Potere dolcificante e metabolismo dei dolcificanti

Specialista in scienza dell'alimentazione e dietetica

Le dolcezze consentite
Una vera e propria epidemia mondiale: 30 milioni di malati nel 1985, 135 milioni nel 1995, più di 300 milioni nel 2025. Ebbene, secondo tutti gli esperti del settore, l'unica arma veramente efficace per contrastare l'aumento di pazienti diabetici è la prevenzione, i cui principali presupposti dovrebbero essere: lotta al sovrappeso e all'obesità, incremento dell'attività fisica, alimentazione con pochi grassi e con pochi zuccheri.
Tutto questo in generale; più in particolare, invece, si può sicuramente dire che per il diabetico è anche importante sapere quale dolcificante può utilizzare senza compromettere od aggravare la sua malattia.
Dal lato nutrizionale i dolcificanti si classificano in naturali (miele, zucchero o saccarosio, fruttosio, sorbitolo, xilitolo) e sintetici (saccarina, ciclamato, aspartame, acesulfame K).
I dolcificanti possono poi essere calorici (ossia dotati di calorie), come appunto zucchero, fruttosio, sorbitolo, miele, o acalorici (ossia sprovvisti di calorie) come saccarina, ciclamato, acesulfame K, aspartame.
Ogni dolcificante, sia naturale che sintetico, presenta dei vantaggi e degli svantaggi e, per questo motivo, mi è sembrato utile riportare uno schema sintetico sul loro corretto utilizzo nei pazienti diabetici. Di conseguenza, dopo attenta lettura, penso che il diabetico sarà sicuramente in grado di poter scegliere il miglior dolcificante, naturalmente dopo averne letto attentamente la composizione...

N.B. il potere dolcificante delle varie sostanze è paragonato a quello dello zucchero, assumendo per convenzione un potere dolcificante dello zucchero pari a uno.

Saccarosio (zucchero). Ce ne sono due tipi: uno estratto dalla canna, l'altro dalla barbabietola. Fra i due non ci sono differenze.
Potere dolcificante pari a 1. Un cucchiaino (g 5) contiene 20 calorie.
Per essere metabolizzato a livello epatico, muscolare e tessuto adiposo, necessita della presenza di insulina e di conseguenza è controindicato ai diabetici. Tuttavia, specie nei diabetici che praticano insulina, due cucchiaini al giorno sono consentiti. Per l'alto apporto calorico, è controindicato nei diabetici in sovrappeso od obesi. Inoltre è il miglior antidoto per curare e risolvere le crisi ipoglicemiche, specie nei pazienti che fanno insulina.

Fruttosio. E' l'alternativa naturale al saccarosio.
Potere dolcificante superiore allo zucchero (1,7), con le stesse calorie, ma ne basta meno per dolcificare quanto lo zucchero.
Il suo metabolismo è indipendente dall'insulina, per cui anche il diabetico lo può usare. Tuttavia, se si superano i 30 grammi al giorno (che è la quantità massima consigliata), si può avere un aumento della glicemia e dei trigliceridi, nonché dell'uricemia.
Inoltre è controindicato (per l'alto apporto calorico) nei pazienti in sovrappeso od obesi.

Sorbitolo. E' il dolcificante alternativo al fruttosio e al saccarosio.
Potere dolcificante inferiore a quello dello zucchero (0,6), un cucchiaino da 5 g contiene 26 calorie.
Una volta giunto nell'intestino il sorbitolo si trasforma in fruttosio e, di conseguenza, può essere usato dai diabetici. Per chi è in sovrappeso, attenzione all'apporto calorico. A dosaggi elevati può avere azione lassativa.

Saccarina. E' il più conosciuto fra i dolcificanti sintetici.
Potere dolcificante 300 volte superiore allo zucchero, con il vantaggio di non apportare alcuna caloria.
Non ha alcun effetto metabolico sulla glicemia.
Nei pazienti diabetici il dosaggio di sicurezza raccomandato è di 2,5 milligrammi per kg di peso corporeo, pari a 13-15 compresse al giorno.
Da non utilizzare in gravidanza, allattamento ed in fase di crescita.

Aspartame. E' composto da due aminoacidi (acido aspartico e fenilalanina).
Potere dolcificante pari a 200 rispetto allo zucchero e calorie quasi nulle (0,1).
Non ha alcun effetto metabolico sulla glicemia; nei pazienti diabetici il dosaggio di sicurezza raccomandato è di 35 milligrammi per kg di peso corporeo, pari a circa 120 compresse al giorno. Controindicato nei diabetici che soffrono di fenilchetonuria (malattia metabolica di tipo ereditario) e durante la gravidanza e l'allattamento.

Ciclamato. E' una sostanza che può sostituire o accompagnarsi alla saccarina, rispetto alla quale ha un sapore più gradevole.
Potere dolcificante 30 volte più dello zucchero e non ha nemmeno una caloria. Inoltre non presenta alcun effetto metabolico sulla glicemia. Il dosaggio di sicurezza raccomandato nei pazienti diabetici è di 11 milligrammi per kg di peso corporeo, pari a 13-15 compresse al giorno. E' controindicato durante la gravidanza e l'allattamento.

Miele. Contiene glucosio, ma soprattutto fruttosio e fosfolipidi.
Potere dolcificante inferiore a quello dello zucchero (0,8); un cucchiaino da 5 g contiene 15 calorie.
Contenendo glucosio ha un metabolismo che dipende anche dall'insulina, cosa che invece non accade con il fruttosio. In piccole dosi (2-4 cucchiaini al giorno) può essere usato anche dai diabetici.