Il Museo della Manifattura Chini

Scritto da Pippo Russo |    Settembre 2015    |    Pag.

Pippo Russo (Agrigento, 1965) insegna sociologia presso l'Università di Firenze e è giornalista e scrittore. Collabora con La Repubblica, Panorama e il sito di critica Satisfiction. Ha scritto diversi saggi e romanzi.

Villa Pecori Giraldi - Foto di F.Giannoni

Borgo San Lorenzo

Un viaggio nel passato recente che si trasforma in percorso didattico. È questa la proposta che il Museo civico della Manifattura Chini, allocato presso la Villa Pecori Giraldi di Borgo San Lorenzo, mette a disposizione dei visitatori. Viene infatti offerto loro un cammino che è soprattutto racconto di come gli antichi mestieri artigiani fossero arte diffusa, affidata a mani operaie eppur sapienti. E ogni volta si finisce per provare la stessa sensazione, scoprendo come quello che pareva umile lavoro da maestranze fosse in realtà arte appresa e diffusa.

Un patrimonio della comunità che era al tempo stesso comunità lavorativa e locale. La prima è andata quasi perduta, mantenendo poche nicchie a confrontarsi con un mercato i cui gusti sono cambiati; la seconda invece prova a sopravvivere trasmettendo un senso di continuità storica alle nuove generazioni, e ricordando loro che un tempo quel “saper fare” era uno dei principali tessuti connettivi.

Il tema del rapporto tra la manifattura e la comunità è l’operazione che viene tentata dentro le mura di Villa Pecori Giraldi. Che proprio dell’ingegno della famiglia Chini si trovò a beneficiare quando, nella seconda metà dell’Ottocento, i Pecori decisero di arricchire le decorazioni interne di un sito già splendido. Da lì nacque il connubio con una famiglia di artisti eclettici, capaci di portare verso il sublime la dura arte della ceramica.

Grazie a loro la villa ha visto accrescere il proprio splendore fino a prendere la veste odierna, quella di un monumento in cui si riconosce l’intera comunità. Sicché è stato quasi naturale, nel 1999, fare di quel luogo la sede del Museo della Manifattura Chini. La Villa Pecori Giraldi era nel frattempo diventata un bene pubblico, e questo passaggio ne ha fatto lo spazio più adeguato per ospitare il Museo Chini. 

Una scelta che ha funzionato, al punto da portare questo spazio museale a entrare nel circuito “Toscana 900”, la rete dei musei toscani che fra giugno e dicembre di quest’anno sono stati selezionati per proporre un percorso selezionato sui beni culturali presenti in regione.

La visita fra le mura della Villa Pecori Giraldi ha il merito di suscitare un fascino incomparabile. Perché accedendovi si ha l’impressione di fare esperienza di tre diversi gradi di bellezza. Il primo grado è costituito dall’architettura della villa stessa, che conserva uno splendore abbagliante. Il secondo grado è dato dalle decorazioni e dalla presenza dei manufatti, con la forte impronta della famiglia Chini a fare da testo. Infine, il terzo grado è dato dall’abbondante presenza di materiali e spazi didattici, pensati per i bambini e orientati a suscitare in loro uno stupore che mescoli la novità con l’antico.

In quest’ultimo spazio, sito al piano superiore e completamente pavimentato di moquette, bisogna entrare scalzi. Un sacrificio che costa nulla e rende molto, perché si ha l’impressione di muoversi senza disagio dentro un ambiente che c’era già appartenuto ma di cui avevamo perso il ricordo.

Per i ragazzini di oggi, tutti nativi digitali, è invece l’occasione di scoprire un mondo che può essere creato e aggiustato attraverso l’attività di manipolazione materiale. Fatto di cose oggi quasi ignote eppur quotidiane fino a soltanto ieri l’altro. È anche così, rimettendo in connessione cose fra loro disperse, che si riannoda un senso di continuità storica.

Museo civico della Manifattura Chini

Orario di apertura:

  • dal1° novembre al 31 marzo: sabato e domenica ore 10-13 e 15-18;
  • dal1° aprile al 31 ottobre: dal giovedì alla domenica ore 9-13 e 15-19.

Biglietto intero: 3 euro; ridotto (bambini 6-14 anni, gruppi scolastici e gruppi oltre le 15 persone): 1,50 euro