“La resistenza agli antibiotici è il problema di questo secolo”. Intervista al dottor Giorgio Tulli

Scritto da Serena Wiedenstritt |    Maggio 2018    |    Pag. 4, 5

Convegno “Allevare la salute”,  Istituto degli Innocenti

Convegno “Allevare la salute”, Istituto degli Innocenti - Foto Torrini Fotogiornalismo

Benessere

Centinaia di soci hanno partecipato lo scorso anno agli incontri di “Alleviamo la salute” nei punti vendita Unicoop Firenze. La campagna contro l'antibiotico-resistenza ha portato medici e veterinari a spiegare quali sono i rischi di questo fenomeno e quanto è importante evitarne la diffusione. Ne abbiamo parlato con il dottor Giorgio Tulli, medico e fino al 2012 direttore del Dipartimento delle Terapie intensive e della medicina perioperatoria dell’Azienda sanitaria fiorentina, attualmente consulente dell’Agenzia regionale di sanità Toscana.

Dottor Tulli, quanto è serio il fenomeno dell'antibiotico-resistenza?

«È il problema di questo secolo. Alcune stime riferiscono che nel 2050 i morti per infezioni da batteri antibiotico-resistenti saranno oltre 10 milioni, un numero che supera come causa di morte tutte le malattie trasmissibili. Solo in Europa, si stima che nel 2025 i morti saranno 1 milione. Il problema dell'antibiotico-resistenza nasce a causa di un cattivo uso nelle persone di antibiotici somministrati in modo inappropriato, anche per malattie virali, per le quali questi medicinali sono assolutamente inefficaci. Inoltre il fenomeno è stato aggravato da un uso inadeguato degli antibiotici negli allevamenti, con la giustificazione, del tutto errata, di fare profilassi e di far crescere meglio e di più gli animali. In questo modo i batteri, con la loro “intelligenza” e capacità evolutiva, si sono modificati e sono diventati resistenti agli antibiotici stessi».

Questo il punto della situazione oggi. Quali i rimedi possibili?

«Innanzitutto è necessario un uso corretto degli antibiotici nell'uomo. Parliamo di un uso che deve essere sia appropriato, perché deve trattarsi dell'antibiotico giusto che uccide il batterio giusto (correttamente individuato dal laboratorio di microbiologia), sia adeguato come dosaggio e durata del trattamento. Questo però deve essere accompagnato da principi igienici forti. Ad esempio, spesso si sottovaluta l'importanza di comportamenti elementari ma fondamentali, come lavarsi bene le mani dopo aver toccato un pezzo di carne cruda, una verdura cruda o anche la tastiera del proprio pc. Altrettanto importante è vivere in ambienti igienici».

Quanto conta l'informazione?

«È fondamentale sensibilizzare i consumatori sui rischi dovuti all’utilizzo indiscriminato degli antibiotici negli allevamenti. I cittadini informati saranno consapevoli dei rischi e sceglieranno carni e uova da animali allevati senza uso di antibiotici, anche a costo di pagare un po' di più, perché sanno che lo fanno per la propria salute. In questo modo si va nella direzione di un approccio definito “One health”, ossia riconoscere che la salute degli esseri umani è legata a quella degli animali e dell'ambiente, e che per influire sulla prima è necessario garantire le altre due. Così l'uomo, deciso a limitare i danni legati all'antibiotico-resistenza, si impegnerà perché gli animali vivano in allevamenti non intensivi, dove gli antibiotici vengono somministrati solo quando un animale si ammala, e non per non farlo mai ammalare, e la qualità della vita degli animali è migliore. Accade in Gran Bretagna, dove alcune catene della grande distribuzione sono impegnate in questo senso, e in Italia, grazie a Unicoop Firenze. Così passa anche un altro messaggio salutare: che è meglio mangiare meno carne, ma di migliore qualità».

Dopo gli incontri nei supermercati con medici e veterinari, la campagna “Alleviamo la salute” continua con le visite negli allevamenti, un altro passo verso una maggiore consapevolezza dei consumatori.«Quando le persone vanno nell'allevamento, toccano con mano le condizioni di vita degli animali - spiega Tulli -. Questo permette al consumatore di conoscere l’origine della carne che poi trova sulla sua tavola, convincendosi dell'importanza delle sue scelte e della responsabilità che ha nei confronti della società e dell’ambiente. Per Unicoop Firenze è un modo per aprire le porte dei suoi fornitori virtuosi e coinvolgere i consumatori concretamente in una campagna di consumo cosciente e consapevole, che si spera faccia da traino per le altre catene della grande distribuzione, sempre nell'interesse finale dei cittadini e della salute pubblica».

 

Foto A. Fantauzzo

L'intervistato

Giorgio Tulli, Agenzia regionale di sanità Toscana

 

 

Incontri

La salute in tavola e negli allevamenti

Medici e responsabili di Unicoop Firenze per parlare di resistenza agli antibiotici e dei rischi per l’uomo

3 maggio Antella Coop.fi Sala soci ore 17.30

7 maggio Scandicci Coop.fi Aleardi Sala soci ore 17.30

8 maggio Certaldo Coop.fi Sala soci ore 17.30

9 maggio Santa Maria a Monte Coop.fi Spazio soci ore 17.30

10 maggio Pisa Coop.fi Cisanello Sala soci ore 17.30

14 maggio Firenze Centro*Gavinana Sala soci Marina Trambusti ore 17

15 maggio Figline Coop.fi Sala soci ore 17

15 maggio Pontedera Centro*Pontedera Terracini Spazio soci ore 17.30

16 maggio Agliana Centro*Agliana Galleria ore 17.30

17 maggio Castelfiorentino Coop.fi Sala soci, ore 17.30

17 maggio Firenze Coop.fi Novoli Spazio soci ore 17.30

21 maggio Firenze Coop.fi Cimabue Sala soci ore 17

22 maggio Migliarino Auditorium Asbuc ore 17.30

22 maggio Sansepolcro Coop.fi Sala soci ore 17.30

25 maggio Campi Bisenzio Coop.fi Sala soci ore 17

25 maggio San Giovanni V.no Coop.fi Sala soci ore 17.30

28 maggio Volterra Coop.fi via Ricciarelli Sala soci ore 17.30

14 giugno Pontassieve Coop.fi Sala soci ore 17

14 giugno San Casciano Palazzo comunale Sala consiliare ore 16

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