Una canzone sul congiuntivo del cantante toscano

Scritto da Bruno Santini |    Febbraio 2018    |    Pag. 7

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

lorenzo baglioni

Foto G. Zati

Sanremo

La sabbia, il mare, un po’ di vento che scompiglia i capelli, nessuna presenza indiscreta nei paraggi: è la location perfetta per far sbocciare un amore tra due ragazzi che, già nello sguardo che si scambiano, fanno intuire, seppure con un po’ di timidezza, i loro sentimenti. Poi lui consegna nelle mani di lei un cuore, la ragazza lo apre, legge il messaggio che c’è scritto al suo interno - “: Se io starei con te sarei felice …”- e l’incanto si spezza! Il congiuntivo ha fatto nuove vittime.

«Ogni secondo in Italia vengono sbagliati 79 congiuntivi, è ora di dire basta!»: Lorenzo Baglioni, giovane talento artistico della nostra regione (nato a Grosseto ma da anni abitante a Greve in Chianti), si fa portavoce di questa “‘rivolta’”, scrive una canzone dal titolo Il congiuntivo e la porta addirittura al Festival di Sanremo, dove è in concorso nella categoria Giovani


Come ti è venuta l’idea di una canzone in cui canti “ Il congiuntivo ha un ruolo distintivo" ?

«L’idea nasce da lontano. Un anno fa decisi di creare sul web un format di canzoni didattiche. Il progetto piacque a quelli della Sony e il resto, compreso Sanremo, è venuto da sé. Una cosa è certa però:; non voglio essere scambiato per il maestro che fa la sua lezione. Anzi, siccome il congiuntivo è la bestia nera degli italiani, lo è anche per me. Insomma è una canzone autobiografica!».

La canzone e il video che l’accompagna hanno fatto presa sulla gente e così, dopo una dura selezione fra oltre 750 proposte, il nostro Baglioni si è visto concedere, insieme ad altri cinque, il visto per la competizione canora più importante che le italiche sette note abbiano mai partorito.


Sembri il primo ad essere sorpreso di andare a Sanremo.

«Lo sarei stato anche se avessi presentato una canzone “canonica”. Se da una parte può essere stata premiata l’originalità del pezzo, dall’altro l’ironia di cui è pervasa, poteva essere uno svantaggio. Un’ironia tutta toscana! Io al territorio sono sempre stato legato, ne sono buoni testimoni tutti i lavori che hanno preceduto questa esperienza, compresi i miei esordi davanti a poche decine di persone. Nella canzone c’è il nostro folclore, la capacità di prendersi in giro, di scherzare sempre su tutto. Inoltre, senza il sostegno dei tanti toscani che hanno accompagnato il cammino del pezzo fino alla serata delle eliminatorie in diretta Rai il 15 dicembre, adesso non sarei qui a fare le valigie per Sanremo».


A proposito di valigie: cosa metterai nelle tue?

«Sono uno che non ha mai curato il proprio look e quindi devo rifarmi per intero il guardaroba, e non sarà operazione da poco! Comunque devo a tutti i costi trovare il posto, essendo un ipocondriaco, anche per delle caramelle per la gola. Non si sa mai!».


Hai chiesto informazioni a chi ci è passato prima di te su quello che ti aspetta durante i giorni del Festival?

«So che dall’emozione me la farò sotto e comunque cercherò di trasformare la tensione in potenza creativa. Ho avuto modo di parlare con il pratese Francesco Guasti, che l’anno passato si piazzò terzo nella categoria Giovani, e con il fiorentino Tommaso Pini che sempre nella stessa categoria ottenne il “Premio della sala stampa” intitolato a Lucio Dalla. Entrambi mi hanno descritto l’atmosfera che si respira su quel palco e la frenesia che regna in quei giorni, inoltre mi hanno confessato di quanto Carlo Conti (allora direttore artistico e conduttore) sia stato per loro un’importante guida. Carlo è stato fondamentale per la manifestazione. Io ho ricominciato a guardare il Festival proprio dal suo avvento».


C’è una canzone delle passate edizioni che ricordi particolarmente?

«Sicuramente L’uomo volante che Marco Masini portò al successo nell’edizione del 2004. Una canzone bellissima scritta da Beppe Dati con cui ho il piacere di collaborare».


Qualunque sia l’esito del Festival, cosa c’è nel tuo futuro artistico?

«Dopo Sanremo esce sicuramente Bella prof, un album che contiene 12 canzoni. Un progetto che segue parallelamente il corso di un programma su Sky1 della durata di 12 puntate».

Si torna dunque alla “musica didattica” che ha dato il via a tutto… ed il cerchio perfettamente si richiude.


L’intervistato

Lorenzo Baglioni

cantante


Video


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