L’esperienza di Angela Fronti, enologa, arrivata ai più prestigiosi riconoscimenti

Scritto da Leonardo Romanelli |    Aprile 2017    |    Pag. 37

docente e pubblicista. Insegnante all'istituto alberghiero "Buontalenti di Firenze, è sommlier Ais e relatore ai corsi di degustazione di Slow Food. A partire dalla metà degli anni '90, ha iniziato un'intensa attività pubblicistica con una serie di collaborazioni con quotidiani come L'Unità, Corriere di Firenze e Tirreno, e dal '98 è direttore responsabile della rivista Gola Gioconda. Ha preso parte a numerosi programmi televisivi, oltre a condurre due programmi su Canale 10 "Vie del Gusto " e "Di vin parlando". Responsabile toscano della Guida Espresso dei ristoranti e coautore della Guida "Vini d'Italia" di Gambero Rosso e Slow Food Editore.

Angela Fronti

Angela Fronti

PRODUTTORI

Angela Fronti, giovane vignaiola, è balzata agli onori delle cronache nazionali per aver vinto, nell’edizione 2017 della guida “Vini d’Italia” edita dal Gambero Rosso, il titolo di “Cantina emergente dell’anno”. Un risultato ottenuto in tempi relativamente brevi considerando che, nel mondo del vino, si è soliti attendere con pazienza, seguendo i ritmi lenti dell’agricoltura. Ma la storia di Angela è divertente e significativa: nasce in una famiglia di imprenditori nel settore agricolo, dove il vino è una delle attività ma non quella fondamentale. «Diciamo che il vino era fatto quasi per dovere – racconta Angela Fronti –, mentre a me appassionava proprio l’idea di ottenere qualcosa di unico». Si mette a lavorare nel settore commerciale di alcune aziende toscane, gira il mondo a parlare di vino e a venderlo, fino a che, un bel giorno, decide di mettersi in discussione e ripartire da zero. Si laurea in enologia all’università di Firenze e sceglie di dedicarsi alle vigne di famiglia, chiamando l’azienda “Istine”, dal toponimo della località di Radda dove si trovano i vigneti. La prima vendemmia che porta la sua firma è del 2009, con poco più di 2000 bottiglie, poi negli anni aumentano la produzione e le tipologie, arrivando a proporre anche un rosato di successo. L’abbiamo incontrata di fronte ad un bicchiere del suo vino, anch’esso premiato da guide nazionali e internazionali.

Il binomio donna e vino si fa sempre più comune. Come hai iniziato?

«Con grande passione, affascinata da questo mondo e con il desiderio di lavorare su qualcosa di reale e da vivere. Tanta curiosità e voglia di imparare, per questo prima di iniziare a produrre il nostro vino ho trascorso più di dieci anni lavorando in altre aziende toscane. Poi ho sentito l'irresistibile richiamo del Sangiovese della mia terra ed è cominciata la mia nuova vita a Radda in Chianti».

È un mondo nel quale si sente la differenza tra uomo e donna? Qual è stata la tua esperienza?

«Si sente… forse meno che in altri settori. L'uomo fa squadra, fisicamente è indubbiamente superiore, ma oramai le nuove attrezzature aiutano le fanciulle per i lavori più duri. Le donne che lavorano sono precise, forse troppo pignole, ma molto attente e instancabili. Il fatto che molte aziende di vino siano familiari, fa sì che incontri molte donne con ruoli diversi. Certo rimane una maggioranza indiscussa di protagonisti maschili e le persone con cui collaboro normalmente sono uomini (ride). Devo dire, però, che quando incontri una donna in questo settore è sempre una gran donna, con un'energia pazzesca e grande carattere».

Ti piace la definizione di vignaiola? E cosa rappresenta?

«Spesso chi pensa al vignaiolo ha in mente un contadino, ma oramai non è più cosi. C'è la parte bella, quella della vigna, vedere il proprio vino evolversi, comunicarlo alla gente, ma il vignaiolo di oggi, ahimè, deve farsi carico di tutto: dalla burocrazia, all'amministrazione, alle banche e senza trascurare le varie leggi. Il vignaiolo di oggi deve fare e sapere tutto, lavora 24 ore su 24, sabato e domenica compresi. Per fortuna che poi è ripagato da grandi soddisfazioni, lavorando la propria terra, raccogliendo la propria uva e vinificando il proprio “bambino”».

Se dovessi descrivere il tuo vino in maniera semplice e divertente, cosa diresti?

«Fresco, elegante e di territorio. Da bersi “a secchi” come piace a me».

Viaggiando per il mondo, avrai assaggiato il tuo vino abbinato alle pietanze più strane…

«In realtà l'abbinamento più sorprendente per me è stato ad una cena con Simone Salvini vicino a Bologna: il Chianti Classico abbinato con un carpaccio di anguria grigliata e aromatizzata stava incredibilmente bene».

Un consiglio a chi volesse intraprendere il tuo lavoro.

«Fate esperienza prima e non pensate di sapere tutto, c'è sempre tanto da imparare. Rapportatevi agli altri con spirito di condivisione e collaborazione. Non criticate e non abbattetevi per le difficoltà. Fate tesoro di quanto siete fortunati a fare questo lavoro».


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