo, terremo conto della segnalazione del socio per individuare nei grandi punti vendita le referenze che possono essere presenti anche in bassa stagione. ( Emidio Granchi , Direzione merci Unicoop Firenze)

Buoni pasto

Perché la Coop Firenze non accetta i ticket restaurant, mentre altre Coop (Tirreno di Livorno per esempio) li accettano senza problemi? Siete sempre attenti ai lavoratori e non capisco questa presa di posizione. Qual è il motivo?

G. M. – Montelupo Fiorentino (FI)


Non accettiamo, per ora, alcun tipo di buoni pasto perché accettarli aumenta sì gli incassi, ma produce una perdita di diversi milioni di euro. Infatti, il valore del buono non viene rimborsato per intero e il pagamento è differito a 60 giorni. Alla fine questi costi dovremmo farli pagare a tutti i consumatori che comprano da noi, compresi i lavoratori che non hanno i buoni, i pensionati e i precari. Altre cooperative fanno valutazioni diverse e infatti sono costrette ad avere costi più alti dei nostri. Stiamo aspettando una normativa diversa che permetta di ridurre i costi e stiamo studiando come minimizzare l'impatto sui nostri bilanci, perché ci rendiamo conto che accettarli sarebbe un grosso aiuto ai nostri soci e clienti che li hanno a disposizione.


Cinema a punti

Ho attivato alla Coop la carta Grande Cinema, impegnando mille punti per ottenere uno sconto presso l'unico cinema presente in zona convenzionato con l'iniziativa: cinema Giotto di Borgo San Lorenzo. Ma quando di domenica mi sono recato presso il cinema convinto di ottenere uno sconto, allo sportello mi hanno detto che loro non applicano alcuno sconto e non partecipano all'iniziativa. Ho quindi pagato l'importo normale senza alcuna riduzione anche se amareggiato.

M. C. – Vicchio del Mugello (FI)


Abbiamo interessato Agis Anec Toscana, con la quale abbiamo fatto l’accordo per la carta Grande Cinema, che si è attivata per informare il cinema Giotto di Borgo San Lorenzo della convenzione che deve applicare.


Pannolini in più

Ho fatto la spesa con Salvatempo e ho acquistato fra i vari prodotti tre pacchi di Pannolini Pampers, come la settimana precedente. Alla cassa il sistema manda un messaggio di errore che ha richiamato un addetto alle casse e insieme abbiamo verificato che c’era un articolo “non vendibile” cioè uno dei tre pacchi e quindi l’ho dovuto togliere dal carrello. Premesso che la situazione mi ha dato un po’ fastidio, perché mi sono sentito come uno che voleva approfittare di un’offerta a cui non aveva diritto, volevo chiedere se c'è un limite all'acquisto di questo prodotto. Se è così vi chiederei di indicarlo nello scaffale.

S. B. - San Miniato (PI)


L’articolo segnalato non era in promozione, bensì aveva la limitazione che riguarda molti alimenti per infanzia e anche i pannolini. Non era presente l’informazione sullo scaffale e quindi non possiamo che scusarci con il socio. La cooperativa cerca di fare sempre prezzi molto bassi sui prodotti che pesano sulla famiglia, questo crea la possibilità di accaparramento da parte di commercianti, per questo siamo costretti a mettere limiti di acquisto su questi prodotti. ( Emidio Granchi, Direzione Merci)


Terme dimenticate

Ricevo tutti i mesi il giornale “Informatore” e trovo sempre notizie interessanti e molte informazioni utili sul territorio che ci circonda. Nel numero di novembre però, nell’articolo sul turismo termale e le stazioni presenti nella regione, ho notato una grave falla: non sono stati inseriti gli stabilimenti termali presenti nella provincia di Siena, ad eccezione della piccola "polla" di Colle di Val d'Elsa. Ne deduco che per il vostro giornale la geografia si basi sulle divisioni fra Coop Centro Italia e Coop Firenze, che può andare bene quando si tratta di promuovere prodotti e campagne di sconto, ma non se si tratta di parlare del territorio e delle sue potenzialità.

G. R. – Camporgiano (LU)


Quello che abbiamo pubblicato è un breve articolo che, pur citando 15 località (fra le quali Chianciano), non le segnala tutte. Nell'articolo abbiamo rammentato località della Lunigiana, del livornese, della Maremma, perché - ha ragione la socia - quando si parla di territorio non ci si può limitare alle zone della cooperativa. Torniamo sull’argomento in questo numero del giornale e parliamo delle terme nella provincia di Siena.


Senza sfuso

Sono di nuovo a reclamare perché al punto vendita di Ponte a Greve è stato eliminato il detergente per pavimenti dal distributore. Non mi dilungherò di nuovo nel dire che l’educazione alla spesa… parte soprattutto da voi! Inoltre, per il detersivo piatti, è stato cambiato fornitore? Perché quello preso qualche settimana scorsa mi sembra meno efficace, ed è inoltre molto meno concentrato.

G. Z. - Firenze


Circa un anno fa abbiamo cambiato fornitore e macchinario. Il nuovo ha solo due referenze, quelle che vendono di più, detergente piatti e tessuti, eliminando ammorbidente e detersivo per pavimenti che avevano vendite molto basse. Nel caso dell’ammorbidente c’è forte tendenza dei consumatori verso i concentrati, mentre per i detersivi per pavimenti c’è la tendenza a una minore vendita, anche per le marche più quotate. Questa tendenza aveva ridotto le vendite a livelli così bassi da compromettere anche la qualità del prodotto, che restava per troppo tempo nel macchinario. Per verificare la qualità, che per contratto dev’essere garantita e costante, abbiamo attivato i controlli del nostro ufficio qualità. (Emidio Granchi, Direzione Merci)


Il tappo dove

Compro spesso i vasetti di vongole a marchio Coop ma ho sempre il dubbio di dove buttare il tappo: è tutto di alluminio? Infatti sull'etichetta è scritto dove buttare il vasetto (che naturalmente è di vetro) ma non il tappo, forse sarebbe meglio specificare anche questo.

E. F. - Firenze


Il tappo è in acciaio. Può quindi seguire lo smaltimento previsto per tale materiale nel Comune dove abita la socia.


Prezzi ballerini

Davanti allo scaffale degli assorbenti, anche per persone con problemi, ho visto la scritta “conviene” per l’articolo Tena lady... Se fino a ottobre costavano € 6,45, poi c'è stata la promozione con sconto e costavano € 4,50. Ora c'è scritto conviene € 7.12 e prezzo non scontato € 8.90! Allora è proprio vero quel che si dice, che fate le promozioni o gli sconti dopo aver aumentato i prezzi dei prodotti.

E. S. - Pistoia


Si tratta di un prodotto nuovo, che dichiara una qualità migliore, con nuovi elastici e nuove barriere contro le perdite:, per questo il fornitore ci fa un prezzo più alto e abbiamo dovuto aumentare il prezzo di vendita normale e quello promozionale. (Emidio Granchi Direzione Merci)


Premio senza franchigia

Chiedo se il calcolo dei punti spesa ha una franchigia di 2 euro, infatti sullo scontrino della spesa di € 6,91 ho avuto l’accredito di 4 punti. Non ho letto nessuna comunicazione in merito, è vero che si tratta di pratiche commerciali consolidate nella grande distribuzione, ma non sarebbe sbagliato, se il cliente ne fosse informato.

G. T. - Montecatini Terme (PT)


Da noi, a differenza della concorrenza, non c’è nessuna franchigia, anche un solo euro di spesa dà diritto a un punto premio. Ci sono però alcuni prodotti che per normative di legge o fiscali particolari, non possono concorrere al computo dei punti, come i giornali e i bollettini di conto corrente postale e altri prodotti segnalati nel catalogo a premi.


Il tempo delle mele

Nel superstore di Arezzo dove solitamente faccio la spesa, quest’anno non sono presenti le mele Melinda. È possibile sapere il perché?

A. M. E. - San Giuliano d'Arezzo


La Val di Non, da dove proviene Melinda, è stata colpita a fine aprile, quando i frutti erano già formati, da gelate fino a -7° C, causando un calo produttivo nell’ordine del 60, 70 % rispetto all’anno precedente. Quindi quello che c’era in commercio era in gran parte prodotto dell’anno precedente. Per questo, pur avendo la tecnologia di conservazione raggiunto buoni livelli, abbiamo preferito attendere il raccolto 2017 che è sul mercato dalla metà di dicembre . (Alberto Giusti, Responsabile settore Ortofrutta)


Per qualche cent in più

Da gennaio avete adottato due iniziative ai danni di noi soci e clienti che non mi sembrano giuste: non date più i cinque punti a chi prende l'Informatore alla cassa. La seconda è il centesimo per ogni sacchetto per la frutta. Se si sommano queste iniziative alla fine dell’anno una famiglia quanto spende di più?

R. C. – Bagno a Ripoli (FI)


L’iniziativa di far pagare i sacchetti non è nostra ma è prevista dalla legge e imposta a tutti coloro che vendono alimentari, chi non lo fa rischia una multa da cinque a 25.000 euro. Il nostro merito è quello di aver dichiarato in anticipo che avremo fatto pagare il prezzo minimo, un cent, condizionando così la concorrenza, che solo in parte si è adeguata. Con questi costi da noi una famiglia potrà spendere al massimo circa cinque euro l’anno.

Per quanto riguarda l’Informatore stiamo parlando di 55 punti, pari a uno sconto per il socio di circa 50 centesimi l'anno. Pensiamo che non sia una grande rinuncia per il singolo socio. Mentre a noi serve per fare un giornale migliore, con carta certificata a basso impatto ambientale e imbustato in bio plastica. Il vero motivo per cui abbiamo cessato di dare i punti premio è che hanno raggiunto il loro scopo: far prendere il giornale dove si fa la spesa e quindi rapidamente, entro l’inizio del mese, guadagnando in attualità, con la possibilità di avere degli allegati importanti, come il calendario con 5 buoni sconto per i soci. La stessa cosa fatta per posta avrebbe avuto un costo proibitivo e infatti non abbiamo spedito il calendario a casa. Mentre spediamo volentieri a casa l'Informatore, a un 30% di soci lontani dai punti vendita e anziani.