Villa Guinigi a Lucca custodisce importanti opere realizzate da grandi artisti appositamente per la città

Scritto da Andrea Schillaci |    Aprile 2016    |    Pag. 10,11

Giornalista professionista, laureato in Scienze Politiche, è stato redattore de La Città e della Gazzetta di Siena, ha lavorato per l’Ansa, la Voce, il Classico, Toscana Qui. Negli ultimi quindici anni, ha collaborato con varie riviste dell’Editoriale Olimpia ed è stato vice caposervizio di Mondo Sommerso.

Museo Villa Guinigi - Foto Archivio fotografico dei Musei nazionali di Lucca

Musei da scoprire

Eretta fra il 1413 e il 1430, Villa Guinigi è il museo della città e del suo territorio: espone una delle più ricche e interessanti raccolte di opere d’arte prodotte per Lucca da artisti lucchesi o stranieri operanti in città per la committenza ecclesiastica e laica.

Il nucleo principale delle collezioni risale ai passaggi allo Stato dei beni ecclesiastici precedenti e successivi all’Unità d’Italia, poi si sono aggiunti reperti provenienti dagli scavi in città, nuove acquisizioni, doni e depositi di vari enti.

Nelle sale della Villa, si ripercorre la storia della città: si inizia dall’VIII secolo a.C. con la collezione archeologica, che raccoglie manufatti etruschi, liguri e romani, per arrivare al Settecento con opere in prevalenza a soggetto sacro.

All’interno del museo sono presenti un laboratorio di restauro e il deposito archeologico dove si concentra molto materiale, in prevalenza ceramica tardo-medievale e post-medievale, emerso dalle campagne di scavo condotte in città e negli immediati dintorni.

I pittori a Lucca al tempo di Paolo Guinigi

Pompeo Batoni, Martirio di San Bartolomeo - Foto Archivio fotografico dei Musei nazionali di Lucca

La Signoria di Paolo Guinigi (1400-1430) fu caratterizzata da un grande fervore artistico e culturale grazie alla volontà di creare a Lucca una corte ricca e fiorente, secondo i modelli apprezzati oltralpe, durante i suoi soggiorni all’estero, da Londra alle Fiandre.

Il suo impegno nella mediazione politica in campo internazionale, nell’incoraggiamento del commercio, delle attività finanziarie e della produzione artistica, potenziò il ruolo che Lucca già aveva quale straordinario e raffinato coacervo culturale, dove molti artisti trovarono un fertile campo d’azione per intraprendere il personale percorso stilistico.

Spinello Aretino, Giuliano di Simone, Angelo Puccinelli, Gherardo Starnina, Priamo della Quercia, Borghese di Pietro Borghese, le cui opere sono custodite nelle sale di Villa Guinigi, furono la sintesi di quel fertile dibattito culturale.

Il trittico ricomposto

Battista di Gerio, I santi Quirico e Giulitta e Sisto Papa - Foto Archivio fotografico dei Musei nazionali di Lucca

Fra i vari autori del tempo c’era anche Battista di Gerio, un artista pisano di nascita, documentato fra Pisa e la Lucchesia dal 1414 al 1418; gli fu dedicata una mostra nel 2012 organizzata dai Musei nazionali di Lucca in collaborazione con il Musée du Petit Palais di Avignone e il Cicrp (Centro interregionale per la conservazione e il restauro del patrimonio) di Marsiglia.

La mostra celebrava la ricomposizione del Trittico eseguito dall’artista per la Chiesa di San Quirico all’Olivo in Lucca, le cui parti si trovano oggi conservate in vari musei del mondo, dopo lo smembramento del polittico stesso nel XIX secolo.

Il trittico fu realizzato nel 1417 da Battista di Gerio per la Chiesa di San Quirico all’Olivo, oggi di proprietà privata e chiusa al culto, le cui parti furono disperse fra Lucca, Avignone e Philadelphia. Si tratta della Madonna in trono con Bambino, nella collezione Johnson del Philadelphia Museum of Art, che costituiva la parte centrale dell’opera, dei Santi Giuliano, Luca e un donatore, acquistato nel 1980 dal Musée du Petit Palais di Avignon, che occupava il lato sinistro del trittico, della tavola raffigurante i Santi Quirico, Giulitta e Sisto papa, acquistata nel 1999 dal Ministero per i beni e le attività culturali e destinato al Museo nazionale di Villa Guinigi di Lucca, che impegnava l’ala destra.

I capitelli corinzi

Nelle sale dedicate all’alto Medioevo del Museo nazionale di Villa Guinigi, sono esposti due dei quattro capitelli corinzi, datati al III secolo d.C., rinvenuti durante le ricerche archeologiche effettuate negli anni ’70 nell’importante sito della Chiesa dei Santi Giovanni e Reparata di Lucca.

Sale dal Rinascimento alla Controriforma - Foto Archivio fotografico dei Musei nazionali di Lucca

L’esposizione dei reperti restaurati, inaugurata con la mostra “Fragmenta marmorum” nel 2011, ha valorizzato i “frammenti” di storia lucchese conservati nei depositi del Museo di Villa Guinigi. In origine i capitelli dovevano far parte di un edificio di età romana la cui funzione è tutt’ora incerta (una domus – casa – o un impianto termale) mentre, durante l’alto medioevo, furono probabilmente reimpiegati nella struttura del ciborio della Chiesa. Infine, nella fase di cantiere per l’edificazione della chiesa romanica, furono ridotti in frammenti per essere utilizzati come riempimento della muratura a sacco, tecnica molto diffusa nel passato.

via della Quarquonia, Lucca, tel. 0583496033, www.luccamuseinazionali.it

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