Benessere animale e buone pratiche

Scritto da Antonio Comerci |    Aprile 2018    |    Pag. 32, 33

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista e storico.

Autore alla fine degli anni ’80 di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra (1989); Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente (1989); Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico; Frutti esotici – Piccola guida per conoscerli, riconoscerli e apprezzarli (1987); A come agrumi (1987).

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2004 esce “All’origine dell’oggi – Cronaca degli ultimi 40 anni della cooperativa”, una cronologia dei più significativi eventi che hanno caratterizzato l’Unicoop Firenze e la cooperazione di consumo dal 1960 in poi. Stampato in proprio dall’Unicoop Firenze, la ricerca, le immagini e i testi della pubblicazione sono di Comerci.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati - Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze.

Per i cinquanta anni dalla registrazione della testata, nel 2013 esce “Quelli che... informano – Storia e considerazioni sul giornale dell’Unicoop Firenze” pubblicato dall’Unicoop Firenze e diffuso in migliaia di copie. Nella pubblicazione s’intreccia la biografia dell’autore, la comunicazione e la storia dell’Unicoop Firenze.

Nel 2018 Comerci va in pensione e pubblica un’edizione aggiornata de “All’origine dell’oggi”. È incaricato dalla cooperativa della responsabilità dell’Archivio storico dell’Unicoop Firenze.

Foto G. Carpini

Le lettere dei soci

Secondo me è inutile che vi ostiniate a spacciare carne, rossa o bianca che sia, come se fosse un toccasana solo perché non ha gli antibiotici. Il vero problema paradossalmente è che le carni di animali che non hanno antibiotici ma non vivono allo stato brado, sono più nocive di quelle che hanno gli antibiotici ma vivono allo stato brado. È chiaro che se un pollo è allevato in batteria ha bisogno di antibiotici per sopravvivere alle tappe forzate imposte dell’allevamento in batteria. Questo dovete fare... immettere sui banchi di vendita carne di animali liberi, ben certificati e dichiarati con tanto di certificato di origine.

G. V. - Bagno a Ripoli

La proposta del socio sarebbe condivisibile, ma irrealizzabile, non siamo in Argentina con le mandrie nelle pampas. Ciò che invece è possibile e perseguibile è garantire il benessere animale negli allevamenti e da sempre investiamo risorse cercando di favorire le buone pratiche con metodi innovativi di gestione. Al link http://www.e-coop.it/web/guest/allevamento i possono visionare i video sugli allevamenti dai quali ci riforniamo. Infine, confermiamo che ogni nostra scelta sia in termini di organizzazione interna che di politiche commerciali ha sempre l’obiettivo di tutelare i soci e sostenere il tessuto economico del territorio dove operiamo. (A cura dell’Ufficio Qualità di Unicoop Firenze)

Carpaccio cotto

Una domanda sul carpaccio di carne in vendita nel banco frigo della macelleria. Il carpaccio è carne cruda e quindi suppongo abbattuta e non contaminata da altre carni come maiale o pollo, onde evitare il rischio salmonellosi o tenia. Ho notato, però, che sulla confezione di cui sopra, vi è scritto: consumo previa cottura. Potreste fare chiarezza?

D. B. - Mail

Il processo di abbattimento ha una buona efficacia per il pesce, mentre per la carne non si hanno gli stessi risultati. Di fatto l’uso comune del “carpaccio” richiama il consumo crudo, tagliato e mangiato. Noi per il principio di precauzione abbiamo inserito il consiglio “da consumare previa cottura” che valuta non tanto il prodotto tal quale, che è sano e sicuro, ma anche un’eventuale manipolazione impropria, seppur involontaria, dopo la vendita. (A cura dell’Ufficio qualità Unicoop Firenze)

Senza punti

Sono socia da moltissimi anni e sono rimasta delusa dalla vostra decisione di eliminare l’assegnazione dei punti per il ritiro dell’“Informatore” presso le casse. Comunque, pur non essendo d’accordo, mi attengo alla vostra decisione, ma mi dispiace constatare che tanti vantaggi di cui godevano i soci, progressivamente vengono tolti.

D. N. - Empoli

I cinque punti a numero, in un anno, rappresentano uno sconto per il socio di 55 cent, mentre per la cooperativa sono un risparmio di due, trecentomila euro. Se con mezzo euro il socio non ci fa tanto, con il risparmio la cooperativa può fare tante cose, come stampare un giornale più ecologico con carta proveniente da foreste controllate e sostituire la plastica con il Mater-Bi, compostabile. I punti hanno convinto molti soci a ritirare il giornale nel punto vendita per poterlo avere all’inizio del mese, con il vantaggio di conoscere per tempo tutti i vantaggi di essere socio (spettacoli scontati, convenzioni cinema, abbonamenti autobus, sconto su soggiorni, offerte commerciali solo per i soci). Togliendo i punti non discriminiamo più i soci che lo ricevono per posta e quelli che lo leggono su internet, e non premiamo più quelli che lo prendevano per i punti e poi lo lasciavano lì.

Meno stampa più on line

In famiglia siamo quattro persone maggiorenni e soci Coop, e una copia in casa dell’“Informatore” è più che sufficiente, oltre al fatto che il mensile si trova comodamente anche online. Anche se abbiamo optato per ritirare la copia direttamente alle casse (ovviamente ne ritiriamo una soltanto), non credete sarebbe opportuno permettere a tante famiglie simili di scegliere di quante copie disporre? E chissà quanti soci eco-sensibili sceglierebbero comunque solo l’Informatore online! Sono convinto che limitare le copie stampate a quelle realmente utili ai soci sarebbe un bel risparmio sia di costi per la Coop che in termini ecologici.

M. U. - Pistoia

È da molti anni che abbiamo creato un Codice Famiglia che ci consente di spedire o distribuire alla cassa una sola copia per famiglia. Basta mandare anche per mail l’elenco con cognome, nome e magari anche i numeri della tessera socio, di tutti i componenti della famiglia, e si avrà un solo “Informatore” anche alle casse. Sempre per mail, chi lo riceve a casa può rinunciare alla copia scrivendoci. Già così risparmiamo 300.000 copie del giornale, e quasi altrettanti soci lo leggono su internet. Alla domanda: «Vorrebbe il giornale spedito per mail?» (già lo facciamo con 50.000 soci) ci ha risposto sì l’11 per cento del campione intervistato, ma poi due su tre hanno detto di volerlo anche di carta, così da poterlo far leggere anche a chi su internet non va o lo fa solo nei ritagli di tempo.

Offesa a febbraio

Il calendario Coop, al mese di marzo, l’ho trovato veramente offensivo! C’era bisogno di quella scenetta del ragazzo che mangia la mortadella e il maiale fa un punto esclamativo! Perché? Il pacco per i soci per me vegana è stato inaccessibile: prodotti animali nel salato e latto-ovo-vegetariani nel dolce... perché non mettere dei prodotti per noi?

S. I. - Firenze

Un ragazzo che mangia un panino non ci sembra offensivo per nessuno e il maiale è dubbioso e ha un punto interrogativo, non esclamativo, nel fumetto: «Non mangerà mica me?». Il nostro è un “Calendario d’autore", affidato ad un grande disegnatore di successo e sensibile ai valori della cooperazione. I prodotti per vegani sono presenti e a buoni prezzi nei nostri punti vendita. Le quantità vendute non permettono per ora di fare offerte promozionali importanti, mentre per la larga platea dei soci, anche vegetariani, riusciamo ad ottenere buone occasioni.

Solo di carta

Vorrei esprimere il mio disappunto sulle buste di plastica. Oggi ho fatto la spesa alla Coop di Pontassieve e non ho comprato volutamente niente che potesse comportare anche la spesa per la busta a pagamento. Comunque per me il problema è risolto, perché non comprerò più prodotti sciolti per i quali è necessario utilizzare le buste, ma mi recherò dove utilizzeranno le buste di carta. C’è già chi lo sta facendo.

P. M. - Pontassieve (FI)

Noi non possiamo utilizzare buste di carta perché non si vede quello che c’è dentro, inoltre sono molto più costose, e chi le paga? Il fruttivendolo o il cliente nel prezzo di vendita? Le buste in Mater-Bi non le abbiamo fatte pagare per cinque anni e avremmo voluto continuare a non farle pagare. La legge ha previsto il pagamento per sgravare soprattutto i commercianti che si vedono raddoppiare i costi dalla plastica alla bio plastica. Le società che forniscono bio plastiche sono 150 in Italia (non una sola) e fanno lavorare tante persone, utilizzando materie prime di scarto italiane.

Benzina e punti

Ho fatto più volte rifornimento sia al distributore di via Leonardo da Vinci a Prato, che al distributore di via Pasolini a Sesto Fiorentino, usando l’accettatore self service in assenza degli addetti alle casse. Tutto sembrava funzionare correttamente: la richiesta se sei o no socio Coop, l’esposizione della tessera all’apposito lettore del codice a barre, ma poi, completato il rifornimento, nessun punto accreditato. Mi chiedo se la possibilità di raccogliere punti con il rifornimento non sia solo uno specchietto delle allodole per attirare clienti al distributore.

L. R. - Firenze

I punti sono accreditati ma non subito, il collegamento alla nostra anagrafe soci avviene periodicamente e non è on line con quella dei distributori.

App o non app?

Volevo fare la spesa alla Coop e prendere il Salvatempo, con mia grande sorpresa ho scoperto che per farlo bisogna scaricare un’apposita app e non si può usare la tessera socio “virtuale” della app dove io, e moltissime altre persone, tengo al sicuro tutte le mie numerosissime tessere. Ma è vero? E se sì con quale criterio avete operato una scelta così poco moderna? Viaggio molto, e non solo in Italia, se dovessi scaricare un’app apposita per tutti i negozi/servizi a cui sono iscritta mi servirebbero uno spazio e una potenza che un normale cellulare non possiede.

M. N. L. - Firenze

Non è una scelta poco moderna ma dettata da scelte precise. La Carta socio non è una normale carta fedeltà, essere socio significa stabilire un rapporto con la cooperativa di natura economico-patrimoniale regolato dalla legge e quindi l’uso della carta dev’essere personale ed individuale, per questo abbiamo studiato un’app che permette di sapere chi usa la carta, mentre le altre app equivalgono a “fotocopie della carta” che tutti possono fare ed utilizzare. La nostra app la trova nello store con il nome di SalvApp: permette di caricare sul cellulare la carta e di utilizzare il cellulare per vedere i punti e le offerte, e sono allo studio tanti altri servizi. Con SalvApp il cellulare può essere usato anche come lettore Salvatempo per fare la spesa.

Caro pane

Vorrei comprendere come mai avete cambiato il tipo di preparato di farina per pane, con una nuova confezione, denominata adesso d’Osa Coop, da mezzo chilo allo stesso prezzo della precedente che era però di un chilo! Avete in buona sostanza raddoppiato il prezzo; ovviamente mi guarderò bene dall’acquisto di tale prodotto. E dire che già fare un bel pane con la vecchia farina non era conveniente, perché il costo, fra la lavorazione e le spese di cottura portavano al prezzo del pane già pronto... ma vuoi mettere la soddisfazione!

M. B. - Certaldo

Il nuovo prodotto è in effetti completamente diverso dal precedente: ad esempio i lieviti sono impacchettati in modo separato dalla farina, garantendo un risultato completamente diverso in preparazione. Certe accortezze hanno modificato in maniera sostanziale il costo e conseguentemente il prezzo di vendita. Dobbiamo prendere atto che il nuovo prodotto non copre più la stessa fascia di mercato e per questo stiamo cercando qualcosa che possa garantire le caratteristiche qualitative e il prezzo del prodotto precedente. (Emidio Granchi, Direzione Merci, Unicoop Firenze)

Salumi e non carne

Ho letto l’“Informatore” di gennaio l’articolo La rossa con il bollino. C’è scritto: “In vendita da qualche mese anche i prodotti suini della linea Fior Fiore da animali all’aperto sulle colline del Chianti e in Maremma”. Sono andato alla Coop e non solo non ho trovato i prodotti indicati nell’articolo, ma quello che più mi ha lasciato perplesso è che, i responsabili del reparto macelleria non ne sapevano niente.

G. M. - Firenze

La colpa è nostra perché non siamo stati precisi. Il riferimento è ai salumi in busta Fior Fiore, entrati in assortimento dalla fine del 2017, prodotti da animali allevati senza antibiotici, tra poco ci sarà il prosciutto cotto nel banco servito. Il progetto sarà esteso anche alla carne fresca di suino, non ora, ma con tempi da definire.