I risultati del progetto di riduzione degli imballi nel reparto pescheria

Scritto da Sara Barbanera |    Gennaio 2018    |    Pag. 17

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

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Consumo sostenibile

Dalla cassa in polistirolo alla cassetta in plastica che, dallo scorso maggio, è utilizzata da tutti i fornitori toscani che consegnano prodotti ittici ai reparti pescheria di Unicoop Firenze. Una novità che, nel 2017, si è tradotta nell’eliminazione di 150.000 cassette, pari a 30 tonnellate di polistirolo in meno e circa 450 tonnellate di C02 non immessa in atmosfera.

Innovazione e sostenibilità ambientale, queste le parole chiave di un percorso realizzato grazie a un lavoro di squadra fra la Cooperativa, tutti i fornitori toscani e la CPR System, cooperativa che da vent’anni fornisce a Unicoop Firenze le classiche cassette verdi del settore ortofrutta, come spiega Carlo Calusi, business manager carni e pescheria: «Si tratta di un progetto complesso e molto importante che sostituisce il polistirolo con una cassetta in materiale plastico lavabile, riutilizzabile, con costo e peso contenuto e ottime capacità coibentante assimilabile al polistirolo. All’iniziativa hanno risposto molto positivamente tutti i fornitori toscani, al momento gli unici coinvolti, che con le nuove cassette azzurre coprono circa il 30% della merce totale consegnata alla piattaforma ittica di Unicoop Firenze a Campi Bisenzio».


Quanto “pesa” il polistirolo

Il progetto è nato dalla constatazione che, a dispetto dell’apparenza, il polistirolo degli imballi di pescheria “pesa” molto in termini di smaltimento dei rifiuti non riciclabili, come spiega Nicola Fredducci, responsabile progetti area logistica di Unicoop Firenze: «Ogni anno la Cooperativa produce circa 7500 tonnellate di rifiuti indifferenziati, il 22% in peso del totale rifiuti prodotti. Gli indifferenziati vengono smaltiti in impianti di termovalorizzazione o in discarica e costituiscono quindi una possibile fonte di inquinamento per il suolo e l’atmosfera. Di questa quota di rifiuti non riciclabili, circa il 70% in volume è costituito da imballaggi in polistirolo del reparto pescheria: parliamo di 810.000 casse totali, ovvero circa 180 tonnellate di polistirolo l’anno che non viene riciclato per diversi motivi, come la contaminazione da residui organici del pesce, oppure quella olfattiva di difficile rimozione, o per una gestione costosa del processo di riciclo. Dopo varie sperimentazioni di altro tipo - continua Fredducci - alla fine siamo arrivati a questa soluzione ottimale, con imballaggi recuperabili, gestiti a ciclo chiuso fra i fornitori, la piattaforma ittica della Cooperativa e il gruppo CPR System che gestisce ritiro, consegna e pulizia delle cassette».


Oggi e domani

Non una ma due soluzioni, pensate per le diverse esigenze del prodotto sfuso, consegnato con ghiaccio, e del prodotto già confezionato, meglio noto come “prontocuoci”. «È la prima volta - afferma Monica Artosi, Direttore Generale di CPR System - che l'azienda opera nel settore pescheria e ritengo ci siano ampie possibilità di sviluppo: le cassette Cpr permettono una riduzione dei costi di gestione e il risparmio di risorse naturali, energetiche, umane e di smaltimento dei rifiuti».

Passata la fase del rodaggio, il progetto è pienamente operativo, come spiega Carlo Calusi: «Da quando il circuito delle casse azzurre è andato a regime, non abbiamo rilevato nessun tipo di problema, nonostante la pescheria sia un reparto abbastanza complesso, sia dal punto di vista degli odori che della gestione del prodotto. Ancora una volta la Cooperativa dimostra con i fatti cosa significa attenzione all’ambiente, con un progetto appena nato ma che già guarda al futuro: andremo avanti su questa strada, coinvolgendo altri fornitori con l’obiettivo di raddoppiare questi numeri nel biennio 2018-2019 e sperando che possa funzionare da modello anche per altre cooperative e imprese del settore».



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