Scritto da Antonio Comerci |    Aprile 2017    |    Pag. 30, 31

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

500 euro da vincere

Mi è stata inviata una mail a mio nome che, in quanto cliente Coop, mi annunzia la possibile vincita di un buono spesa di 500 euro. Vengo invitata a cliccare una scritta per partecipare al concorso. Ho immediatamente eliminato il messaggio, ma essendo una vostra affezionata cliente, mi sembra giusto comunicarvi questo uso improprio del vostro nome.

P. B. - Cascina (Pi)


La mail è fatta con furbizia: non promette soldi ma la partecipazione a un fantomatico concorso. È una “bufala” per carpire dati da rivendere. Coop Italia ha già avvertito la polizia postale, ma non è facile far smettere chi sta dietro a queste truffe, perché usa sempre account diversi.

Priorità e buon senso

Sono anche io invalida anche se a guardarmi non si vede. Le casse prioritarie sono sicuramente un privilegio per chi è più sfortunato però credo non si possa tenere una cassiera dedicata esclusivamente ai clienti che non sono certo la maggioranza. Quindi, per me è giusto che la cassa prioritaria lavori anche con i clienti "normali" che sanno di doversi fare da parte se scelgono di usufruire di quella cassa. Solo ritengo assurdo che, se un cliente ha già messo la spesa sul nastro, la debba togliere per far passare chi ha la priorità. Se la signora Francesca (Informatore, febbraio 2017, pag. 32) avesse avuto davanti a sé una signora incinta o portatrice di handicap o anziana, credo avrebbe dovuto attendere ugualmente. Se io metto la mia spesa sul nastro e dietro di me non c'è nessuno, è logico che poi sbuffo se la devo togliere perché è arrivato chi ne ha diritto. Sta anche a noi tollerare ed essere disponibili e non pretendere tutto solo perché invalidi. Che ne sappiamo se il signore o la signora davanti a noi non abbia fretta di tornare a casa perché c'è un invalido o anziano o figlia incinta che non si può muovere? Sentiamoci anche noi come gli altri, anche se più sfortunati di altri. Saluti.

F. B. – Pistoia


Vestiti di nuovo

Mi voglio congratulare con la nuova veste grafica del packaging dei prodotti a marchio Coop. Lo faccio pubblicamente perché avendolo detto nel negozio, si sono meravigliati perché, mi è stato detto, nessuno fra i clienti ha fatto apprezzamenti per questo cambiamento, che invece è un aspetto molto importante. Se sei un cliente può darsi che te ne freghi, ma se sei socio, ti senti partecipe e sei contento di qualsiasi miglioria venga apportata ai prodotti, anche nel packaging. Senza nulla togliere alla vecchia grafica estesa a tutti i prodotti per meglio identificarli, appiattiva troppo l'immagine del singolo prodotto alimentare, un’idea più adatta ad un marchio automobilistico o farmaceutico.

S. T. - Ponsacco (Pi)


Cristalli di genuinità

Ho acquistato dell'olio extra vergine d'oliva produzione europea in offerta nella confezione da tre litri e l'ho riposto in cantina vicino ad altro olio extra vergine di oliva di produzione italiana. Dopo alcuni giorni ho notato che l'olio da tre litri di produzione europea si era completamente congelato, mentre l'altro olio di produzione italiana è rimasto sempre liquido. La temperatura della cantina è costante fra i 14 e 15 gradi centigradi sopra allo zero. Vi chiedo se per questa differenza fra i due prodotti di diversa provenienza c'è una spiegazione.

D. M. - Firenze


È difficile mettere a confronto la qualità di oli diversi utilizzando solo questo parametro. È vero che l'effetto della cristallizzazione si associa alla genuinità degli oli extravergini? No, perché sono diversi i fattori che concorrono nel fenomeno di solidificazione, e fra questi la diversa composizione in acidi grassi, in particolare il rapporto acidi grassi saturi-insaturi, che può essere diversa a seconda della varietà delle olive (cultivar), della lavorazione che le olive hanno subito, delle condizioni pedoclimatiche (caratteristiche del suolo e del clima), del tipo di conservazione dell’olio, del contenuto in cere e altri ancora. La composizione degli acidi grassi di un olio extravergine di oliva è variabile da lotto a lotto, in quanto dipende dal blend/miscela di oli utilizzati, ovvero dalle cultivar/varietà di olive di provenienza. In particolare, maggiore è la percentuale di acidi grassi saturi (negli oli extravergini in particolare acido palmitico e acido stearico, che comunque rappresentano al massimo il 10-20% del totale) e più facilmente l'olio cristallizza. Usando questo criterio è migliore l’olio che cristallizza meno, perché ha meno grassi saturi. (A cura dell’Ufficio Qualità Unicoop Firenze)


C’è trippa e trippa

Resto molto deluso quando acquisto una confezione di trippa e non so mai quale parte mi capiterà. Una delle ultime volte ho scoperto di aver comprato un pezzo di “centopelle”, che non avrei mai scelto, un’altra volta ho scoperto di aver comprato la “cuffia” (sono andato su internet per capire come si chiama). Ma la parte che si chiama “croce” non la fanno più? Non potete farla confezionare in modo che si riconosca il tipo di trippa? Cordialmente

R. E. - Firenze


Croce e cuffia sono i primi due stomaci dell’animale e da sempre sono vendute indistintamente con il nome di trippa. Gli altri due stomaci sono invece differenziati tra loro e sono nominati lampredotto e centopelle. Quest’ultimo, salvo errori, viene sempre indicato in etichetta come centopelle e non genericamente come trippa.


Festa spagnola

Stasera mia moglie ha comprato dei mandarini affogliati. Li avevo visti anch’io su quel bel banco allestito per la festa degli agrumi: agrumi, un prodotto tipico del nostro bellissimo sud. Buoni, per carità, ma poi mi capita in mano il sacchetto con appiccicato l’adesivo della pesatura dove leggo, oltre alle schifezze di conservanti e cerature varie, la provenienza: Spagna! Ma come, Festa degli Agrumi (altri anni c’era anche il carrettino siciliano) e si vendono i mandarini spagnoli? In Sicilia sono finiti? Non capisco proprio questa politica. Vi vantate di vendere prodotti del territorio e poi si preferiscono prodotti spagnoli a quelli italiani?

F. M. - Lucca


Gli agrumi non hanno un’identica stagionalità da ottobre a maggio, ma vi è alternanza di varietà e frutti, prima vengono i clementini, poi i limoni e quindi le arance di vari tipi. Quest’anno dal punto di vista meteorologico è stata una delle campagne agrumi più complesse, con carenza di prodotto dovuta, soprattutto in Sicilia, al gelo, acqua e caduta anticipata a terra dei frutti. Per i clementini comuni italiani la stagione va da novembre a gennaio e la zona di produzione è la Calabria. I mandarini affogliati cui fa riferimento sono i clementini senza semi orry, una delle varietà più pregiate e tardive, ottimi al gusto, ma che vengono coltivati solo in Spagna e in Israele. Abbiamo avuto in vendita, in occasione della promozione degli agrumi, anche i classici mandarini siciliani di Ciaculli con semi, ottimi, e gli agrumi nova dal particolare gusto dolce tendente al vanigliato. Quindi la nostra missione di sviluppo e promozione del prodotto nazionale c’è ed è forte, ma vogliamo comunque offrire anche prodotti particolari, come i mandarini orry, o il calabresissimo bergamotto. Sugli oltre 30 agrumi presenti nei punti di vendita più grandi, non arrivano al numero delle dita di una mano quelli che avevano provenienza estera, compreso pompelmi e limes, che per ovvi motivi non sono di produzione nazionale. (Sandro Massei, settore ortofrutta Unicoop Firenze)


Tropicali siciliani

Mi chiedo come mai nei banchi di frutta e verdura non trovo né avocado, né pompelmi prodotti in Sicilia o in Calabria, ma solo quelli che provengono da terre più lontane: da Israele, dal Sudafrica, dal Perù. Mi piacerebbe che qualcuno mi illuminasse su questa stortura: so che esistono coltivazioni di avocado biologici in Sicilia, qualche volta ho trovato qualche pompelmo biologico italiano, ma per lo più avocado e pompelmi che provengono dalle terre occupate di Palestina: certo è compito di noi italiani far prosperare l'economia israeliana, anziché favorire la nostra!

M. P. M. - Barberino Val d’Elsa (FI)


Le produzioni nazionali di pompelmi e avocado sono molto limitate nelle quantità. Per esempio per il pompelmo rosa riusciamo in genere ad avere prodotto siciliano in quantità sufficiente per uno o due mesi al massimo. Nei periodi di non presenza di prodotto nazionale attingiamo al prodotto estero. La nostra linea è di mantenere equilibrio, le nostre scelte vorrebbero, salvo cause straordinarie ed eccezionali, orientarsi in base alla qualità dei prodotti. Lo stesso avocado segue questa logica, per cui non abbiamo per 365 giorni l’anno una provenienza unica, ma da diversi Paesi. A testimonianza del nostro impegno per la produzione nazionale, anche per prodotti particolari, nei mesi scorsi abbiamo avuto un ottimo mango siciliano. Soprattutto per alcuni prodotti, però, è praticamente impossibile garantirne la continua presenza in tutti i nostri punti vendita. (Sandro Massei, settore ortofrutta Unicoop Firenze)


Offerte fino alla fine

L'offerta scadeva il 23 gennaio e mi sono recato al punto vendita due giorni prima. Non trovando il prodotto che cercavo, ho chiesto agli addetti, ma era terminato. Trattandosi di un’offerta per soci (e non rivolta a tutti) ritengo che, fino alla scadenza, detto prodotto si debba trovare. Io capisco perfettamente che sia difficile sapere quanti soci acquisteranno tali prodotti, ma sono anche certo che voi stessi siate in grado di sapere quali prodotti vengono acquistati di più e quali di meno. E, in ogni caso, se avanzano, ritengo che possa essere messo a scaffale per la libera vendita. Inoltre, forse sarebbe meglio, invece di mettere un numero elevato di pezzi per carta socio, abbassare tale numero, al fine di evitare la corsa all'acquisto prima che si esaurisca.

A. M. - Firenze


Magari fosse possibile prevedere sempre e con precisione la quantità vendibile con un’offerta! Sono troppe le variabili che determinano la vendita di un prodotto in offerta. E se si sbaglia, si riempiono i magazzini di prodotti invenduti. E se non sono stati venduti a prezzo speciale per i soci (che sono quasi il 90% dei nostri clienti) come faranno ad essere venduti a prezzo normale?