Intervista al dottor Paolo Campi, responsabile del Centro allergologico di Torregalli

Scritto da Alma Valente |    Aprile 2000    |    Pag.

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

Cani, gatti e pulci
Cinquant'anni fa ne soffrivano solo due italiani su cento. Oggi il popolo degli allergici ha superato di gran lunga il 15 per cento. Una tendenza in costante aumento, che si sta confermando in tutti i paesi industrializzati. Il primato, come al solito, lo detengono gli Stati Uniti dove, a soffrire di questi disturbi, sono 44 milioni di persone. Di chi la colpa? 'Generalmente vengono chiamati in causa l'inquinamento e l'accresciuto uso di additivi alimentari. Ma questa ipotesi non è stata ancora scientificamente provata - spiega il dottor Paolo Campi, responsabile del Centro allergologico di Torregalli, una delle strutture più all'avanguardia a livello nazionale, soprattutto per le allergie ai farmaci e al veleno di api e vespe -. E' stato invece accertato dal gruppo di ricerca del professor Romagnani, primario di immunologia a Careggi, che la causa è dovuta alla riduzione di malattie infettive come il morbillo e la tubercolosi. In altre parole, il nostro sistema immunitario, abituato sin dalla nascita a lottare contro queste patologie, adesso rivolge il suo impegno a combattere sostanze con le quali finora aveva sempre convissuto'. E se il tormentone di starnuti e nasi gocciolanti per alcuni è solo stagionale, per altri l'allergia agli acari, ai farmaci o ai peli di animali domestici è in agguato tutto l'anno e a tutte le età: 'Nel nostro Centro - dice Paolo Campi - abbiamo visto persone che sono diventate allergiche, per esempio alle graminacee, a settanta anni e ogni anno purtroppo questa lista aumenta'. Una partita, quella contro i pollini, che andrebbe giocata d'anticipo. E questo soprattutto in Toscana dove i cipressi, quei 'giganti giovinetti' tanto amati dal Carducci, cominciano a regalarci il polline già da gennaio.
'Una volta accertato, attraverso le prove allergologiche, che il problema esiste - prosegue Campi - il trattamento più idoneo a modificare, per quanto è possibile, l'andamento delle malattie allergiche è il vaccino. Per ogni paziente, però, deve essere fatta un'attenta valutazione, a seconda dei sintomi e del tipo di allergene. Di particolare importanza è che i nuovi vaccini 'locali' (nasale e sublinguale) a differenza di quelli iniettivi possono essere effettuati a casa, direttamente dal paziente, senza alcun rischio di reazione'. Ma anche con queste nuove terapie la battaglia va iniziata per tempo: perché sia efficace il vaccino sublinguale va somministrato entro marzo mentre con quello nasale bisogna cominciare addirittura a dicembre. E per i più pigri? Quelli che solo ai primi starnuti primaverili si decidono a fare qualcosa? Oggi la terapia farmacologica offre tante nuove opportunità: dagli antistaminici che non provocano sonnolenza agli spray a base di nuovi cortisonici, praticamente sprovvisti di effetti collaterali.
'I migliori risultati si ottengono combinando due o tre farmaci diversi, ognuno dei quali ha una specifica modalità d'azione - conclude Campi -. Anche in questo caso, però, l'efficacia della terapia dipende molto da come viene gestita dal paziente. La cura andrebbe iniziata per tempo, addirittura prima della comparsa dei sintomi, e proseguita per tutta la durata della stagione del polline al quale si è allergici'. Insomma, terapie giuste e mirate ma soprattutto prevenzione. E per sapere quando i famigerati pollini stanno per arrivare basta rivolgersi ai centri specializzati, che settimanalmente forniscono i dati sulla concentrazione dei pollini allergenici presenti in atmosfera.

E se c'è il micio?
Con lui si può impazzire non solo di coccole e di ron-ron. Il nostro gatto infatti è uno degli allergeni più potenti fra quelli che abbiamo in casa. Contrariamente a quanto si pensa, però, i peli del nostro felino non c'entrano nulla. La causa principale di asma e starnuti sono le proteine contenute nella saliva che, una volta seccate, si depositano in ogni angolo. Per trovare comunque una conciliazione tra esigenze affettive e salute fisica esistono degli accorgimenti: lavare il gatto una volta alla settimana oppure passargli sul pelo un liquido appositamente studiato, reperibile nei negozi di animali.

Pollini in trappola
Si orienta in direzione del vento e aspira in modo forzato una quantità costante d'aria, pollini e spore comprese. Funziona pressappoco così la 'trappola' che fin dal 1985 a Firenze sta sul tetto del Torregalli. Un monitoraggio attraverso il quale è possibile ricevere informazioni circa il tipo e la quantità dei pollini diffusi nell'atmosfera telefonando allo 0557192304/320, o consultando il bollettino dei pollini esposto ogni settimana presso l'ambulatorio di allergologia e immunologia del Nuovo Ospedale San Giovanni di Dio (Torregalli). Chi invece vuol conoscere il calendario dei pollini in altre regioni può consultare il sito internet www.isao.bo.cnr.it/aerobio/aia/poltext.html.