Un panificio con la formazione fatta dai ragazzi di San Patrignano e dipendenti dell’Unicoop Firenze

Scritto da Francesco Giannoni |    Febbraio 2016    |    Pag. 5

Fiorentino da una vita, anche se con sangue maremmano e lombardo, laureato in lettere, è sposato con due figli. Si occupa di editoria dal 1991, prima come dipendente di una nota casa editrice della sua città, ora come fotografo e articolista free-lance. Collabora a riviste quali Informatore, Toscana Oggi, Calabria7, e a importanti case editrici.

Panificio pizzeria a Fada N'gourma - Fotografia di P. Bertelli

Progetti de Il Cuore

La solidarietà non si realizza solo in Toscana ma anche molto, molto lontano, in Burkina Faso, per esempio, uno dei paesi più poveri in assoluto.

«Quest’anno poi c’è una bella novità - afferma Irene Mangani -, cioè il coinvolgimento dei ragazzi di San Patrignano. Il progetto dei panifici, portato avanti insieme al Movimento Shalom, prevede l’inaugurazione a settembre ottobre di un panificio a Kupela, dove verrà realizzata anche una scuola materna. I futuri panettieri burkinabè saranno ospitati a San Patrignano e saranno addestrati e formati dai fornai di Unicoop Firenze e da quelli della comunità. Poi tutti insieme andranno in Burkina Faso per far fare esperienza ai burkinabé e permettergli in futuro di gestire da soli il forno-pizzeria».

Lo spirito di questa iniziativa lo precisa Vanni: «I ragazzi di San Patrignano cercano il recupero e il reinserimento attraverso il lavoro (fra le loro attività, il panificio). Se i ragazzi arrivano alle dipendenze da droghe e da sostanze, è perché spesso vivono nella noia e nel nulla dei valori. I ragazzi che partecipano a questa nostra iniziativa sono alla fine del percorso di recupero. Facendo un’esperienza con gli ultimi del mondo, si possono rendere conto che i valori della vita coincidono con i valori relazionali che noi abbiamo perso; lo imparano dai burkinabè che trovano nelle relazioni umane il maggiore elemento della loro ricchezza».

Naturalmente la solidarietà è anche e soprattutto verso i burkinabè: si cerca di sostenerli nel loro paese, creandovi opportunità perché possano vivere là: ecco i panifici e l’acquisto dei fagiolini, oltre alle adozioni a distanza che hanno dato un contributo importante.

Qualcuno potrebbe chiedersi perché una pizzeria che impiega solo 4-5 persone e basta.

«Non si dà lavoro solo ai pizzaioli - replica Barbara Pollero - c’è anche l’indotto, costituito dai produttori di farina. Pane e pizza sono alimenti nutrienti e semplici da fare, e con parte degli incassi finanzieremo una scuola e un orfanotrofio gestiti da suore». 

Visto così, il giro è più complesso e completo.

Conclude Pollero: «La struttura è già pronta, lavoriamo alla realizzazione degli impianti interni e alla formazione del personale. L’investimento da parte della Fondazione è di 50.000 euro: è uno dei nostri progetti più importanti».