A marzo farà tappa anche a Firenze

Scritto da Bruno Santini |    Marzo 2018    |    Pag. 11

Attore e giornalista. Attore teatrale (con esperienze al fianco di S. Randone, E. M. Salerno, A. Asti...), cinematografico (in film di Pieraccioni, Monicelli, Panariello, Vanzina...) e televisivo (in fiction come 'La squadra', 'Carabinieri 2", "Vivere", "Questa casa non è un albergo"...). Giornalista dal 1990, è anche speaker ed autore radiofonico. E' il conduttore del programma televisivo "InformaCoop".

Musica

Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, si appresta a calcare il palco del Nelson Mandela Forum dove proporrà, a Firenze, per ben 9 date (sabato 10, domenica 11, martedì 12, mercoledì 14, venerdì 16, sabato 17, lunedì 19, martedì 20 e giovedì 22 marzo) il suo nuovo concerto. Uno spettacolo nato a Cortona che ha ospitato la prima fase delle prove.

«Il mio desiderio è suonare nelle città fino a prendere la residenza - aveva dichiarato l’artista alla vigilia del tour -. Vorrei suonare per giorni, con uno spettacolo di pura goduria e di condivisione totale con chi vorrà venirci a sentire. Stiamo lavorando per fare una cosa che vi e ci faccia impazzire».

E Jovanotti è stato di parola: dieci, infatti, le città italiane toccate dallo show e in quasi tutte (da Milano a Roma) in cartellone ci sono repliche da record del concerto.

Il palco e l’artista… una sorta di richiamo della foresta!

«Mentre mi godevo il concerto di Ligabue, a settembre del passato anno, a Firenze, avevo una voglia micidiale di essere lì al suo posto. Questa voglia è stata tutta benzina buona a progettare il mio nuovo spettacolo».

Il piatto forte del concerto sono i brani del nuovo album Oh, vita!  Un album dalla lunga gestazione ma dalla veloce realizzazione («Siamo stati in studio solo 18 giorni», dichiara candidamente Jovanotti). Un lavoro con più anime, che si piazza a metà strada tra il cantautorato e l’hip hop.

«Questo disco cambia la mia prospettiva della musica - confessa l’artista -. È mio come lo sono stati tutti i miei dischi, ma in maniera ancora più radicale del solito, perché Rick Rubin (il produttore) è interessato solo alla verità e mi ha tolto di mezzo la smania di piacere, lasciando solo il bisogno di esprimermi, che è l’istinto più forte che ho. È la prima volta che non ‘faccio Lorenzo’, ma lo sono davvero».

La canzone che apre l’album, e che ne ha anticipato l’uscita, rappresenta la sintesi massima tra il pensiero di Jovanotti e quello di Rubin.

Come posso io/non celebrarti vita?/Oh vita/Oh vita

Un ritornello che suona come un mantra. La canzone, che al suo debutto ha immediatamente incontrato i favori del pubblico (diventando il brano più trasmesso dalle radio!), incarna la verità di questo lavoro, senza decorazioni, senza furbizie, ma pieno di cuore e di fiducia nella forza della musica.

«Oh vita! è la mia vita, la mia storia perché in qualche modo sento che si ricomincia da qui».

A trent’anni da Jovanotti for President (l’album d’esordio, quello che conteneva il tormentone Gimme Five) Lorenzo si mette a nudo, senza fronzoli, e la sua musica punta dritta all’essenza della canzone.

Jovanotti/Lorenzo ha saputo far ballare ed emozionare più di una generazione, diventando a buon diritto testimone del suo tempo. Testimone anche dei cambiamenti del nostro Paese che è riuscito a cogliere dai palchi dove si è esibito e durante i tanti chilometri macinati, in lungo e in largo per lo Stivale, durante i suoi numerosi tour.

Lungo il fiume di sabbia e di sangue da nord a sud

Di gente che soffre e che si innamora

che canta, che scappa, gode e lavora

che studia, che lotta, gode e lavora

In Italia, in Italia, in Italia

E dove sennò?

E dove sennò?

«Me lo ha sempre detto, mia moglie, che avrei dovuto scrivere un pezzo sull’Italia, e me n’è venuto uno che più che sull’Italia e sul suo caos, è su di me e sul mio caos. Io però lo considero un pezzo pieno di tenerezza e di fiducia nelle nostre capacità».

Ma la parola che forse fa da perno a tutto il nuovo lavoro dell’artista è libertà.

Parola magica, mettila in pratica

Senti che bella è, quant’è difficile

E non si ferma mai, non si riposa mai

Ha mille rughe ma è sempre giovane

Ha cicatrici qua, ferite aperte là

ma se ti tocca lei ti guarirà

«Il significato della parola libertà è mutato nel tempo. Nella storia ha preso in ciascun periodo un significato diverso. Canto quello che per me vale oggi, in questo preciso momento storico; oggi libertà è di nuovo una parola da riempire di significato».

Il ragazzino che a otto anni voleva fare il papa(«Mi piaceva l’attenzione per quell’uomo che si affacciava da una finestra») è davvero cresciuto; non vuol parlare di svolta,ma con sincerità e coraggio afferma: «Partiamo da qui, vedremo quello che succederà. Ma indietro non si torna».


Video

Jovanotti presenta il suo nuovo album da Tgcom del 30/11/17


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