Opere d’arte contemporanea come giochi per bambini per stimolare il senso del bello

Scritto da Càrola Ciotti |    Settembre 2015    |    Pag.

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Foto di F. Magonio

Pistoia

Il Giardino Volante di Pistoia, inaugurato con grandissima partecipazione di pubblico lo scorso maggio, rappresenta un esempio del tutto innovativo nel panorama dei giardini dedicati ai bambini. Un progetto di notevole valore culturale e artistico, realizzato grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia, da sempre dedita a promuovere l’arte, e del Comune di Pistoia, particolarmente attento alle tematiche dell’infanzia.

L’originalità del Giardino Volante, infatti, risiede proprio nell’offrire al pubblico una sorta di percorso di arte contemporanea, poiché i giochi collocati nel parco sono in realtà opere realizzate appositamente da tre diversi artisti. L’intento degli ideatori è di stimolare nei più piccoli il gusto del bello, la passione per il mondo naturale, il piacere della scoperta, attraverso l’uso del corpo, del gioco e della fantasia.

Per saperne di più, incontriamo l’architetto Lapo Ruffi che, su incarico della fondazione e affiancato dalla collega Angiola Mainolfi, ha realizzato il progetto del parco.

«L’area su cui sorge il giardino – spiega Ruffi – si trovava nella posizione ideale per dar vita alla nostra idea, poiché qui esisteva già un asilo, che adesso usufruisce a pieno di questo spazio rinnovato, e per la sua stessa ubicazione all’interno del tessuto urbano».

Foto di F. Magonio

Siamo nella zona settentrionale di Pistoia, fra via degli Armeni, dove si trova l’ingresso principale, e via Trinci, sulla quale si aprono le due belle porte di acciaio che consentono l’accesso anche a chi proviene da quella direzione, collegando così due diversi punti della città.

«La nascita del giardino – prosegue l’architetto – s’inserisce in un disegno più ampio di riqualificazione urbana di tutta l’area interessata, cioè quella del vecchio ospedale; inoltre, questo spazio presentava le caratteristiche ideali, data la presenza di grandi alberi che creano piacevoli e utili zone ombrose». Secolari magnolie, platani, lecci, tigli, infatti, fanno da sfondo a tutto il percorso del giardino, che si presenta con una pulizia di spazi e colori essi stessi forma di espressione artistica. «Ho voluto utilizzare materiali semplici e naturali, con toni neutri – sottolinea Ruffi – che ben dialogassero con le architetture preesistenti e che non interferissero con i colori delle sculture-gioco».

All’ingresso di via degli Armeni accoglie il pubblico una sorta di pedana di legno di pino, che delimita le costruzioni dell’asilo e di Villa Capecchi (antico edificio che ospita oggi un centro di servizi all’infanzia), cui si affianca il camminamento curvilineo in cemento, con un’elegante finitura al quarzo, che abbraccia le vecchie architetture e che corre anche lungo tutto il perimetro del giardino. Inoltre, sono presenti piccoli camminamenti interni realizzati con blocchetti di granito; in mezzo, ampie zone di prato dove sono stati collocati i giochi.

L’intervistato: Lapo Ruffi, architetto.

«Il progetto del giardino – racconta Lapo – è stato curato per conto della Fondazione da Stefania Gori, la quale ha selezionato un gruppo di artisti che avessero in comune la curiosità per la vita, il senso dell’ironia e un approccio all’arte che si conciliasse con il mondo dei bambini e del gioco».

Le installazioni-gioco del giardino sono frutto del lavoro di Gianni Ruffi, Atelier Mendini e Luigi Mainolfi, artisti che provengono da esperienze diverse ma che hanno saputo concepire, in armonia, opere che raccontano qualcosa d’inedito e spingono i bambini a vivere esperienze diverse, non riconducibili al gioco orientato dal mercato e dal consumo.

Il grande dondolo blu – opera di Gianni Ruffi – con il profilo di alcuni monumenti di Pistoia, invita i bimbi a riposarsi all’ombra della scultura interattiva: grazie a una fotocellula, che entra in azione non appena i piccoli si siedono, si può ascoltare il racconto, scritto da Lorenzo Cipriani, che narra della città e delle sue origini. Sempre di Gianni Ruffi sono i rossi tappeti volanti, realizzati in metallo e sostenuti da una grande molla; vi si sale per immaginare un volo verso tutto ciò che la fantasia suggerisce. Le lettere della parola “arte”, ognuna divenuta un’altalena, concludono la serie dei giochi, opera di quest’autore.

La collina scivolo

Di segno diverso il lavoro di Luigi Mainolfi, che si è ispirato a forme geometriche elementari; una grande semisfera diviene una collina-scivolo interamente ricoperta di erba: si sale in cima, tramite una scaletta scavata su un fianco, e si ridiscende usando l’antico e mai tramontato scivolo. Ancora di Mainolfi, i due ziggurat collocati ai lati opposti del giardino; il primo, è formato da gradoni che salgono verso l’alto, rappresentando il principio maschile; il secondo, invece, scavato nel terreno e riempito di sabbia in cui giocare, è legato all’idea del femminile.

Atelier Mendini ha creato per Pistoia un lavoro legato al colore e alla leggerezza, realizzando una sorta di pagoda circolare che ha funzione decorativa, ma permette anche di giocare, arrampicandosi, grazie alla grande rete multicolore che si trova all’interno.

Foto di F. Magonio

Nel giardino si notano anche le deliziose casette di legno, ideate dall’architetto Ruffi: sette, ognuna con un colore diverso all’interno. I bambini entrando possono sedersi su una piccola panca e immaginare tutto ciò che vogliono; affacciandosi alle finestrine della struttura, incontrano scorci del parco perfettamente inquadrati, in modo da educare anche lo sguardo a una visione attenta.

Visitando il Giardino Volante si può scoprire tutto questo e altro ancora, non ultime le tante piante presenti: grazie al progettista, che certo non ha lasciato, in questo suo splendido lavoro, niente al caso.

Info (anche su attività previste all’interno del giardino): www.ilgiardinovolante.it; 0573371818/19