Gli errori da evitare per non compromettere il riciclo con cristallo e ceramica

Scritto da Letizia Coppetti |    Marzo 2018    |    Pag. 8

Giornalista Fiorentina, laureata in lingue e letterature straniere, ha lavorato per tredici anni alla redazione di Firenze dell'Agenzia Ansa, occupandosi sia di cronaca nera che di bianca. Collabora dal 1990 con l'Informatore e dal giugno 2001 a dicembre 2002 si è occupata dei contenuti del sito di Unicoop Firenze. E' stata anche direttore del periodico Celiachia Notizie, house organ dell'Associazione Italiana Celiachia. E' stata coordinatore redazionale dell'Informatore fino al giugno 2006, la rivista dedicata ai soci.

Il viaggio dei rifiuti

«Un solo piatto di ceramica o un bicchiere di cristallo gettati erroneamente insieme al vetro fanno sì che l’intero contenuto della campana debba essere buttato via» ammoniscono gli esperti di Alia, il gestore dei rifiuti di Ato Centro (Firenze, Prato, Pistoia), che raccoglie un milione e mezzo di abitanti su 4500 chilometri quadrati di territorio. Ecco dunque che l’attenzione del cittadino che intende eseguire correttamente la raccolta differenziata dei rifiuti diventa fondamentale. Oggi il vetro è raccolto in alcune zone della Toscana insieme al multimateriale leggero (plastiche e metalli), in altre in modo totalmente separato dal resto. Dove è stato introdotto il sistema della raccolta “porta a porta” – i rifiuti vengono lasciati fuori dalle abitazioni, suddivisi per materiale (imballaggi, organico, carta, residuo), secondo un calendario settimanale – il vetro è l'unico rifiuto per il quale è stata lasciata la campana stradale. «Entro un anno e mezzo - afferma Alessandro Signorini dell’ufficio stampa di Alia - il vetro sarà raccolto in tutta la Toscana in campane dedicate solo a questo materiale».

La raccolta differenziata in Toscana è arrivata a una percentuale media del 60%, con punte di eccellenza del 70-85% in zone come Empolese e Chianti e situazioni più complesse come il centro di Firenze con il 57%: l'obiettivo per il 2018-19 è una media del 70%. «Ma al di là della raccolta, il vero obiettivo oggi deve essere l’aumento dell’utilizzo delle cosiddette materie prime seconde, mps, cioè il riutilizzo di quanto deriva dalla raccolta differenziata». Da qui l’importanza di conferire il giusto materiale, evitando di “sporcare” una campana di vetro con ceramica, porcellana, terracotta o cristallo. Perché? Il cristallo, un materiale piuttosto comune in Toscana vista la presenza di importanti manifatture di oggetti e bicchieri in questo materiale, peraltro bellissimo, contiene piombo, che può contaminare il processo di riciclo del vetro da imballaggio: per questo motivo è importante mantenere separati i contenitori e gli oggetti in cristallo dalla raccolta differenziata del vetro. Occhio poi alla ceramica, nemico giurato del vetro. « Ci sono materiali che sembrano vetro, ma vetro non sono - afferma Coreve (Consorzio recupero vetro) -, e il caso più insidioso è forse quello dei materiali inerti che fondono a temperature più alte del vetro, come la vetroceramica (stoviglie e pirofile da forno), la cui trasparenza trae in inganno anche l’occhio più esperto. È però importante ricordarsi di tenere la vetroceramica (tipo il “pirex”), così come piatti e tazzine in ceramica o porcellana, “alla larga” dal vetro perché è sufficiente un solo frammento di questi materiali mescolato al rottame di vetro pronto al forno per vanificare il processo di riciclo, dando origine a contenitori destinati irrimediabilmente ad infrangersi!». Non è necessario risciacquare gli imballaggi in vetro prima di differenziarli, ma è molto importante svuotarli da eventuali residui. Non è necessario sprecare acqua perché, «p rima di rinascere come contenitore nuovo di zecca - sottolinea Coreve -, il vetro viene in ogni caso trattato e reso idoneo al riciclo nei forni fusori delle vetrerie. Inoltre, non c’è bisogno di eliminare etichette o altri accessori che non vengono via: t ogliete solo quello che è facilmente asportabile, come tappi o collarini».

Cosa succede quando un sacco di materiale vario, compreso il vetro, arriva negli impianti di selezione? Dopo che il materiale leggero come la plastica è stato aspirato e il metallo separato dal resto per mezzo di elettrocalamite, il vetro subisce un ultimo controllo manuale, quindi viene trasportato a Empoli, dove l’azienda Vetro Revet sottopone i rottami ad un’ultima pulizia prima di inviarli in vetreria per la produzione di nuovi imballaggi in vetro, che possono a loro volta essere riciclati infinite volte. Il materiale ottenuto dal recupero degli scarti prodotti nella fase di trattamento viene chiamato “sabbia di vetro” ed è riutilizzato dall’industria della ceramica, dell’edilizia e dei laterizi. Lo scarto finale di tutta la raccolta del vetro viene quindi ridotto al 9,5%.


Da non fare

Altri materiali da tenere separati dal vetro: lampadine, lampade a neon e specchi contengono sostanze pericolose per l’ambiente, assolutamente non compatibili con il riciclo del vetro.


L’intervistato

Alessandro Signorini

Servizio relazioni esterne e comunicazione di Alia


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