Troppe sostanze presenti nell’aria irritano il nostro apparato visivo

Scritto da Alma Valente |    Marzo 2018    |    Pag. 44, 45

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Oculistica

«Luce dei miei occhi!»: frase d’altri tempi che indicava quanto fosse importante l’amore che si provava per una persona. Se si hanno problemi alla vista, infatti, la qualità della nostra vita peggiora. Oggi sono molte le sostanze presenti nell’aria che provocano malattie oculistiche, come spiega il dottor Alessandro Franchini, oculista dell’Azienda ospedaliero universitaria Careggi.


Quali sono le sostanze maggiormente irritanti?

«Il ruolo più importante è giocato dall’inquinamento atmosferico, in particolare dall’aumento della concentrazione delle polveri sottili generate dai motori, soprattutto diesel, e dal riscaldamento che, oltre ad essere causa diretta di irritazione oculare, favorirebbero la permanenza nel sacco congiuntivale di numerosi agenti presenti nell’aria, come i pollini, anche con effetti allergizzanti. A conferma di questo è stato rilevato che la percentuale di soggetti con irritazioni oculari è più alta tra coloro che vivono nelle grandi città rispetto alle popolazioni rurali».


Il tempo e la stagione possono peggiorare la condizione degli occhi?

«La concentrazione delle polveri sottili nell’area è legata alle condizioni climatiche, aumentando quando è presente una zona di alta pressione con scarse precipitazioni. Quante volte, per mancanza di vento e pioggia, assistiamo nelle grandi città a un aumento oltre i limiti consentiti dalla legge della concentrazione delle polveri sottili? Ma anche l’effetto serra, che porta a un aumento globale delle temperature, ha favorito impollinazioni più intense e prolungate con maggiore concentrazione nell’aria di sostanze allergizzanti».


Quali sono le principali patologie e come si curano?

«Nella maggioranza dei casi si tratta di una sintomatologia sfumata - ci dice l’esperto - caratterizzata da tutta una serie di segni e sintomi che creano un fastidio di grado diverso. Spesso è soltanto un disagio caratterizzato da bruciore, modesta lacrimazione, sensazione di corpo estraneo, arrossamento congiuntivale, prurito, fotofobia. Oltre a queste forme, che definiremo minori, possono essere presenti forme più gravi in cui, accanto ad un aggravarsi di questi sintomi, possono comparire dolore, secrezione mucopurulenta o anche diminuzione della vista per l’instaurarsi di sofferenza corneale. La terapia, in genere somministrata per via locale, varia a seconda del quadro clinico e del fatto che prevalga una forma irritativa, allergica o infettiva per il sovrapporsi di infezioni batteriche, e si avvale di colliri a base di sostituti lacrimali, antibiotici, cortisonici o antiinfiammatori».


Cosa possiamo fare per prevenire le patologie oculari causate da agenti presenti nell’aria?

«La prevenzione principale è quella di evitare, per quanto possibile, l’esposizione alle polveri sottili nei giorni in cui ne viene segnalato un aumento sopra i limiti consentiti. L’utilizzo di lacrime artificiali può essere utile per rimuovere polveri e allergeni che si sono accumulati all’interno della congiuntiva. Anche l’uso di occhiali protettivi, meglio se da sole, può offrire una protezione sia nei confronti degli irritanti portati dal vento che dei raggi solari, che possono aggravare un’irritazione già presente. A questo proposito ricordo come sia importante che la scelta delle lenti sia conforme alle normative di sicurezza previste dalla legge, verificando la presenza del marchio CE. Spesso è evidente che le principali ragioni che guidano l’acquisto di occhiali da sole siano quelle dettate dalla moda e che non si tenga in gran conto della qualità dei fattori di protezione. In caso poi di comparsa dei sintomi, solo una visita oculistica con un attento esame della parte anteriore dell’occhio alla lampada a fessura può permette di valutare ogni situazione per scegliere la terapia più idonea».



Miopia

Tre domande sul laser

Si può correggere la miopia con la laser-terapia? «Alcuni laser a nostra disposizione - risponde il dottor Alessandro Franchini - sono capaci di rimodellare la cornea, una delle lenti del nostro occhio, asportandone uno strato della grandezza e nella sede appropriata, modificandone cosi il potere refrattivo e permettendo la formazione dell’immagine sulla retina. In questo modo la miopia e altri difetti refrattivi possono essere corretti eliminando o riducendo l’uso di occhiali o lenti a contatto».

Ci sono controindicazioni all’intervento? «La miopia, l’astigmatismo e l’ipermetropia di lieve o media entità possono essere corretti con queste tecniche con ottimi risultati, mentre per i difetti più forti esistono altre tecniche non laser che vanno discusse caso per caso con il proprio oculista. Esistono, inoltre, alcune controindicazioni assolute o relative legate sia alle caratteristiche anatomiche di ogni singolo occhio, sia alla presenza di patologie. Un’accurata visita preoperatoria è quindi indispensabile prima di ogni intervento di chirurgia refrattiva».

La cura è sempre risolutiva? «La chirurgia refrattiva con tecniche laser è una procedura sicura, efficace e sperimentata. In più di vent’anni sono decine di milioni gli interventi eseguiti in tutto il mondo. Tuttavia è importante rivolgersi a chirurghi di esperienza e a centri specializzati dove, dopo avere eseguito tutte le analisi e gli accertamenti preoperatori del caso, venga certificata l’indicazione all’intervento e la tecnica più idonea caso per caso».

L’intervistato

Alessandro Franchini

oculista, Azienda ospedaliero universitaria Careggi


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