Scritto da Antonio Comerci |    Settembre 2017    |    Pag. 30, 31

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

Le lettere dei soci

Nei vostri punti di vendita continuate a chiedere la carta d’identità a coloro che acquistano e che pagano con carta di credito, anche alla luce della ormai conosciuta legge di stabilità del 2016 che ha regolamentato altresì i pagamenti elettronici e che ha stabilito il contrario, ovvero che solo un appartenente alle forze dell’ordine può fare questo. La direttrice del supermercato insieme all’impiegata continuavano a dire che è nel regolamento della Coop chiedere il documento d’identità. Come voi sapete, un regolamento non può andare contro a una legge dello Stato.

A.Z. - Lucca


È la procedura per pagamenti con carta di credito senza Pin ed è nell’interesse del titolare della carta. Solo così, infatti, non potrà essere utilizzata in caso di smarrimento, clonazione o furto. Gli addetti richiedono il documento e non ne ordinano in alcun modo l’esibizione, pertanto non si sostituiscono alle forze di polizia e il loro controllo è di tutt’altra natura. Questa procedura è avallata da giurisprudenza consolidata, oltre che indicata dalla Polizia postale che, al primo punto, nei consigli per l’utilizzo delle carte di credito, riporta: Verificare documento di identità del cliente nel caso di utilizzo di carte di credito. La legge di stabilità, già in vigore dal 1° gennaio 2016, prevede l’obbligo per gli esercenti di accettare pagamenti con carta elettronica dai 5 euro di spesa in su, mentre nulla di nuovo stabilisce sul controllo documentale. Questa interpretazione è peraltro condivisa da tutte le associazioni di consumatori.


Ma la carta no!

Non rilascerò più alcuna dichiarazione, né tantomeno informazioni a chiunque si trovi nei locali Coop. Sono stato fermato all’uscita da un dipendente Coop che voleva chiedermi delle cose sulla rivista “Informatore”. Avevo risposto e alla fine ho espressamente detto che non desidero ricevere riviste in cartaceo a casa perché sono contro l’uso della carta. Mi sarebbe bastata la versione digitale. Passano 20 giorni e mi arriva la rivista cartacea a casa. A questo punto sono incazzato.

L.C. - Pisa


Non era un dipendente della cooperativa quello con cui ha parlato il socio, ma un intervistatore della Modus, una società di rilievo nazionale per le indagini a campione. L’intervista era assolutamente anonima, come tutti i sondaggi d’opinione che si fanno nel mondo e quindi non potevamo sapere che il socio non voleva la copia dell’“Informatore”. Per non averla più è bastata la mail inviata e il socio non si arrabbierà più.

Sono stati oltre mille i soci intervistati fra il 29 maggio e il 3 giugno, in venti punti vendita; cogliamo l’occasione per ringraziarli per il tempo che ci hanno dedicato, per i consigli e per le indicazioni che abbiamo ricevuto per migliorare il nostro lavoro.


Specchietti e allodole

Spesso i prodotti delle promozioni non sono presenti nel punto Coop dove vado. Nel volantino “giardinaggio” con scadenza 30 aprile erano presenti “animaletti solari” molto carini, peccato che nel punto vendita non li ho mai trovati. Ora mi chiedo: che mettete a fare gli oggetti se poi non siete in grado di soddisfare le esigenze dei clienti? Sono forse “specchietti per le allodole” per far visitare anche quei reparti del punto vendita? Sinceramente non mi sembra serio.

D.F. - Siena


Ci scusiamo e comprendiamo la delusione e vorremmo che non si verificasse mai né sulle offerte né sui prodotti a scaffale. Ma magari si riuscisse sempre ad azzeccare gli ordini in base alle richieste che ci saranno! Specialmente sugli articoli particolari come quello citato dalla socia.


Anziani da non prendere ad esempio

Vado per la spesa solo una volta a settimana, e sempre vedo persone non giovani, che prendono frutta e verdura senza guanti, puliscono la verdura sulla cesta che la contiene, carciofi privati delle foglie, insalate e radicchi puliti delle foglie esterne, e siccome non riesco a stare zitta, faccio notare che non si può fare. La risposta è sempre la stessa: lo so ma lo faccio lo stesso. Oggi volevo prendere il secondo completo di lenzuola con i bollini raccolti, ma mancando il sotto, lo prenderò la settimana prossima. Davanti all’espositore c’era un carrello con delle scatole chiuse con le federe: evidentemente un vostro dipendente doveva provvedere alla sistemazione. Ma... una coppia di persone non giovani, le stava tranquillamente aprendo tutte... per cercare ciò che volevano. Ho fatto notare la cosa al banco informazioni, ma la persona ha allargato le braccia come per dire: che ci posso fare!

Quello che mi delude molto è vedere persone che devono dare il buon esempio ai giovani, che si comportano così. Certo il direttore non può girare per il supermercato, ma i dipendenti, con la dovuta buona educazione, devono far rispettare le regole.

P.C.P. - Marliana (Pt)


Grazie! La voce dei soci è sempre più convincente della nostra. Speriamo che qualcuno in più capisca che stare dentro le regole è a vantaggio di tutti.


Quota scontata

Vorrei sapere se la vostra cooperativa organizza, come fanno altre, promozioni periodiche per l’iscrizione di nuovi soci, come ad esempio il ritorno della quota sociale sottoscritta e versata o di parte di essa, con buoni sconto da scontare sulla spesa. In questo caso, vorrei sapere quando è prevista la prossima campagna del genere.

A.F.M. - Firenze


Comprendiamo che alcune altre cooperative abbiano la necessità di incentivare l’iscrizione al libro soci con buoni sconto di pari valore della quota versata. Specialmente nelle zone dove non c’è una tradizione cooperativa radicata. Noi non l’abbiamo mai fatto e non abbiamo intenzione di farlo, per ora, anche per rispetto verso chi la quota l’ha versata quando era un sacrificio farlo. Da noi i residenti adulti sono già gran parte soci e rappresentano l’88% per cento dei nostri clienti. Infine, ricordiamo che la quota è del socio e gli verrà restituita quando non vorrà più esserlo.


Animali alla berlina

Noto con dispiacere che nei vostri supermercati, di cui sono abituale cliente, si vendono aragoste vivi per essere così bollite e, non contenti, con cattivo gusto, si espone nel banco della macelleria la testa del maiale che tiene in bocca un limone o una mela. Ora mi rendo conto che anche la Coop non possa fregiarsi del marchio di supermercato “animalista”, ma resta il fatto che il rispetto degli animali, e di chi li ama, deve comunque essere proprio di chi si professa ecologista e rispettoso dell’ambiente.

M.S.P. - Pisa


Abbiamo ringraziato la socia per la segnalazione e chiesto ai colleghi dei punti vendita di evitare questo tipo di esposizione che può offendere la sensibilità altrui. Precisiamo che per la vendita di astici e aragoste vive, Unicoop Firenze rispetta tutte le normative vigenti, e li tratta con metodi a suo tempo concordati con istituti universitari specializzati e associazioni animaliste, come la Lav. (Carlo Calusi, responsabile settore freschissimi)


Non ci sono più le mezze stagioni

Volevo segnalare la situazione della regolazione della temperatura ambiente nel punto vendita che frequento. Nelle mezze stagioni, o come in questo caso ad aprile, quando il riscaldamento è spento per legge, dentro al negozio anche se coperti come per stare fuori si muore di freddo, questo ci impedisce di fare la spesa con calma, perché l’unica cosa che desideriamo è scappare il prima possibile. Per non parlare di cosa succede d’estate, praticamente per entrare in negozio dobbiamo vestirci come d’inverno. Mi sembra strano che non si riesca a regolare la temperatura ambiente in modo confortevole sia per i vostri clienti e soprattutto per i vostri dipendenti.

P.C. - Barberino di Mugello (Fi)


Per legge a primavera il riscaldamento è spento, è consentito solo per poche ore nelle primissime ore della mattinata, per mitigare la temperatura notturna. Il problema è più evidente nella mezza stagione che in quella invernale, quando il riscaldamento rimane acceso per dieci ore. La situazione del periodo estivo è quella che dice la socia, eppure il supermercato di Barberino è l’unico dove non viene accesa l’aria condizionata. Infatti, i banchi frigo sono più grandi in proporzione alle dimensioni del supermercato e il freddo non riesce a disperdersi nell’ambiente. Contiamo quanto prima di sostituire alcuni banchi con quelli di nuova generazione, che trattengono il freddo nei banchi e diminuiscono il consumo d’energia. (Giancarlo Torrente, direttore del supermercato di Barberino di Mugello)


Vangelo in copertina

Scrivo a proposito della copertina di maggio dell’“Informatore”. L’ho trovata buffa perché vengono utilizzate parole pronunciate da Gesù, però lui non aveva certo in mente la cultura (mostre, spettacoli ed eventi), come salvezza! Infatti, la frase di Gesù finisce: “L’uomo vive di tutte le parole che vengono dalla bocca di Dio” (Matteo 4:1-4). Eppure a Gesù o alle cose spirituali non avete nemmeno fatto un cenno. Magari, in futuro evitate di usare parole prese da scritture sacre per eventi mondani. Rischiate di passare per ignoranti o addirittura di offendere qualcuno.

J.O.M. - Barberino Val D’Elsa (Fi)


Siamo sicuri di non aver offeso nessuno. È una frase entrata nell’uso comune e comunque ringraziamo chi ci ha scritto ricordandoci la frase intera del Vangelo.



Gelati e surgelati

Anche quest’anno il vostro punto vendita si è trasformato in una gelateria e non più in un supermercato. Al posto di diversi tipi di surgelati, come cime di rapa e broccoletti (cito questi due perché li uso sempre), ci sono i gelati che prendono la metà del banco frigo. È normale? A settembre ricompare il tutto. È vero che il negozio è piccolo, ma vi assicuro che ce ne sono altri piccoli, ma nel loro piccolo sono gestiti molto ma molto meglio.

S.P. - Firenze


Nei surgelati occorre cogliere le stagionalità, per offrire un maggior servizio al consumatore, che d’inverno richiede più verdure e minestroni, mentre l’estate è il periodo di una grande richiesta di gelati. Certamente stiamo attenti a non far venire meno articoli importanti, abbiamo un buon assortimento di minestroni, ortaggi e verdure anche l’estate. (Emidio Granchi, Direzione merci)


Perso ai punti

Sono socio e ho finito i punti, se voglio comprare un articolo prezzo più punti, posso farlo? Se sì, ogni punto quanto viene considerato? Non ho punti, posso averlo lo stesso? Quanto devo pagare?

M.C. - E mail


Se non si hanno i punti a sufficienza, si pagherà il prezzo senza i punti (che equivale al prezzo per i non soci). C’è da dire che i punti in queste offerte valgono doppio: se sullo sconto della spesa viene scalato un cent a punto, in questo caso lo sconto è maggiore, almeno il doppio. Oppure prima di fare l’acquisto si possono sommare i punti della propria carta socio con quelli di altre carte (massimo due) al box informazioni.