Per trent'anni è stato l'alfiere della tradizione contadina nella cucina toscana

Scritto da Antonio Comerci |    Settembre 2006    |    Pag.

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista. Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico. Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi. Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze. Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

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E' un libro di cento pagine, ormai ingiallito, dal titolo "Civiltà della tavola contadina", stampato grazie all'Associazione delle cooperative di consumo toscane per darlo come regalo (oggi si dice gadget) ai partecipanti della Biennale enogastronomica del 1976, di cui Codacci, l'autore, era l'ideatore e presidente. Cominciava così la collaborazione fra Coop e Leo Codacci, una collaborazione costante ed "affettuosa". Leo non era capace di tenere "pubbliche relazioni" fredde e distaccate, era un passionale e le cose le faceva per il piacere di farle. Aveva un avviato negozio di casalinghi dal 1951, in Santa Croce a Firenze, ma dedicava molto del suo tempo all'associazionismo e alla promozione della cultura popolare: presidente della Filarmonica "Rossini", dell'associazione bande musicali, della Pro loco a Greve in Chianti, promotore dell'Associazione sommelier in Toscana, dell'Associazione gastronomica e di molte altre iniziative. «Dovevo fare il maestro, dato che mi ero diplomato alle magistrali. Ma finito il ventennio, e finita la guerra, mi accorsi che avevo imparato, e dovevo insegnare a mia volta, cose in cui non credevo più e preferii guadagnarmi il lesso con il commercio», così mi confessò in uno dei tanti momenti che abbiamo passato insieme.
Con quel libro e quella Biennale Leo Codacci è stato un precursore di temi ed argomenti che poi sono entrati stabilmente nella nostra cultura e nel modo attuale di affrontare il cibo e la gastronomia. La scoperta delle tradizioni in cucina, la valorizzazione dei prodotti tipici, del sapere popolare, che oggi sono acquisiti, sono arrivati dopo. Si pensi che Slow food, l'associazione che tanto ha contribuito a diffondere questi valori, è nata come piccolissimo gruppo di appassionati nel 1986, dieci anni dopo!

Dopo "Civiltà della tavola contadina in Toscana", finalmente edito da Sansoni nel 1981, Codacci ha pubblicato altri numerosi libri. Solo quelli della Maria Pacini Fazzi Editore (tel. 0583440188)si possono trovare ancora, con un po' di fortuna: "La magia in cucina" (1989), "Pane, olio e vino" (1991), "Viareggio: le sue storie e la sua cucina" (1993), "Caterina de' Medici" (1995), "Mangiar coi fiori" (1996). Gli altri si possono trovare solo in biblioteca: "Mangiar bene", guida ai ristoranti dell'editore Bonechi (1986); "Le chicche: viaggio sentimentale fra i dolci toscani", ed. del Palazzo (1987); "La cucina delle erbe buone", Idea Libri (1993). Libri soprattutto di ricette, con la compagna della vita, Gabriella (sessant'
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anni passati insieme), a misurare, provare, suggerire consigli per una buona riuscita delle pietanze. "La civiltà..." resta il suo capolavoro, una pietra miliare che è ancora suggerito come testo, nell'anno scolastico 2005/2006, al master universitario in Scienze gastronomiche e prodotti di qualità, promosso da Slow food e dalle regioni Piemonte e Veneto.
Ma l'attività di scrivere che lo appassionava di più era per l'Informatore: «Lo sai Antonio? Mi fermano per strada, mi fanno complimenti e critiche, mi danno consigli sugli argomenti da trattare... A proposito, che guaio ho combinato con la ricetta della polenta incatenata! Erano dosi per otto persone, ma non l'ho scritto. Una signora di Pistoia mi ha telefonato dicendomi: abbiamo mangiato polenta per giorni e giorni, non finiva più!».
Non ha mai voluto un soldo per la sua collaborazione: «non ho fatto niente per farle, le cooperative, almeno ora faccio qualcosa per mantenerle»...

Il primo articolo per l'Informatore, sulla bistecca alla fiorentina, è stato pubblicato nel numero di ottobre del 1983; l'ultimo è del novembre 2000, sulla cucina umbra. Proprio da quell'anno Leo ha cominciato a non ricordare più nulla. E così ha vissuto questi ultimi anni, senza il bene più amato: la memoria. Fino all'ultimo giorno, il 18 luglio 2006, a 89 anni, quando è mancato nella sua casa di Chiesanuova (San Casciano).
Non vorrei qui ricordarlo solo per gli scritti, o per l'infaticabile attività nell'associazionismo, ma per le straordinarie doti umane e per la capacità unica che aveva nel legare con le persone. E molte migliaia di nostri soci lo ricorderanno per gli incontri, i corsi di cucina. Le sue conferenze erano spettacolari: informava, divertiva, coinvolgeva. Non amava fare il mattatore in queste occasioni, cercava di coinvolgere amici e personaggi che potessero dare, con lui, un'informazione più completa. In decine e decine d'occasioni ha fatto "coppia" con il professor Antonio Morettini, primario di gastroenterologia: battute, aneddoti e tante informazioni utili. Ed erano loro due per primi a divertirsi.
È stata una fortuna ed un grande piacere conoscere e collaborare con Leo Codacci.

Gli articoli e le ricette di Leo Codacci si possono leggere sul sito www.coopfirenze.it, effettuando la ricerca per autore.


TESTAMENTO
Viva la vita
Uno scritto inedito di Leo Codacci del 1997

Tra poco arriverò a 80 anni. Farò festa con tutti voi. Intanto vi dico e lo dico anche a me...
SARAI VECCHIO quando non ti entusiasmerai più del profumo del pane appena sfornato e al grintoso sapore dell'olio mentre esce dal frantoio.
SARAI VECCHIO quando non proverai più piacere, anche fisico, nel vedere i prati verdi ricoperti di fiori selvatici ed il suonare allegro dell'acqua di un ruscello vicino.
SARAI VECCHIO quando, vedendo una ragazza ed un ragazzo che si baciano sulle panchine del parco, ti sentirai scandalizzato anziché esserne felice... quando ti disturberà il canto degli uccelli... quando il sole che scende e colora tutto di fuoco non ti farà più pensare alle meraviglie del creato... quando la luna, meravigliosa ruffiana, non ti ricorderà più quante volte ti ha fatto da lume...
SARAI TREMENDAMENTE VECCHIO quando ti daranno noia i bambini che intorno a te giocano allegramente.
SARAI DEFINITIVAMENTE DA BUTTARE quando ripeterai "come erano belli i miei tempi...".
SARAI GIOVANE quando ricorderai le gioie che la vita ti ha dato, anziché pensare alle ingiustizie e ai torti che ti sembra di avere subito.
SARAI GIOVANE se non sentirai il bisogno di scaldare poltrone nelle sedi dei vari club ai quali appartieni e nelle case di amici ospitali... se il vento ti sembrerà carezza affettuosa del cielo... se le lucciole ti faranno ancora piacere quando le incontrerai nelle viottole intorno ai campi di grano... se riuscirai a non pensare con terrore alla morte ma con riconoscenza alla vita e a chi te l'ha data.
SARAI GIOVANISSIMO se riuscirai ancora a fare progetti e se amerai riamato, poiché ciò vuol dire che Dio allieta la tua giovinezza anche se hai novanta anni.

Leo Codacci