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1° maggio

Il lavoro in primo piano

Scritto da Antonio Comerci il 26/04/2012

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista. Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico. Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi. Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze. Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

La cooperativa e i dipendenti: un rapporto dialettico e costruttivo

«Si vede che il lavoro non c'è. Qui in Val d'Elsa molte manifatture lavorano a singhiozzo, e altre hanno chiuso. Si vede dai carrelli della spesa più vuoti. La gente c'è, ma con le vendite si raggiunge a malapena il preventivo». Così ci diceva giorni fa il direttore del supermercato di Poggibonsi, ma questi stessi giudizi si potrebbero ripetere per tante altre zone della Toscana. La disoccupazione ha toccato livelli da record in Italia (9,3% secondo l'Istat) e la nostra regione non fa eccezione: 5,7% secondo l'Irpet.
«Ma voi siete al sicuro - ci si sente dire -, la gente ha sempre bisogno di mangiare». Sì, ma anche i consumi alimentari sono dati in calo, di poco (1% in meno), ma la coperta è corta per tutti. «Grosso modo, se si perde un punto percentuale di quota di mercato, si perdono in cooperativa 175 posti di lavoro a tempo pieno», afferma Alberto Niccolai dell'Ufficio studi della cooperativa. Quindi l'occhio sulle vendite va sempre tenuto: c'è una grossa differenza d'incasso fra un chilo di carne di pollo o di bollito, o un pezzo di roast beef. Si mangia uguale, forse meglio nel primo caso, ma l'incasso dimezza e l'incidenza dei costi sale. Insomma la sicurezza del posto di lavoro non è data per scontata nemmeno nelle cooperative.

Occupazione di qualità
«In un anno definito "orribile" come il 2011, siamo riusciti come Unicoop Firenze ad aumentare le vendite a quantità e a valore, e alla fine abbiamo aumentato, anche se di poco, i posti di lavoro, grazie anche a forti investimenti che a loro volta hanno generato ricchezza e dato lavoro alle imprese del nostro territorio», puntualizza Golfredo Biancalani, presidente del Consiglio di gestione dell'Unicoop Firenze. «Per raggiungere anche nel 2012 gli obiettivi che la cooperativa si è data - continua Biancalani - occorre l'impegno di tutti per ridurre gli sprechi, minimizzare i costi e offrire al consumatore servizi migliori e prezzi convenienti. La parola d'ordine per valorizzare al massimo le risorse umane nella cooperativa è: partecipazione! I dirigenti, i capi a tutti i livelli devono assumere l'impegno all'informazione e al dialogo continuo con i loro collaboratori, affinché ci sia sempre da parte di tutti la consapevolezza di ciò che si fa e perchè».


«Dal nostro punto di vista, il risultato più importante non è solo quello quantitativo (maggiore occupazione), ma anche qualitativo - puntualizza Francesca Fanni, della Direzione Risorse Umane -. Il nostro impegno è anche quello di offrire occupazione "di qualità", di cui ha beneficiato in buona parte anche l'occupazione giovanile. Infatti, anche i contratti di apprendistato hanno lo stesso trattamento normativo e salariale di quelli a tempo indeterminato. Cosa che in genere non succede nel settore privato.
L'età media da noi si attesta intorno ai 40 anni, la percentuale di lavoratrici è al 63%, il turn over è stabile sotto il 2,5%
». Sui dati interviene Viviana Bucaletti, sempre della Direzione Risorse Umane: «Sono stati 133 i contratti a tempo indeterminato firmati in più nel 2011 rispetto al 2010. Inoltre abbiamo ridotto in modo significativo (-10%) il ricorso a contratti a tempo determinato rispetto all'anno precedente. Purtroppo i contratti a tempo determinato sono una necessità nel settore commerciale, perché servono a far fronte a maggiori vendite stagionali, o a sostituire i lavoratori assenti, con diritto alla conservazione del posto di lavoro». «Ma siamo riusciti - precisa Francesca Fanni - a mantenerli molto al di sotto delle percentuali contrattate con la rappresentanza sindacale e rispetto a ciò che si verifica nelle altre catene di distribuzione privata».

Confronto responsabile
Visto quello che succede in giro anche verso le relazioni sindacali, la cooperazione segna passi differenti. Un esempio per tutti: lo scorso 22 dicembre è stato siglato, da parte delle Associazioni delle cooperative che operano nel consumo (Ancc-Coop, Federconsumo-Confcooperative, Agci Settore Consumo) e di tutte e tre le organizzazioni sindacali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl, Uiltucs-Uil), l'accordo per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro per i lavoratori dipendenti da aziende di distribuzione cooperativa, che avrà validità fino a dicembre 2013. Questo anche grazie all'impegno profuso dalla nostra cooperativa. Mentre nel settore del commercio privato, la spaccatura fra le tre sigle sindacali ha portato all'esclusione della Cgil dalla sottoscrizione del contratto.

In generale la nostra distinzione dai comportamenti delle imprese private è il frutto dei valori di cui è portatrice la cooperativa: centralità di un confronto responsabile fra le parti; rispetto dei reciproci ruoli; attenzione all'unità delle posizioni; promozione della partecipazione responsabile dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali agli andamenti della cooperativa. E tutto questo bilanciando i vantaggi riportati dai lavoratori, con la necessità di mantenersi competitivi nei confronti delle altre catene distributive. Con questo siamo riusciti a favorire fino a ora una crescita sana della nostra cooperativa sul territorio, a diretto vantaggio dei soci e clienti, ma anche di chi vi lavora.

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