Piccolo vocabolario per orientarsi al meglio

Scritto da Barbara Beni |    Gennaio 2018    |    Pag. 40

Nasce a Firenze e vive nei dintorni.

Ha lavorato a lungo come responsabile dell’ufficio di programmazione e organizzazione viaggi di un importante tour operator fiorentino, Argonauta, cercando di organizzare viaggi ricchi di contenuto e partecipazione (In Mille in Sicilia, per conto dell’Unicoop Firenze) e anche convenienti (Sardegna sotto costo), valorizzando destinazioni e periodi non abitualmente frequentati.

Lavora alla realizzazione di una collana di libri monografici su singole destinazioni “AppuntiInViaggio. Ricordi, emozioni, andate e ritorni”.

Negli articoli come nei libri racconta i luoghi del cuore, con dettagli e particolari che li valorizzano, cercando quell’identità speciale ed esclusiva che l’industria del turismo spesso non riesce a evidenziare.

La torre di Belém a Lisbona

La torre di Belém a Lisbona - Foto WA. SA.

Turismo

In ogni settore della vita le parole inglesi s’insinuano sempre più nel nostro linguaggio. Il mondo del turismo non fa eccezione, anzi. Proviamo a rendere più familiari alcuni termini che troviamo quando viaggiamo.

Se chiediamo a un’agenzia proposte per andare in viaggio magari ci domandano se abbiamo preferenze circa il tour operator, cioè se fra i vari organizzatori di viaggi c’è qualcuno che prediligiamo (ricordiamo tutti la vecchia pubblicità «Turista fai da te? Ahiahiahai»). Se prenotiamo un tour, significa che faremo un giro, una vacanza itinerante. Se il tour è di gruppo sicuramente incontreremo il/la tourleader, cioè il o la capogruppo - o anche accompagnatore, accompagnatrice - la persona che starà con noi durante il viaggio occupandosi di sbrigare tutti i dettagli tecnici. Visitando una città nuova incontreremo la guida, che in inglese è scritto quasi uguale, guide.

Se prenotiamo un’offerta last minute abbiamo deciso di partire all’ultimo minuto e prenotato quello che c’era disponibile, non è detto che sia stato il più economico o conveniente. Se prenotiamo un’offerta low cost, invece, abbiamo acquistato un’offerta a basso costo, senz’altro molto conveniente e, al contrario della last minute, non può essere prenotata all’ultimo minuto.


Alberghi e noleggi

Se abbiamo dei pernottamenti in hotel, o un noleggio auto, ci sarà stato consegnato un voucher, cioè un buono di scambio. Quello che è indicato sul voucher è ciò che dobbiamo aspettarci venga fornito.

Se il voucher è per l’hotel sicuramente riporterà le date in e out, ossia la data di entrata e la data di uscita. Naturalmente l’hotel è l’albergo, il b/b è l’affittacamere, il residence un complesso con appartamenti. Se in albergo abbiamo dei pasti, sarà indicato bb per intendere pernottamento e prima colazione, hb per indicare la mezza pensione (di solito prima colazione e cena), oppure fb per il trattamento di pensione completa, cioè con tutti i pasti inclusi. Se accanto alle sigle di hb e fb c’è un’ulteriore b questa sta a indicare che incluse nel forfait ci sono anche le bevande ai pasti.

Se durante qualche periodo festivo invece di hb troviamo brunch significa che al mattino possiamo svegliarci con calma perché sarà servita una prima colazione-pranzo: brunch deriva infatti dall’abbinamento delle parole breakfast + lunch (prima colazione + pranzo).

Se abbiamo dei trasferimenti individuali, per esempio dall’hotel all’aeroporto, sul voucher sarà indicato transfer e sarà indicato l’orario di pick-up, ossia di prelevamento o, diremmo meglio, l’orario di appuntamento.

Il trasferimento è un servizio di cui risponde il driver dell’auto o del pulmino, ossia l’autista; se a volte per indicare i trasferimenti sentiamo parlare di navetta, niente di spaziale, è solo un termine per rendere l’idea di breve e veloce.


In aeroporto

Se prenotiamo un volo (ma anche un treno o un traghetto) la conferma arriverà con il pnr, il codice di riconoscimento, l’identificativo di quella prenotazione. È un codice importante che servirà per ogni comunicazione o variazione.

Se sul foglio di riepilogo dei servizi leggiamo che a tale ora dobbiamo essere in apt, è dell’aeroporto che si parla (apt è l’abbreviazione di airport).

Appena entrati in aeroporto dobbiamo verificare sui tabelloni-video a quale desk, ossia banco, è la compagnia aerea che effettua il volo perché è lì che dobbiamo recarci; i tabelloni riportano i voli in ordine progressivo di partenza.

Individuato il banco, possiamo accedere (documento d’identità alla mano) a fare il check-in, cioè l’accettazione al volo, con il rilascio della carta d’imbarco e l’imbarco del bagaglio; passaggio necessario anche se viaggiate con il solo bagaglio a mano, altrimenti detto cabin bag.

Adesso, capita molto spesso che la carta d’imbarco vada fatta prima di arrivare in aeroporto, sopra ci sarà indicato il posto a sedere (eccetto per quelle compagnie che non l’assegnano) e l’orario di apertura del gate, cioè quando cominceranno le procedure d’imbarco dei passeggeri per farli uscire dalla porta di accesso al volo; può capitare che ci siano modifiche del gate (come a volte cambia il binario del treno in partenza): sempre bene quindi verificare sui tabelloni situati oltre il controllo doganale.

Una volta a bordo - a meno che la compagnia non abbia sede nel nostro Paese - scordiamoci che qualche messaggio sia letto in italiano, ma solo in inglese o nella lingua di appartenenza della compagnia.


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