Opportunità e rischi della rete internet. Come proteggere i minori

Scritto da Sara Barbanera |    Febbraio 2013    |    Pag.

Laureata in Scienze della comunicazione presso l'Università La Sapienza di Roma nel 2001, nel 2016 consegue la laurea in Sviluppo Economico e Cooperazione Internazionale presso l'Università degli studi di Firenze.

È giornalista dal 2001, dopo la collaborazione con la cronaca umbra del Messaggero e con altri periodici locali.

Dal 2004 lavora in Unicoop Firenze dove, per 5 anni, ha svolto attività in vari punti di vendita, con un percorso di formazione da addetta casse a capo reparto servizio al cliente. Dal 2009 al 2011 ha coordinato le sezioni soci Coop di Firenze.

Dal giugno 2011 è direttore responsabile dell'Informatore Unicoop Firenze, responsabile della trasmissione Informacoop e della comunicazione digitale presso gli spazi soci Coop.

Internet e minori: se la navigazione è appena iniziata, occorre una bussola per viaggiare sicuri e al riparo da incidenti di percorso.

A fornire la direzione su un tema così nuovo e vasto, è Nadia Giannattasio, responsabile dell'Ufficio minori della Questura di Firenze che, nell'anno scolastico 2011/2012, ha svolto attività di formazione in 67 scuole della provincia di Firenze, per un totale di 11.530 alunni, in aumento nell'anno in corso.

La dottoressa Giannattasio dirige il nucleo di polizia giudiziaria per la tutela di minori, famiglie in difficoltà e fasce a rischio, in raccordo con il 113, la Squadra mobile della polizia e altri enti del settore: «Oltre alle attività di polizia giudiziaria, di monitoraggio e di raccordo interistituzionale - specifica la responsabile - elaboriamo progetti di formazione per gli studenti a partire dagli 8 anni fino ai 18, rivolti anche a genitori e docenti, perché possano cogliere i segnali sospetti e le situazioni di rischio».

Di cosa si occupa l'Ufficio minori della Questura di Firenze?

«Lavoriamo su temi come legalità, violenza di genere o consumo di alcol. A Internet è dedicato il progetto "Navigare in sicurezza", cui collaborano l'Istituto degli Innocenti, il Centro di cultura contemporanea di Palazzo Strozzi e la Biblioteca delle Oblate».

Qual è la fascia d'età più a rischio?

«Assistiamo ad un abbassamento netto dell'età di accesso ai social network e agli ambienti "virtuali": i problemi possono emergere fin dai 9-10 anni quando, per curiosità o spirito d'imitazione, anche i bambini si registrano on line fornendo spesso dati falsi.

Il bullismo on line si verifica più nell'età della scuola media, mentre l'adescamento riguarda la fascia dai 12 ai 16 anni. Come evidenziano anche i dati della polizia postale, gli adolescenti sono più esposti a questo rischio perché hanno molti contatti on line e con facilità divulgano le foto proprie e altrui».

Quali sono i pericoli maggiori e come fronteggiarli?

«Il rischio dei rischi è lo scarso senso critico rispetto ai contenuti e agli strumenti della Rete; credere che il "virtuale" sia "non reale" porta a un eccesso di fiducia nelle relazioni on line.

Anche la maggiore abitudine alla tecnologia riduce le difese dei "nativi digitali": la Rete rende più disinibiti, nonostante si abbiano meno informazioni sulle persone con cui si entra in contatto.

Il rischio più frequente è la violazione della privacy. I ragazzi hanno difficoltà a comprendere concetti come riservatezza dei dati e a distinguere fra scherzi e comportamenti che possono costituire reato, in particolare molestie, diffamazione o sostituzione di persona.

Esempi sono la diffusione di foto di minorenni senza autorizzazione del titolare e dell'adulto o il profilo aperto a nome di un compagno. Altri casi riguardano l'esposizione a contenuti dannosi, falsi o addirittura illeciti, come la pedopornografia o l'istigazione all'odio razziale.

Il caso estremo è quello dell'adescamento che può sfociare nell'invio di materiale pornografico, nella richiesta di utilizzo della web cam sino alla richiesta di un incontro».

Che consigli diamo a ragazzi e adulti?

«Direi di non demonizzare internet che offre preziose opportunità di informarsi e socializzare.  

Ai ragazzi suggerirei di avere senso critico sapendo che la Rete è un luogo reale dove le conseguenze dei propri comportamenti sono concrete. È importante che i genitori affianchino i più piccoli dando regole di uso del web, con un'educazione rivolta anche agli aspetti della sessualità.

Internet è un mondo accessibile dal pc in camera come dal cellulare, il che ne aumenta l'utilizzo e riduce le possibilità di controllo. Non si tratta di vietare, ma di dare regole chiare e condivise su tempi e modi di accesso, proprio come si fa per la discoteca o altri luoghi di aggregazione».

Come difendersi?

«Per tutelarsi bisogna anche saper chiedere aiuto. In Questura facciamo simulazioni come la telefonata al 113, perché i ragazzi si sentano protagonisti della propria sicurezza.

Naturalmente genitori e scuola possono esercitare un controllo discreto anche attraverso software di filtraggio della navigazione. Credo però che la vera chiave sia il dialogo aperto fra genitori e ragazzi: fermarsi ad ascoltare e guardare negli occhi il proprio figlio è molto più efficace di qualsiasi filtro informatico.

Ai ragazzi dico di non avere mai paura o vergogna di raccontare e di chiedere di fronte a qualsiasi dubbio; devono sapere che dalla loro parte c'è una rete di protezione forte che può soccorrerli o anche solo dare informazioni e consigli».

A chi rivolgersi

In casi sospetti adulti e ragazzi possono inviare segnalazioni e richieste dal sito www.commissariatodips.it, chiamare l'Ufficio minori della Questura tramite lo 05549771, la polizia postale di via della Casella, 19 a Firenze, allo 055782872 o qualsiasi altro ufficio di polizia.

Navigare sicuri

(Foto: D. Tartaglia)


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