Pensieri e parole di chi va in giro con la Coop

Scritto da Barbara Beni |    Febbraio 2018    |    Pag. 30

Nasce a Firenze e vive nei dintorni.

Ha lavorato a lungo come responsabile dell’ufficio di programmazione e organizzazione viaggi di un importante tour operator fiorentino, Argonauta, cercando di organizzare viaggi ricchi di contenuto e partecipazione (In Mille in Sicilia, per conto dell’Unicoop Firenze) e anche convenienti (Sardegna sotto costo), valorizzando destinazioni e periodi non abitualmente frequentati.

Lavora alla realizzazione di una collana di libri monografici su singole destinazioni “AppuntiInViaggio. Ricordi, emozioni, andate e ritorni”.

Negli articoli come nei libri racconta i luoghi del cuore, con dettagli e particolari che li valorizzano, cercando quell’identità speciale ed esclusiva che l’industria del turismo spesso non riesce a evidenziare.

viaggi coop

Soci a Orgosolo (NU) fra i pastori - Foto B. Beni

Turismo

La scorsa estate ho partecipato a due viaggi, un tour in Portogallo e un soggiorno con escursioni in Sardegna, per capire quali siano gli stimoli a partire, quali le esigenze e le aspettative dei soci Coop. In entrambi ho conosciuto personalità molto diverse tra loro, e che non si suppone di incontrare in queste situazioni. Ho avuto la conferma che l’apparenza racconta solo il mondo conosciuto da chi osserva; entrare in relazione, parlare con le persone permette, invece, di scoprire un mondo nuovo, spesso ignorato o non immaginato.


Chi c’è a bordo?

Fra i partecipanti ci sono professionisti e impiegati, imprenditori e operai, nonni che si godono la sosta dal trantran di vice-genitori degli amati nipoti, pensionati liberi da rigidi impegni familiari che affermano con gioia che «è vero, quando finisce la vita lavorativa non si è più così giovani - dice Piera -, ma vuoi mettere la soddisfazione di poter fare le vacanze quando sono ancora tutti legati al lavoro o alla scuola; a luglio e agosto, quando è tutto un bollino rosso noi si sta a casa in santa pace, si lasciano rientrare e da settembre… via si riparte!». Che dire, se non brava!

In un viaggio di gruppo non si pensa di incontrare ragazzi di venti anni in viaggio con i genitori. Si pensa che siano tutti in Grecia, o a Riccione con gli amici, di giorno a dormire e di notte a vivere. Invece ci sono, e sono attivissimi, attenti alle spiegazioni della guida, intenti a scattare foto e postarle su Facebook e richiestissimi dai meno tecnologici come aiuto per il telefono che non funziona, o la foto da mandare. I motivi per cui sono qui non sono troppo diversi dagli altri: per tutti l’obiettivo del viaggio è la conoscenza di posti nuovi, cercare qualcosa di ancora non visto. Sono pochi quelli che scelgono di tornare negli stessi luoghi, i più proseguono nella scoperta.


Turisti o viaggiatori?

Quelli che vogliono dividere il mondo per categorie avrebbero la risposta pronta: chi partecipa ai viaggi organizzati è un turista. Parlo con Carla e scopro che «appena andata in pensione ho deciso di fare il viaggio della vita. Ho comprato il biglietto aereo per il giro del mondo!». Antonio, in vacanza con la moglie, racconta: «Mi sveglio una mattina con la decisione di partire, zaino in spalla, col biglietto aereo di sola andata in mano». In questo modo ha visitato mezzo mondo e di recente si è concesso anche il Cammino di Santiago.

Capisco che il “viaggiare”, anche della stessa persona, non ha un solo codice d’utilizzo. Il viaggiatore col pantalone pieno di tasche e la camicia stropicciata di lino non viaggia sempre da solo con lo zaino in spalla, a volte è con la famiglia, indossa dei semplici bermuda blu e si muove con un comodo trolley. Si fa presto a confondere le carte e mischiare le categorie, ognuno è tutto, viaggiatore e turista. «La differenza - raccontano Sandro e Monica - sta nel come si viaggia, nell’attenzione alla gente che s’incontra, nel rispetto sincero che si deve avere per tutti, qualsiasi sia la cultura, la diversità che si trova lungo la strada».


Accompagnatori e guide

Agli accompagnatori e alle accompagnatrici dei viaggi tutti riconoscono un ruolo molto importante. Sono il punto di riferimento, gli intermediari fra i servizi offerti e la soddisfazione di chi li utilizza. Per la durata del viaggio costituiscono l’autorità che indica tempi e pause, ma anche l’amico (o amica) sempre disponibile all’ascolto.

Niente male come responsabilità, ma che bella soddisfazione quando regna l’armonia sul pullman e l’atmosfera è giocosa, vuol dire che chi viaggia è sereno, si sente protetto e si gode la vacanza.

Le visite guidate sono apprezzate soprattutto quando la guida riesce in quelle due ore a far intuire un mondo “altro”, dando delle nozioni condite col sapore di quel che si sta visitando. Forse per questo motivo molti soci apprezzano tanto le visite in aziende o in laboratori artigianali, perché vedere un processo di lavoro avvicina alla realtà delle cose e dei luoghi.


Amicizia ovunque

Dai viaggi di gruppo di solito si rientra con qualche numero di telefono in più. La cosa bella è che l’euforia del momento, che vive delle emozioni vissute insieme, dei pasti condivisi, trova seguito nel tempo. C’è la telefonata poco dopo il rientro per farsi un saluto, magari una pizza, gli auguri per Natale, e poi, quando è tempo di pensare alla vacanza successiva, ecco la domanda: si torna in vacanza insieme? Succede così, garantisco, ed è curioso, perché si dice che da grandi è più difficile fare amicizia, ma in vacanza è come conoscersi bambini con gli occhi spalancati curiosi del mondo, fuori dal quotidiano, leggeri e liberi di essere se stessi.



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