Scritto da Antonio Comerci |    Marzo 2017    |    Pag. 32, 33

Da molti anni nell'Unicoop Firenze, si è occupato di varie tematiche, soprattutto dal punto di vista consumerista.

Autore di alcune pubblicazioni: Guida alla spesa - per spendere meglio e sapere cosa si compra Ecologia domestica - suggerimenti per rispettare l'ambiente Vivere la sicurezza - i pericoli dell'ambiente domestico.

Nel 1982 ha organizzato le Giornate dei giovani consumatori, a Firenze, che hanno visto la partecipazione di oltre 12 mila studenti e sono state la prima esperienza in grande stile della Coop nel mondo della scuola e dell'educazione ai consumi.

Dirige dal 1981 l'Informatore, mensile che viene inviato ai soci dell'Unicoop Firenze, con una tiratura di oltre 600 mila copie. Dal '92 è responsabile della comunicazione istituzionale dell'Unicoop Firenze.

Nel 2007 ha pubblicato per "I tipi" della Mauro Pagliai Editore, il libro "sComunicati. ­ Viaggio fra i mezzi e i messaggi della società che comunica", con la prefazione del prof. Carlo Sorrentino, docente dell'Università di Firenze (scheda del libro).

LE LETTERE DEI SOCI

Rosso pallido

Ho acquistato delle arance dichiarate “rosse” con il bollino Rosaria. Con un certo disappunto, però, al momento del consumo mi sono ritrovata arance praticamente gialle, che di rosso avevano solo la retina di confezionamento. In allegato la foto di una delle arance. 
Sono comunque arance buone, ma che delusione! Se avessi voluto arance gialle, non avrei acquistato quelle.

S. S. - Firenze


Sono almeno tre le varietà principali di arance rosse, ossia tarocco, sanguinello e moro, e fanno parte anche del consorzio Igp di tutela dell’Arancia rossa di Sicilia. Il tarocco ha la polpa priva di semi, giallo arancio, con pigmentazioni rossastre più o meno intense a seconda del momento di raccolta, mediamente succosa e di sapore eccellente. La caratteristica pigmentazione rossa, come si vede dalle foto che ci ha inviato la socia, è quella tipica del tarocco; poi in base alla varietà di tarocco e alle condizioni del tempo, può essere più o meno intensa: la maggiore escursione termica stimola la pigmentazione rossa del frutto. L’anno scorso abbiamo avuto un inverno particolarmente mite e le striature rosse del tarocco erano scarse; quest’anno invece abbiamo un livello un po’ più alto. Nella foto allegata a mo’ di esempio, si può vedere sotto un’arancia Washington navel bionda, e sopra un’arancia rossa tarocco: messe a confronto è evidente la differenza di polpa fra le due varietà. (Sandro Massei, settore ortofrutta Unicoop Firenze)


Vitelli liberi

Faccio sempre la mia spesa nei vostri punti vendita, privilegiando fra l’altro gli alimenti a marchio Coop, perché mi fido dei vostri prodotti. Vorrei però chiedere perché non vendete carne proveniente da allevamenti all’aperto. Ho notato che ci sono degli affettati confezionati che riportano in etichetta tale caratteristica, ma non la carne. Inoltre questi affettati hanno dei costi improponibili, cosa veramente inconcepibile, considerando che il nostro futuro dovrebbe essere proiettato proprio verso allevamenti etici e rispettosi degli animali, senza utilizzo di antibiotici e con fecondazione naturale, almeno fin quando li lasciamo in vita, e i prezzi così alti non invogliano certo la gente a farne uso. Oltretutto, penso che una società come la Coop, se pubblicizzasse carni da allevamenti all’aperto, non solo aiuterebbe moltissimo i piccoli allevatori che ancora credono che gli animali non siano solo carne da macello, ma darebbe un enorme contributo alla sensibilizzazione delle persone su questo argomento. Anche quelle alle quali magari non interessa molto degli animali, ma forse della propria salute sì.

L. M. - Firenze


Il benessere degli animali ci sta a cuore e cerchiamo di garantire buone pratiche di allevamento e adeguate condizioni di stabulazione, igiene, alimentazione e salute. Ai fornitori chiediamo che gli animali siano allevati nel rispetto dei tempi di crescita, in spazi vivibili e che siano nutriti con mangimi senza grassi animali e senza Ogm. All’inizio l’attenzione era diretta agli aspetti nutrizionali e mirava a verificare l’esclusione di anabolizzanti; in seguito sono state escluse le proteine animali e vengono effettuate continue analisi per verificare l’assenza di residui di antibiotici. I capitolati sono stati via via aggiornati seguendo le novità scientifiche e tecnologiche, adeguando standard e verifiche. ( Simone Trucioni, settore carni Unicoop Firenze)


Maneggiate senza cura

Ieri sera, recatomi con mia moglie alla Coop per acquistare dell’uva, giunti al banco abbiamo notato che quella non poca rimasta era poco attraente, dato il continuo maneggiamento. Certo avendo maneggiato, forse sotto due grappoli accettabili li avremmo trovate, ma ho detto a mia moglie di lasciar perdere. Lì vicino c’era un contenitore, credo di clementini; un signore, senza guanti, li maneggiava brontolando e li rigettava con disprezzo. Vistosi osservato non certo amichevolmente, si è allontanato velocemente. Occorrerebbe un maggior controllo, ma vista la poca educazione civica di noi consumatori e ancora peggio di soci consumatori, la merce molto sensibile al “maneggiamento” (passatemi il termine) secondo me andrebbe venduta già confezionata. Non secondario il fatto del minor incasso in conseguenza di questi comportamenti.

E. I. - Pescia


E bravo il socio! Uno sguardo a volte può servire più di mille cartelli. Certo è importante una maggiore attenzione e un controllo più preciso dei nostri colleghi, ma creare un clima ostile alla maleducazione è senz’altro utile a far rispettare le regole.


Cinque euro a teatro

Ho avuto il piacere di leggere sull’“Informatore” di gennaio dell’iniziativa denominata “Under 30 - Cinque euro a spettacolo”. Si fa riferimento ad un sito under30.it e ad una pagina facebook mediante i quali è possibile da un lato vedere l’offerta a nostra disposizione e dall’altro poter prenotare un biglietto. Purtroppo non riesco né a prendere visione del sito né a trovare la pagina fb in questione. Mi potete aiutare indicandomi qual è la giusta procedura da seguire sia per prendere visione telematica degli eventi teatrali in questione sia per la relativa prenotazione? Grazie e complimenti per l’iniziativa

L. Z. - Pontedera (Pi)


Il sito e la pagina Facebook sono stati attivati dal 20 gennaio, ci siamo dimenticati di specificarlo nell’articolo. Ci siamo scusati per il disagio con tutti i soci che sono andati prontamente sul sito: c’è attenzione su questa iniziativa e ci auguriamo che serva a portare molti giovani ad apprezzare il teatro.


Preavviso sugli spiccioli

Sull’“Informatore” ho letto l’articolo sul prelievo con preavviso dei soci che hanno un conto di Prestito sociale presso le vostre strutture. Ho appreso che tale preavviso si deve rispettare anche per somme minime. Siccome ci sembra qualcosa d’insensato, vorremmo conoscere le motivazioni. Mi spiego meglio: capirei se si trattasse di somme di una certa importanza, ma che per prelevare 50 euro occorrano due giorni di preavviso, ci sembra una vera assurdità senza senso. O se avessi bisogno di una spesa improvvisa presso di voi e non avessi il contante? Dovrei tirare la cinghia per due giorni?

G. M. - Cascina (Pi)


È una regola della Banca d’Italia, per non far considerare il Prestito sociale come un qualsiasi conto corrente bancario. Noi siamo obbligati ad applicare questa norma e ci rendiamo conto del disagio che avranno alcuni soci. Se un socio ha bisogno di 50 euro per pagare la spesa, non può più contare sul Prestito sociale. Il Prestito sociale è un investimento che il socio fa, un finanziamento alla cooperativa per “il raggiungimento degli scopi sociali”. Non abbiamo i vantaggi di un conto corrente, ma nemmeno i costi, e riconosciamo al socio un tasso d’interesse superiore ad analoghi investimenti.


Peggio della morte

Sono una vostra socia e sono rimasta allibita nel leggere la risposta sull’“Informatore” di gennaio riguardo alla vendita della trapunta imbottita di piume d’oca. Come si può definire cruelty free un’operazione che viene eseguita dopo la massima crudeltà inflitta all’animale che è la morte? Dovremmo imparare a non usare oggetti e indumenti derivati da animali ed evitare di mangiare i loro cadaveri, ma questa è un’altra difficile e delicata questione. Sono sicura che questa lettera non verrà pubblicata, ma desideravo esprimere il mio parere e, comunque, l’apprezzamento per gli sforzi della Coop tesi a proporre prodotti di qualità.

R. V. - Firenze


Per noi tutte le opinioni sono importanti e vanno rispettate. Anche quelle che non condividiamo.


Sacchetti imperfetti

Stasera facendo la spesa, ho avuto bisogno dei sacchetti messi a disposizione monouso con guanti. Ho messo nel sacchetto quattro arance di media grandezza, il risultato è stato che il sacchetto si è sgranato e le arance stavano rotolando da tutte le parti. Ho pensato che fosse difettoso... ho riprovato con una sola arancia e il risultato è stato lo stesso, come con le pere e i mandarini. Quindi non è stato un problema momentaneo, ma è proprio un problema di sacchetti. Sinceramente prima erano migliori, più resistenti. Non credo che una società come la Coop voglia risparmiare sui sacchetti… anche perché ho dovuto rafforzare i sacchetti utilizzandone due per volta. Quindi credo sia meglio mettere a disposizione un materiale migliore.

A. T. - Pistoia


È grave che un sacchetto non regga nemmeno un’arancia… probabilmente si è trattato di una partita difettata. Siamo fra i pochissimi, anche a livello di cooperative, ad aver adottato nell’ortofrutta sacchetti biodegradabili in MaterBi: ricordate quando i nostri sacchetti svolazzavano dappertutto, nei parcheggi, per le strade? Ora questo problema non c’è quasi più e i sacchetti finiscono nel compostaggio, e in discarica spariscono dopo qualche tempo. Il MaterBi è meno comodo e pratico della plastica, ma pone assai meno problemi per l’ambiente.


B come Barberino

Sono a reclamare per l’organizzazione che la Coop si è data con la classificazione dei punti vendita. Faccio sempre la spesa al punto vendita di Barberino di Mugello, prendo atto dall'Informatore che vi sono moltissime e vantaggiosissime offerte che sistematicamente non sono valide a Barberino ma a Borgo San Lorenzo. Ho sempre saputo che, in Italia, ci sono cittadini di serie "A" e cittadini di serie "B" ma non credevo che anche in una cooperativa venisse fatta questa discriminazione. A fine mese gli stipendi sono uguali sia a Barberino come a Borgo, mentre un cittadino di Borgo in confronto a uno di Barberino ha un netto vantaggio economico e di scelta: ditemi voi se questa è o non è una vera e propria discriminazione! Spero che vi rendiate conto che forse state sbagliando.

P. P. – Barberino di Mugello (FI)


Non esistono soci di serie A e soci di serie B, ma esistono punti vendita grandi, Borgo San Lorenzo è uno di questi, dov'è possibile mettere tanti prodotti e tante offerte, e supermercati più piccoli come Barberino dove ci sta meno di un terzo di prodotti e offerte. La classificazione diversa non è dovuta a "cattiveria" o "discriminazione", ma semplicemente alle dimensioni diverse. Come si fa a vendere poltrone elettriche, forni a microonde, stendibiancheria, TV, macchine da cucire (dall'Informatore di gennaio) a Barberino? Forse togliendo spazio alle bancarelle di frutta o riducendo al minimo lo spazio alle offerte alimentari di olio, patate, prosciutto, rollè di pollo (sempre dall'Informatore) che sono valide in tutti i punti vendita dell'Unicoop Firenze… Comunque stiamo superando anche questo problema con la vendita on line PiùScelta: si potranno così ritirare anche nel super di Barberino, senza spese di trasporto, generi e prodotti non alimentari anche di grandi dimensioni a prezzi ancora più vantaggiosi.