Unicoop Firenze e Accademia della Crusca sulla linea di una recente sentenza della Corte Costituzionale

Scritto da Claudio Marazzini |    Maggio 2017    |    Pag. 3

Presidente Accademia della Crusca

Ambasciatori dell'Arte in azione

Ambasciatori dell'Arte in azione - Foto L. Giuntini - ISIS L. Da Vinci

Punto e a capo
Il 2017 è cominciato bene per la lingua italiana: la Corte Costituzionale, supremo organo di garanzia, ha stabilito, nella sentenza 42/2017, che “il primato della lingua italiana non solo è costituzionalmente indefettibile, bensì – lungi dall’essere una formale difesa di un retaggio del passato, inidonea a cogliere i mutamenti della modernità – diventa ancor più decisivo per la perdurante trasmissione del patrimonio storico e dell’identità della Repubblica, oltre che garanzia di salvaguardia e di valorizzazione dell’italiano come bene culturale in sé”. 
La prosa della Corte è assai elevata, come si conviene a un consesso di magistrati, ma in sostanza questo è il riconoscimento del primato dell’italiano nel territorio nazionale. Nessuno può gettare la nostra lingua alle ortiche, l’italiano è adeguato ai tempi moderni, serve a trasmettere il nostro ricco patrimonio di cultura, di arte, di tradizioni, e , infine, dulcis in fundo, la Corte ci avvisa che l’italiano è un bene culturale di per sé. La lingua italiana, dunque, è come l’arte, come le ricchezze archeologiche e paesaggistiche. 
Dovranno accettare la necessità di tutela del “bene lingua” anche coloro che non ne sentono la necessità, e vorrebbero seguire l’esempio di speculatori e palazzinari che, in anni di crescita economica tumultuosa, ebbero agio di massacrare in molte parti il paesaggio italiano. Oggi il pretesto viene dalla globalizzazione, intesa non come coesistenza delle nazioni per il bene comune, ma come il diritto al comodo profitto.
Ecco perché siamo felici che la Corte Costituzionale , occupandosi di una vertenza che ha avuto origine dal ricorso di un centinaio di professori contro il Politecnico di Milano, abbia scritto a chiare lettere quello che deve essere l’italiano per gli italiani, stabilendone il valore assoluto. La collaborazione che si è avviata da oltre un anno tra Unicoop Firenze e l’ Accademia della Crusca  si è fondata esattamente su questo medesimo valore, anche prima di leggere la sentenza 42. 
Siamo andati negli affollati centri commerciali, nelle scuole in cui la Coop ha organizzato le cene dette “stravizzi” (senza “vizio” alcuno: è una parola di origine slava che vuol dire ‘brindisi’, in un incontro conviviale festoso), siamo andati nei luoghi di Firenze in cui si è svolta la Piazza delle lingue 2016: abbiamo raccontato la storia dell’Accademia della Crusca, che è poi la storia dell’italiano nel suo percorso da lingua locale a lingua dell’intera nazione, passando attraverso poeti e scrittori, uomini politici e patrioti. Per questo l’Accademia della Crusca e Unicoop toscane sono liete delle parole della Corte, quelle che abbiamo letto in apertura. Sono belle, anche se sono scritte in maniera un po’ difficile. Vale la pena spiegarle e divulgarle.

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