Le lettere arrivate in redazione

Scritto da Antonio Comerci |    Febbraio 2016    |    Pag. 30,31

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

Lettere dei soci

Recentemente ho cercato presso un punto vendita alcuni prodotti per la pulizia del corpo non testati su animali. Non trovando molti di tali prodotti e a prezzi accessibili, mi sono rivolta al personale per avere un aiuto. 

La gentile signora che mi ha dato un aiuto nella ricerca, mi ha anche confermato che i prodotti a marchio Coop, come già sapevo, non sono testati su animali (bagnoschiuma, sapone liquido mani, shampoo).

Purtroppo devo fare rilevare che questo non è indicato sulle confezioni: non abbiamo trovato né il simbolo del coniglio né altro.

Chiedo pertanto spiegazioni in merito e vi invito a provvedere affinché tutti coloro che sono interessati, per motivi etici, a prodotti non testati sugli animali siano sicuri di quello che acquistano.

V. C. - Tavarnelle Val di Pesa (Fi)

Confermiamo che i prodotti per l’igiene personale a marchio Coop aderiscono allo Standard Lav “Stop ai test su animali” dal dicembre 2005.

Aderendo a questo standard, Coop si impegna a utilizzare solo le materie prime già in commercio, ed eventuali nuove solo se verificate con test alternativi validi. In questo modo Coop contribuisce attivamente alla campagna contro l’impiego di animali per testare nuovi ingredienti cosmetici.

La Lav ha stilato un accordo con Icea, Istituto per la certificazione etica e ambientale, unico ente riconosciuto per garantire la conformità ai principi dello standard. Per ottenere il riconoscimento di adesione allo standard l’azienda deve compilare un questionario dettagliato sulla propria politica in merito ai test sugli animali e fornire informazioni sulla tipologia, l’origine e la tracciabilità degli ingredienti.

L’azienda inoltre deve presentare una dichiarazione scritta di tutti i propri fornitori che attesti il loro impegno a non eseguire test su animali almeno a partire dalla data di sottoscrizione dello standard.

Se la documentazione risulta completa e corretta, si può richiedere la visita ispettiva di Icea che verifica la conformità rispetto a quanto dichiarato nella documentazione.

Proprio in seguito all’esito positivo della visita ispettiva da parte di Icea, Lav ha inserito Coop Italia nell’elenco ufficiale delle aziende conformi allo standard.

La scelta di non inserire la scritta “Stop ai test su animali” sulle confezioni deriva dal fatto che Coop, da sempre, non testava i propri cosmetici sugli animali, e l’inserimento di un logo avrebbe fatto pensare che invece prima questo avveniva.

Pertanto abbiamo preferito informare i consumatori sui valori di Coop attraverso sistemi di “partecipazione diretta” come le assemblee e le riviste dei soci, il sito, ecc.

Si possono trovare le informazioni desiderate sia sul sito di Lav sia su quello di Icea. 

Non era Dynamo

Ritengo che l’ospitalità data alla campagna “Sos italiani” all’interno di strutture Coop sia dovuta a un disguido o all’improvvisa incapacità di intendere del dirigente che ha concesso lo spazio per tale vergognosa iniziativa.

Nel caso che tale ospitalità non venga immediatamente sconfessata, con tanto di scuse a tutte le socie e a tutti i soci che si riconoscono nei valori antifascisti e antirazzisti affermati dalla Costituzione, restituirò la tessera che ho fin dal 1975 e ritirerò i miei risparmi dal fondo sociale.

M. B. - Firenze

Si è trattato di un increscioso equivoco.

L’Associazione Dinamo stava manifestando all’esterno del punto di vendita di piazza Leopoldo, dopo un po’ hanno chiesto l’autorizzazione a entrare nel supermercato. Pensando si trattasse dell’associazione Dynamo Camp di Limestre, con la quale abbiamo rapporti da anni per la cura dei bambini ammalati gravemente, è stato consentito l’ingresso.

Appena ci si è resi conto, grazie anche ai nostri soci, dell’errore, l’associazione è stata fatta uscire. Ci siamo scusati subito, anche su Facebook, per l’errore e il frainteso, non dipendenti dalla volontà della cooperativa e comunque rapidamente risolto.

A questo punto la domanda la facciamo noi: come fa un socio da 40 anni, che ha seguito il nostro attuale impegno antirazzista, per l’accoglienza dei migranti, per le mille iniziative di solidarietà a favore dei più deboli, a non pensare subito a un errore e a minacciare le dimissioni per un solo episodio?

Torrone di nome

Vorrei chiedere di fare un controllo più attento sulle confezioni dei prodotti che mettete in vendita. Infatti, mi pare che l’etichetta che vi allego sia del tutto fuorviante e ingannevole, visto che il prodotto che contiene non è torrone ma una semplice barra di cioccolata con nocciole. Oltretutto non si capisce come mai si parli di “torrone con cioccolata”, visto che è di cioccolata.

Ho cercato di segnalare la cosa al vostro addetto del negozio dove l’ho comprata, ma insiste nel dire che torrone può voler dire anche cioccolata o qualsiasi altro dolce dalla forma di barra! Però non ha saputo spiegarmi perché il prodotto fosse posizionato insieme agli altri torroni e non fra le cioccolate...

L. P. – Bagno a Ripoli

Effettivamente non esistono disciplinari che stabiliscano ingredienti e forma per il torrone. Ciò premesso, coinvolgendo il produttore, abbiamo constatato quello che dice la socia: è in effetti un prodotto composto esclusivamente di cioccolato e nocciole e che, come tale, non corrisponde all’immaginario collettivo del “torrone”.

Quindi abbiamo chiesto al fornitore una denominazione commerciale diversa; di conseguenza il prodotto avrà una posizione diversa nei nostri scaffali.

Carissimi mirtilli

Fino a circa 20 giorni fa una vaschetta da 125 gr. di mirtilli (marca Aurora o Sant’Orsola) costava 1,75 euro. Dopo qualche giorno il prezzo fu elevato a 2,25 euro, naturalmente per la stessa confezione da 125 grammi. Infine, la settimana scorsa, il prezzo è stato portato a 2,95 euro.

Ho timore che la prossima volta che mi reco ad acquistare dei mirtilli il prezzo abbia oltrepassato i 3 euro! Insomma, in meno di un mese il prezzo dei mirtilli è aumentato di oltre il 60%!

Sono sicuro che avrete tutte le giustificazioni del caso… ma resto convinto che il prezzo sia veramente eccessivo.

R. C. – Rignano Sull’Arno (Fi)

Il prezzo dei mirtilli è legato a un mercato particolarmente variabile, vista la delicatezza del prodotto e le spese di trasporto assai incisive sul prezzo finale.

Il primo acquisto è stato fatto su mirtilli di provenienza nazionale, mentre i successivi sono di provenienza estera con una richiesta maggiore dell’offerta che ne determina un prezzo più alto.

(Carlo Calusi responsabile acquisti del settore freschissimi Unicoop Firenze)

Latte di montagna

Sono un affezionato e soddisfatto consumatore di prodotti Fior Fiore. Ho visto presente da alcuni giorni il prodotto Latte fresco di alta qualità di montagna sul catalogo prodotti di Coop. Vorrei sapere se e quando sarà disponibile nei punti vendita di Coop.Fi.

A. C. – E mail

Al momento quello indicato è un prodotto in prova solo in una cooperativa; attendiamo i risultati per valutare un eventuale inserimento nella nostra rete, anche se le quantità sono ridotte.

Toscani on line

Come mai non aderite al sito Coop On Line, consentendo anche a noi toscani di poter acquistare dal sito e poter ritirare gratuitamente i prodotti nei nostri super/ipermercati preferiti? Hanno aderito molte cooperative, non capisco perché dobbiamo essere penalizzati.

G. D’A. - Lucca

Non aderiamo a Coop On Line perché abbiamo un nostro servizio vendita online che si chiama Piùscelta che stiamo potenziando di mese in mese.

Questo servizio, in esclusiva per i nostri soci, offre l’opportunità di acquistare tanti prodotti che non sono sui nostri scaffali, prenotandoli e pagandoli dal sito oppure, se non si ha familiarità con “la rete”, con il valido supporto dei colleghi dei punti vendita.

Gli acquisti si possono comodamente ritirare in uno dei 58 punti vendita presso cui il servizio è oggi attivo, dopo pochi giorni dall’inoltro dell’ordine.

Con Piùscelta la Cooperativa si impegna a conciliare la nuova modalità di acquisto online, pratica e sicura, con l’esigenza di avere un supporto “in carne e ossa” e l’assistenza del punto vendita, anche e soprattutto dopo l’acquisto.

Troppa confidenza

Faccio abitualmente spesa alla Coop e sistematicamente rilevo che gran parte del personale mi si rivolge dandomi del “tu” e in malo modo e davanti ad altre persone.

Alle casse i dipendenti spesso fanno di tutto tranne che svolgere con celerità il servizio, si lamentano continuamente, chiacchierano fra loro di cose ben lontane dal lavoro.

Io lavoro al pubblico e non mi sogno lontanamente di dare del “tu” a nessuno, men che meno in maniera sgarbata, nonostante la persona possa essere giovane o giovanile.

Ritengo e spero che queste informazioni possano esservi utili.

M. I.Pieve a Nievole

Sì, queste informazioni ci sono molto utili, perché permettono ai responsabili del supermercato al quale si riferiscono, di puntualizzare con i nostri colleghi i comportamenti corretti da tenere.

Miseria e nobiltà

Sul numero di novembre 2015 a proposito dell’olio di palma citate il burro come un grasso più nobile. Intendendo che “nobile” in questo caso si riferirebbe a “avente un maggior valore alimentare”, vorrei sapere quale vantaggio otterrei nutrendomi di burro invece che di olio di palma.

Senz’altro non quello economico. E tanto meno quello ambientale visto che per produrre un chilo di burro occorre (in un’azienda modello!) una superficie agricola 10 volte superiore a quella necessaria per produrre un chilo di olio di palma.

C. C. – E mail

Nobile, in questo caso, non ha valore nutrizionale o ambientale, ma si riferisce al fatto che è un grasso tradizionale, usato da millenni e che dà gusto alle pietanze e ai prodotti.

Detto questo, ringraziamo il socio per averci scritto e per le informazioni date.

Quali controlli?

Leggo sulla stampa nazionale e internazionale che alcune aziende sono accusate di aver venduto olio etichettandolo come extravergine di oliva ma che in realtà non lo era. Naturalmente era venduto al prezzo di un extravergine.

Poiché ho acquistato presso i vostri punti vendita bottiglie di olio di quelle marche, vorrei chiedervi come posso rivalermi e contro chi per aver acquistato questi prodotti.

Ma voi non fate i controlli sui prodotti sui vostri scaffali? Contro chi posso rivalermi?

M. L. – E mail

Prima di tutto ci preme tranquillizzare circa la sicurezza dei prodotti e di conseguenza in merito ai rischi cui si è esposti consumandoli.

L’indagine in corso ipotizza il reato di frode in commercio, ma solo per aspetti sensoriali dunque relativi al gusto, non per aspetti di sicurezza dell’olio. I produttori coinvolti hanno già richiesto la revisione d’analisi.

Per quanto ci riguarda i controlli fatti da Coop su queste marche nel 2015 non hanno messo in evidenza problemi, rispettando i parametri di legge.

Stiamo comunque predisponendo un piano straordinario di ulteriori controlli.