A settembre la rievocazione storica dell’insediamento del vicario all’interno del borgo

Scritto da Riccardo Gatteschi |    Settembre 2015    |    Pag.

giornalista e scrittore. Ha iniziato nel 1968 come cronista a Nazione Sera. Ha collaborato, nel corso dei decenni, a molti quotidiani, periodici, riviste. Ha pubblicato il primo libro nel 1971: "Toscana in festa". Sono seguiti alcuni volumi scritti a quattro mani con l'amico Piero Pieroni: "Vento del Nord, vento del Sud" (1972), "Indiani maledetti Indiani" (1973), "Ad ovest della legge" (1975), "Pirati all'arrembaggio" (1977). Ha curato alcune voci delle enciclopedie "Toscana, paese per paese" (1980) e "Costumi e tradizioni popolari" (1995). In anni più recenti ha pubblicato: "Con la croce o con la spada" (1990), "Baccio da Montelupo" (1995), "Donne di Toscana" (1996), Raffaello da Montelupo" (1998), "Feste per un anno" (2000), "Diavoli, santi e bonagente" (2002), "Un uomo contro" (2003). Ha tre passioni confessabili: viaggiare, conoscere la Toscana, guidare la motocicletta. Collabora all'Informatore dell'Unicoop dal 1995.

Palazzo dei Vicari - foto G.C. Proloco Scarperia

Scarperia

Nei decenni a cavallo fra XIII e XIV secolo, Firenze visse un periodo di notevole espansione territoriale. Già conquistati vasti territori a ovest della città lungo la valle dell’Arno e in direzione del mare, le attenzioni del governo erano adesso rivolte a proteggere i territori già acquisiti e possibilmente aggiungerne di nuovi verso est e verso nord.

La fondamentale vittoria a Campaldino nel 1289 aveva aperto nuovi orizzonti all’espansionismo fiorentino verso quella parte di Toscana fino ad allora controllata dai ghibellini di Arezzo e da potenti famiglie quali i Guidi o gli Ubaldini.

Se già nel 1204 la città del giglio aveva provveduto a fondare postazioni fortificate al limite dei propri territori a ovest – come Montelupo, nato appunto in quell’anno per contrastare le mire espansionistiche di Pistoia, attestata appena al di là dell’Arno con la punta avanzata del castello di Capraia –, un secolo più tardi provvide a fondare i borghi di Castelfranco nel 1299, di San Giovanni Valdarno nel 1300, di Terranova nel 1337 e anche, al di là del valico appenninico, di Firenzuola nel 1332.

Scarperia, in origine chiamata Castel San Barnaba e fondata nel 1306, è un altro di quei borghi partoriti si può dire a tavolino dagli strateghi della repubblica fiorentina.  Perché se con la distruzione del vicino castello di Montaccianico si intendeva bloccare le ambizioni degli Ubaldini, con la costruzione di quell’importante caposaldo si mirava ad assicurare il controllo dell’asse viaria che attraversava gli Appennini al passo del Giogo.

E Scarperia, trovandosi sull’unica strada che in quel  periodo univa Firenze a Bologna, acquistò in breve grande importanza strategica come luogo di difesa del territorio e anche come punto di sosta e di transito per tutti coloro che, a svariato titolo – mercanti, guerrieri, viandanti, pellegrini laici o religiosi… - avevano desiderio o necessità di percorrere quella strada che  univa l’Italia centrale alla pianura del Po.

La rievocazione del dì otto settembre

Poco più di un secolo dopo la sua fondazione, Scarperia divenne sede di vicariato e dunque il suo edificio più prestigioso, appunto il Palazzo dei Vicari (costruito, si dice, ispirandosi ad Arnolfo di Cambio in quel periodo impegnato a Firenze nella costruzione di Palazzo Vecchio), ospitò non solo il vicario – in genere un fiorentino di nobile casata – ma anche gli uffici che avrebbero amministrato per conto di Firenze un vastissimo territorio intorno.

Per quattro secoli Scarperia vide un fiorire e prosperare di taverne, alberghi, osterie, ospedali, forse bordelli, stalle, mercati e artigiani; insomma tutte quelle attività necessarie a soddisfare le esigenze di persone in movimento. Con la costruzione, nel 1753, della nuova strada carrozzabile della Futa, il borgo visse un periodo di declino, con un’economia basata quasi unicamente sull’agricoltura e sulle attività di alcuni artigiani specializzati nella creazione dei cosiddetti “ferri taglienti”, dunque non solo coltelli ma anche forbici, con l’esclusione di qualsiasi tipo di arma.

In epoca relativamente recente – gli anni immediatamente successivi al secondo dopoguerra  –  un gruppo di appassionati di storia locale ha studiato e riesumato alcuni episodi delle vicende mugellane e ha deciso di riportare in vita il rituale dell’insediamento del vicario all’interno del borgo in una festa chiamata del Diotto perché, secondo alcuni documenti, si svolgeva nel “dì otto di settembre”.

L’aggancio con la realtà storica è dato dalla rievocazione del passaggio dei poteri, avvenuto nel settembre del 1545, fra il vicario uscente, Albertaccio di Andrea Corsini, e quello entrante, Carlo di Roberto Acciaioli. Al termine della cerimonia delle consegne, con il giuramento di fedeltà davanti all’Oratorio della Compagnia della Madonna di Piazza, ha inizio una serie di gare – il tiro della fune, il lancio dei coltelli, la corsa sui mattoni, la corsa nelle bigonce e la scalata del palo della cuccagna – che vedono impegnati i giovani del paese divisi in nove rioni. Gran finale con il canto dell’Inno alla Vittoria in onore del rione vincitore, intonato dalle voci dei presenti sulle note del gruppo dei musici fiorentini.

Dal 1995 Scarperia dà vita a un altro evento vòlto a rinverdire e celebrare le memorie del passato. Si tratta delle “Giornate rinascimentali” – quest’anno cadranno sabato 5 e domenica 6 settembre - durante le quali dalla cittadina viene cancellato qualsiasi segno di modernità per far rivivere, nel centro storico, una normale giornata di epoca cinquecentesca.

Niente più, dunque, insegne al neon, cartelli di divieto di sosta per le auto, illuminazione elettrica, e via con i cestai, i mangiatori di fuoco, dame e damigelle impegnate a cucinare antiche ricette, tessitori con l’arcolaio e un ricco mercato artigianale dove il visitatore può fare acquisti solo se è provvisto del “nuovo fiorino”, una riproduzione dell’antica moneta fiorentina coniata per l’occasione.

Info: informazioni@prolocoscarperia.it ; 0558468165