Giallo, arancio, verde: i colori della salute

Scritto da Melania Pellegrini |    Gennaio 2018    |    Pag. 15

Nata a Roma, si è laureata in Lettere moderne nel 1993. Comincia la sua attività giornalistica nel 1996 con il quotidiano on line Ultime Notizie che un anno dopo approda nelle edicole romane. Nello stesso periodo comincia a lavorare presso l’ufficio comunicazione e stampa dell’ass. di categoria Unione nazionale costruttori macchine agricole dove si occupa della rivista mensile MondoMacchina/MachineryWorld.

Nel 2001 si trasferisce a Firenze. Qui lavora come organizzatrice di congressi e eventi culturali al Convitto della Calza e comincia a scrivere per il settimanale locale Metropoli con cui collabora fino al 2011. Nel 2003 partecipa al concorso per entrare all’ipercoop di Sesto Fiorentino, passa tutte le selezioni e viene assunta come cassiera. Da questa sua esperienza lavorativa, che continua tutt’oggi, nel 2011 nasce “Diario di una cassiera”, una rubrica pubblicata sull’Informatore, la rivista mensile di Unicoop Firenze. Sempre nel 2011 scrive il volume “I nostri primi 30 anni. La sezione soci Coop di Campi Bisenzio fra impegno, solidarietà, socialità e partecipazione”. Da gennaio 2012 si occupa delle rubrica Guida alla spesa dell’Informatore.

Arance Ortofrutta

Verde, giallo e rosso: è la bandiera sul cesto della frutta invernale, carica di kiwi e arance che garantiscono un carico di salute e gusto di stagione.

Il kiwi è un frutto originario della Cina che ha trovato in Nuova Zelanda un ambiente ideale per la sua coltivazione. Da lì è stato poi esportato in tutto il mondo, Italia compresa, dove è comparso sin dalla fine degli anni '70.

In Toscana, ad esempio, l'azienda Camillo Pacini di Ridoli, vicino a San Giuliano Terme, ha cominciato a coltivare kiwi verde nel 1978, come racconta Giovanni Pacini: «Mio padre si accorse subito che la pianta si adattava bene al nostro territorio ma ancora non sapevamo come gestirla. Iniziarono così i primi studi con l'Università di Pisa e, dopo 2 anni, avevamo un ettaro di terreno piantato a kiwi. La produzione vera è propria è cominciata tra l’‘82 e l’‘83 e oggi gli ettari dedicati a questa pianta sono sette».

L'azienda si trova in una zona dal clima ideale per questa coltura, non troppo lontana dal mare da una parte, e protetta dai monti pisani dall'altra, il che permette di tenere il più a lungo possibile i frutti sulla pianta, consentendo loro di addolcirsi e arricchirsi di vitamina C e sali minerali. Stagione permettendo, come precisa Pacini: «Il kiwi richiede molta acqua e la siccità della scorsa estate ha messo a rischio la produzione. Per fortuna abbiamo falde acquifere ricche che hanno salvato il raccolto di fine novembre». Una volta colti, i kiwi devono essere messi a riposo in celle a 1°C per almeno 20 giorni, dopo i quali possono essere commercializzati per 6-7 mesi.

Negli ultimi anni accanto a quello verde è arrivato anche il kiwi gold, una varietà dalla polpa gialla, più dolce, e con buccia meno pelosa rispetto al frutto verde, ma altrettanto ricco di vitamina C, sali minerali e fibre.

A seconda della stagione questo frutto ha provenienze diverse. I kiwi Sun Gold della Zespri arrivano dall'Italia e dalla Francia nel periodo novembre-gennaio, mentre da maggio ad ottobre provengono dalla Nuova Zelanda. Il kiwi giallo in genere è pronto per essere mangiato appena acquistato ed è bene conservarlo in frigorifero, nell’apposito cassetto della frutta, lontano da prodotti come mele, pere e banane che, producendo alti livelli di etilene, ne accelererebbero la maturazione.

Per portare in tavola un trionfo di vitamina C, non manca che qualche spicchio di arancia rossa da abbinare a fettine di kiwi verdi e gialli per creare un originale spiedino multicolore.

Ideale per il colore acceso e per le sue qualità nutrizionali è l'arancia Rosaria Igp, l a cui pigmentazione rossa è dovuta alle antocianine, potenti antiossidanti che apportano numerosi benefici all'organismo. Un prodotto inimitabile perché frutto di un particolare microclima, come spiega Aurelio Pannitteri, dell’azienda Pannitteri&C: «Si tratta di arance che maturano ai piedi dell'Etna e che, grazie alla forte escursione termica, acquisiscono specifiche caratteristiche organolettiche e quel tipico colore rosso brillante che ha reso l'arancia Rosaria famosa nel mondo». 


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