Oltre la via che collegava l’Europa a Roma, in Toscana ci sono altri percorsi storici da scoprire

Scritto da Bruno Santini |    Gennaio 2016    |    Pag. 6,7

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

La Via Francigena Strade storiche

Esattamente un anno fa prendeva il via un interessante progetto che mirava a far conoscere, al maggior numero di soci possibile, la via Francigena (che è parte di un fascio di vie che conducevano i pellegrini dall’Europa centrale, in particolare dalla Francia, a Roma) che passa per la Toscana.

Un percorso piso in sei tappe da Lucca a Siena, coinvolgendo le zone in cui opera Unicoop Firenze.

Non sempre i numeri danno l’esatta entità di un successo ma certo le 1100 adesioni fatte registrare da febbraio a maggio hanno contribuito in maniera importante a far sì che il progetto venga adesso (dal 13 febbraio e per 15 sabati) nuovamente riproposto con le stesse modalità organizzative e con la stessa filosofia di fondo.

«Sì, i numeri sono importanti - afferma Marco Posarelli di Unicoop Firenze, curatore dell’iniziativa - e fra questi numeri mi piace ricordare le 50 persone che hanno scelto di affrontare, addirittura, l’intero percorso, partecipando a tutte e sei le tappe. Ma ad avvalorare l’ottima accoglienza della proposta, ci sono state le tante e puntuali parole di apprezzamento per le varie scelte operate: di luoghi e itinerari, culinarie e folcloristiche».

Una bella camminata, ma anche un’occasione per scoprire veri e propri ‘tesori’ d’arte nascosti, prodotti gastronomici e scorci naturali, resi ancor più suggestivi da performances attoriali e musicali. Davvero una sorpresa per tanti, anche per chi, quel paesaggio e quei luoghi li vive quotidianamente.

«Non posso dimenticare l’emozione che ho visto negli occhi dei soci quando alla Rocca di Staggia hanno partecipato a un’esibizione di falconeria, l’accoglienza prima un po’ prevenuta poi di sincera gratitudine verso chi ha saputo leggere con passione e trasporto alcune novelle del Boccaccio (a Certaldo) o lo stupore dei commensali davanti alla ‘torta coi becchi’ (dolce di antica tradizione lucchese a base di bietole, pane raffermo, pinoli, uvetta...) che avevano scambiato per una ‘quiche’ salata».

«E poi la scelta, a volte insolita e inusuale, - prosegue Posarelli - di visitare luoghi che solitamente non fanno parte dei consueti tour turistici, come per esempio l’Antiporto di Camollia che rappresentava un’ulteriore protezione all’ingresso settentrionale della città di Siena (dei fiorentini c’era poco da fidarsi, ne sapevano qualcosa i lucchesi che la porta a est non l’avevano nemmeno fatta!) o l’Archivio diocesano di Lucca (che conserva il documento più antico riguardante il Battistero di Firenze), ha sicuramente contribuito al gradimento dell’intero progetto».

Altre testimonianze dell’entusiasmo dei partecipanti arrivano da una delle guide coinvolte: Monica Carrara (Associazione La Giunchiglia).

«I più si presentavano ben preparati e disponibili a quelle che erano le sollecitazioni culturali proposte. Si facevano trovare pronti e puntuali alla partenza, anche se a volte provenivano da luoghi non vicini, e avevano sempre mille domande da fare».

Dello stesso tenore i ricordi di Chiara Bonechi (una delle accompagnatrici): «anche la scelta del luogo per consumare il pasto è stata vincente (come l’Arcivescovado a Lucca o presso le ‘Donne di castello’ a Colle di Val d’Elsa) così come la scelta di puntare su prodotti locali. Molto spesso dopo pranzo i visitatori mi chiedevano di potersi assentare qualche minuto per acquistare quello che avevano appena apprezzato nel loro piatto o che veniva presentato dagli stessi produttori intervenuti».

E i Comuni interessati al progetto?

«Che abbiano compreso e apprezzato l’iniziativa lo si capisce anche dal fatto che, alla premiazione organizzata a Lucca per tutti partecipanti, c’erano rappresentanti di ben nove amministrazioni comunali delle quattordici totali che avevano dato il patrocinio», sottolinea Posarelli.

A dodici mesi di distanza dunque l’esperienza si ripete, confermando tutte le tappe già sperimentate (compresa la gettonatissima incursione nel Padule di Fucecchio), e ampliata con nuove.

«Sono previste due ulteriori porzioni di viaggio - ci anticipa Posarelli -. La prima parte da Badia Pozzeveri (Altopascio), con relativa visita agli scavi archeologici di un cimitero utilizzato dal 1000 all’‘800, e raggiunge Pistoia. Nella città (una delle tappe più importanti dei pellegrini che andavano a Santiago di Compostela) che, ricordiamo, ha quale patrono proprio l’apostolo San Jacopo, conosciuto anche come San Giacomo Maggiore le cui spoglie mortali, secondo la tradizione cristiana, si trovano nella città della Galizia, sono previste visite alla Cattedrale di San Zeno, all’Archivio capitolare, alla Chiesa di Sant’Andrea e a Badia a Pacciana, dove, davanti allo splendido chiostro del ‘400, i visitatori saranno testimoni di un vero e proprio duello medievale!».

«La seconda - prosegue Posarelli - da Poggibonsi (con un bus) porta a Saline di Volterra (alla scoperta della via Salaiola). Quindi, dopo aver visitato la parte medievale della città, tutti alle terme della Francigena a Gambassi per bagno turco, doccia gelata, sauna, piscina... per chiudere poi davanti a quei fenomeni naturali rappresentati dai ‘bollori’ (caratteristiche polle di acqua solforosa)».

Quindi un vero percorso a tutto tondo, culturale e naturale.

«Qualche socio - ci confida Posarelli - alla partenza della tappa chiedeva spiegazioni del costo ritenuto un po’ eccessivo (48 euro a partecipante per i soci Coop, confermato anche per questa seconda edizione), ma quando poi nel corso dell’esperienza si rendeva conto della varietà e della qualità di opportunità che gli venivano offerte, lo sentivi chiedere informazioni per altre tappe che già metteva in conto di fare».


L’intervistato: Marco Posarelli, Unicoop Firenze, responsabile iniziativa Francigena

Le fotografie della Via Francigena sono di E. Caracciolo

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