Le pubblicità di siti web che promettono di aiutarci a spendere meno

Scritto da Pippo Russo |    Gennaio 2018    |    Pag. 41

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

Una linea di spot pubblicitari che sollecitano i consumatori a essere dei consumatori consapevoli e avvertiti. E che li mette nelle condizioni di scegliere il meglio per se stessi, orientandoli nella selva delle offerte. Possibile? Sembrerebbe di sì. E lo testimonia la crescente quantità di campagne pubblicitarie che vanno in quella direzione, diffuse dalle reti televisive di livello nazionale. Il meccanismo messo in piedi è quello del portale on line che raccoglie tutti gli operatori di un determinato settore dell’economia dei servizi e ne compara le offerte. Ciò mette l’utente nelle condizioni di scegliere partendo dai criteri che ritiene più importanti: economicità del servizio, varietà delle prestazioni messe a disposizione, prossimità territoriale del prestatore di servizio, e altri tipi di valutazione che di volta in volta possono essere determinanti. Quella appena descritta è una prima variante delle campagne pubblicitarie disegnate secondo questo formato, e incentrate su uno specifico servizio monitorato su tutto il territorio nazionale. L’esempio più indicativo di questo nuovo sentiero della comunicazione pubblicitaria si è avuto nel settore delle polizze assicurative auto. Che da tempo è uno di quelli più complessi (e costosi) per l'utenza. In questo specifico segmento di mercato le campagne pubblicitarie hanno di sicuro portato dei benefici ai consumatori, che in modo rapido possono comparare le offerte e scegliere quelle più convenienti comprimendo una voce di spesa annuale parecchio rilevante.

Dalla fase di partenza dedicata alle RC Auto si è passati ad altri segmenti dell’economia dei servizi, ma è anche cambiato il raggio del servizio offerto all’utenza. Si è dapprima sviluppato il segmento della ricettività alberghiera, con la diffusione dei portali che permettono di comparare le offerte e di prenotare a tariffe presentate come altamente convenienti (ma attenzione al trucco, che non manca mai). Quindi si è diffusa rapidamente la comunicazione sull’offerta online dei servizi medici, e gli spot che sono stati approntati hanno avuto attenzione di convertire in virtù quello che poteva essere visto come l’elemento di svantaggio: la mancanza di consuetudine nella relazione medico-paziente. Che è un meccanismo delicato, nel quale l’elemento delle relazioni personali è un ammortizzatore delle tensioni dalla parte del paziente. Invece nello spot l’entusiasmo con cui il paziente accoglie il dottore fin lì sconosciuto è una rivendicazione di specificità. Il messaggio è chiaro: gli utenti guardino all’economicità e all’eventuale qualità della prestazione, non all’elemento della relazionalità.

Infine, si è passati all'offerta dei servizi artigianali: idraulica, elettricità, edilizia. Ancora una volta, ecco i portali che mettono a disposizione informazioni sui servizi accessibili, soprattutto in termini di prossimità. All’utente basterà connettersi alla rete per trovare immediatamente tutte le informazioni sui livelli di servizio disponibili in un raggio di relativa vicinanza e valutare le tariffe.

Tutto bello, tutto efficiente. Rimane da chiedersi, visti i costi di campagne pubblicitarie di portata nazionale, chi le finanzi e in che modo ci guadagni sopra. Risposta facile facile: i colossi del web. Che sono ben lieti di raccogliere informazioni su di voi, vi "profilano" e vi "customizzano", e rivendono i vostri dati. Oltre a raccogliere i denari che vengono dalle inserzioni di chi vende i servizi. L'importante è saperlo.


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