Per l’attività in favore della città e per la Fondazione Il Cuore si scioglie

Scritto da Cecilia Morandi |    Luglio-Agosto 2018    |    Pag. 11

Da bambina voleva fare la giornalista, dopo la laurea in lettere a indirizzo storico, il sogno si avvera.

Giornalista professionista, spazia dalla televisione alla carta stampata, dalla produzione di documentari alla cura editoriale.

Collabora con emittenti locali (Rtv38) e nazionali (Tmc2-Videomusic, Raiuno, La7), occupandosi per programmi televisivi di argomenti vari, dall'attualità alla moda, dai viaggi all'alimentazione.

Docente a contratto dell'Università di Firenze, dall'anno accademico 2012-13 insegna agli studenti del Laboratorio di televisione e media digitali del corso di laurea magistrale in Teorie della comunicazione.

Dario Nardella e Daniela Mori all'Assemblea soci Unicoop Firenze, 9 Giugno 2018 - Foto A. Fantauzzo

Firenze

È una riproduzione in oro del Fiorino originale. Su una faccia c'è il giglio, sull'altra San Giovanni Battista, ma più che il valore economico conta quello simbolico, perché ne vengono insignite solo quelle personalità o istituzioni che contribuiscono a dar lustro alla città di Firenze. Per il 2018 fra gli altri è stata premiata Unicoop Firenze e ha ritirato il fiorino Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza. «Con il Fiorino d’oro, che è la più alta onorificenza del Comune di Firenze - spiega il sindaco di Firenze, Dario Nardella -, vogliamo premiare l’eccellenza economica senza uguali della cooperazione in Italia portata avanti in tutti questi anni da Unicoop Firenze. Ricordo inoltre l’estrema rilevanza che Unicoop Firenze ha da sempre riservato alle questioni sociali e in particolare ai tantissimi progetti di solidarietà messi in atto. Penso per esempio al Cuore si scioglie, divenuta Fondazione nel 2010, grazie alla quale sono stati possibili, tra l’altro, centinaia di interventi di cooperazione in Italia e all’estero e 6000 adozioni a distanza. Sono onorato quindi dall’idea di consegnare questo Fiorino a Daniela Mori, presidente del Consiglio di sorveglianza Unicoop dal 2014 e che guida la cooperativa con attenzione e lungimiranza».

Quanto ha pesato la questione femminile? In Toscana non sono molte le donne al vertice di imprese così grandi…

«Il gap sta venendo colmato ma è ancora presente. Eppure la storia di Firenze è anche una storia fatta da tante donne, a partire dall’Elettrice Palatina, ovvero Anna Maria Luisa de' Medici, grazie alla quale è stato possibile mantenere intatto e integro l’intero patrimonio culturale e artistico della città di Firenze. Per i Fiorini però siamo “avanti”, e anche quest’anno premiamo tante donne».

Quanto è importante per una città come Firenze la presenza di una cooperativa di consumo come Unicoop Firenze?

«Moltissimo. E non penso solo alla questione dei prezzi e alla qualità dei prodotti nei punti vendita, ma anche a tante attività e campagne che Unicoop porta da sempre avanti: il sostegno al territorio e all’agricoltura locale, la collaborazione con i fornitori del territorio toscano, l’attenzione all’occupazione che infatti è cresciuta, ma anche alla salute, alle tante iniziative di prevenzione, all’impegno per la trasparenza della filiera e per la sicurezza alimentare. Non dimentico l’attenzione alla tutela dell’ambiente, con la volontà di riduzione degli imballaggi, i detersivi e altri prodotti alla spina, e alla salute degli animali: penso alla recente campagna contro l’utilizzo di antibiotici negli allevamenti».

Da sempre Unicoop Firenze porta avanti interventi in favore della città, non semplici sponsorizzazioni, ma iniziative che favoriscono il coinvolgimento attivo della popolazione.

«I supermercati si confermano sempre più come veri e propri centri pubblici dove i cittadini vanno certamente a fare la spesa ma anche per occasioni diverse dai meri consumi. Ricordo la straordinaria risposta della città all’iniziativa “Abbraccia il Battistero”, un’operazione di crowdfunding dal basso mai sperimentata che ha consentito di raggiungere la cifra necessaria al restauro del prezioso monumento. Segno, questo, dell’affetto dei fiorentini verso il loro Battistero ma anche del fatto che andare a cercarli nei luoghi giusti può davvero fare la differenza e stimolarli in una gara di beneficenza che magari, se non fatta anche al supermercato, li avrebbe lasciati indifferenti o non sarebbe proprio stata conosciuta. In quest’ottica, ogni iniziativa extra che viene messa in campo dentro e nelle vicinanze dei centri Coop aumenta socialità e consapevolezza: penso agli orti sociali di Orsù, ma anche alle iniziative legate all’“Estate fiorentina”. Sono iniziative che accrescono le occasioni di socialità e di coinvolgimento intelligente dei cittadini».

 

Fra i premiati con il Fiorino d’oro nell’edizione 2018 la scrittrice Dacia Maraini, fiorentina, anzi fiesolana, di nascita ma conosciuta in tutto il mondo per i suoi libri, Caterina Bellandi del taxi Milano 25 che da anni regala sorrisi ai bambini che accompagna all’ospedale Meyer, alla Fondazione Ant e all’Associazione toscana tumori che si occupano dell’assistenza domiciliare ai malati e di prevenzione oncologica. E ancora l’ex giocatore di pallanuoto Gianni De Magistris, la Compagnia dei Babbi Natale, Roberto Casamonti, la casa di moda Gucci, il Festival delle religioni. Premio alla memoria al politologo Giovanni Sartori. Negli ultimi anni il Fiorino è stato assegnato a personaggi del calibro di Nelson Mandela , Franco Zeffirelli, il cardinale Giuseppe Betori e a istituzioni come la Fondazione Meyer.

 

L’intervistato

Dario Nardella, sindaco di Firenze

 

Il Fiorino fu coniato per la prima volta nel 1252 a Firenze. Nel XIII secolo e fino al Rinascimento, grazie alla crescente potenza bancaria di Firenze, divenne la moneta di scambio preferita in Europa, una sorta di euro dell'epoca.