Gli alimenti che aiutano a star bene e a prevenire alcune malattie

Scritto da Alma Valente |    Febbraio 2018    |    Pag. 44, 45

Giornalista Nata a Roma.

Dopo la laurea in Filosofia ha insegnato per due anni. Successivamente ha lavorato presso l'Ufficio Stampa della Presidenza dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, collaborando in particolare con Giorgio Napolitano.

Trasferitasi a Firenze, ha iniziato a scrivere l'Informatore, con articoli inerenti la di medicina.

Dal '97 ha cominciato a fare televisione: prima come inviata per la trasmissione Informacoop e poi curando una rubrica dedicata alla salute all'interno di Liberetà (trasmissione dello Spi-CGIL).

supercibi Salute

Molte civiltà antiche hanno usato gli alimenti come medicine per prevenire e curare le malattie. Tra queste la medicina tradizionale indiana Ayurveda, vecchia di cinquemila anni. Il moderno mercato dei nutraceutici ha cominciato a svilupparsi negli anni ‘80 dello scorso secolo, partendo dal Giappone. Ma la scienza moderna cosa ne pensa? Ne parliamo con il professor Carlo Maria Rotella, direttore della Scuola di specializzazione in endocrinologia e malattie del metabolismo dell’Università di Firenze.

Cosa si intende per nutraceutica?

«Il termine deriva dalla sintesi di due parole, “nutrizione” e “farmaceutica”, ed è stato usato per la prima volta dal dottor Stephen DeFelice nel 1989. È la disciplina che studia gli effetti benefici sull’organismo umano, per lo più con azione sul metabolismo, di alcune sostanze contenute negli alimenti. I nutraceutici vengono comunemente definiti anche con termini diversi come, ad esempio, alimenti funzionali o farmalimenti».

La medicina ufficiale ha riconosciuto la reale efficacia di queste sostanze contenute negli alimenti?

«L’efficacia si documenta solo quando si assumono a determinate dosi e per dimostrarlo occorre condurre esperimenti molto rigorosi che non sempre sono eseguibili usando alimenti».

Entriamo allora nello specifico delle singole sostanze: è vero che gli steroli vegetali abbassano i livelli di colesterolo?

«Queste sostanze interferiscono con l’assorbimento del colesterolo da parte dell’intestino aiutando così a ridurre la colesterolemia; la dose massima efficace è di 3 grammi al giorno e si ottengono riduzioni che risultano variabili nei vari studi, ma che mediamente sono di circa il 10%. Occorre però precisare che dosi efficaci si ottengono solo assumendo alimenti addizionati di steroli e che una statina con bassa efficacia, come ad esempio la Simvastatina, produce una riduzione dei livelli di colesterolo di circa il 30%. Inoltre non vi è una chiara dimostrazione che l’assunzione di fitosteroli riduca l’incidenza di infarto o di malattie cardiovascolari. Se ne deduce che l’effetto di queste sostanze è utile soprattutto nella prevenzione dell’ipercolesterolemia moderata».

E dell’uso dei betaglucani cosa ci dice?

«Si tratta di fibre solubili presenti nella crusca dei chicchi di alcuni cereali quali l’orzo e l’avena e nella parete dei funghi. Si è visto che l’assunzione attraverso integratori di 3-6 grammi di betaglucani al giorno può contribuire a ridurre l’assorbimento di colesterolo, così come ad aiutare a ritardare il picco dell’assorbimento del glucosio. A me sembra più interessante come l’assunzione con la regolare alimentazione di almeno 30 grammi di fibre al giorno, sia solubili che insolubili, produca degli effetti benefici nella prevenzione delle malattie metaboliche, cardiovascolari e nell’insorgenza dei tumori. Questo si ottiene consumando almeno cinque porzioni tra frutta e verdura ogni giorno ed esistono solide basi scientifiche che sostengono questa affermazione».

Quali altri nutraceutici è consigliabile utilizzare nella dieta quotidiana?

«Sicuramente gli acidi grassi mono e poli-insaturi (MUFA e PUFA) del tipo omega-3 ed omega-6. Sono presenti nell’olio d’oliva e negli altri oli vegetali, nel latte e latticini, nel pesce (soprattutto salmone, aringhe e pesce azzurro in generale), nelle noci e nelle arachidi. Hanno effetti anti-ossidanti e anti-tumorali, ed effetti benefici nelle malattie cardiovascolari e in quelle metaboliche quali il diabete e l’obesità. È importante ricordare che non si devono abolire completamente gli acidi grassi saturi (SFA) presenti nelle carni animali, in quanto il rapporto tra le tre famiglie di grassi in una dieta equilibrata deve essere equivalente a circa il 33% dei grassi totali assunti quotidianamente con l’alimentazione. A ben riflettere i nutraceutici di cui abbiamo suggerito l’uso sono quelli presenti nella dieta mediterranea, che ha dimostrato in maniera inequivocabile la sua superiorità rispetto agli altri tipi di dieta nel mantenere un buon stato di salute. Non a caso questa dieta è stata proclamata dall’Unesco, nel 2010, Patrimonio culturale immateriale dell’umanità».

L’intervistato

Carlo Maria Rotella

Direttore della Scuola di specializzazione in endocrinologia e malattie del metabolismo dell’Università di Firenze

Scienze sensoriali

Assaggiatori di zuppe cercasi

Se avete tra i venti e i sessanta anni e non disdegnate le zuppe, potete diventare i protagonisti di uno studio del SensoryLab dell’Università di Firenze. Ai volontari sarà richiesto di assaggiare zuppe di legumi e verdure arricchite di antiossidanti e paté di prosciutto a ridotto contenuto in grassi per capire le differenze individuali nelle preferenze per cibi più salutari. I test si svolgeranno da febbraio ad aprile 2018 al SensoryLab, via Donizetti 6, a Firenze. I risultati dello studio saranno alla base dello sviluppo di prodotti “funzionali”, cioè arricchiti di sostanze che hanno proprietà benefiche per la salute provenienti dalla filiera dell’olio e del vino. Il progetto, coordinato dal professor Erminio Monteleone, è condiviso con altre università italiane e prevede il coinvolgimento di mille persone su tutto il territorio nazionale. Il SensoryLab è inoltre coinvolto in due progetti che hanno ricevuto il finanziamento dell’Unione Europea, VeggiEat e Edulia, mirati a promuovere il consumo di prodotti alimentari più salutari in fasce di età con particolari caratteristiche e problematiche, come adolescenti e anziani.

Per partecipare allo studio sulle zuppe compilare il modulo al link: rebrand.ly/sensorylab2018





Dal 1° gennaio 2018 sono state unificate le procedure di accesso al Pronto soccorso del territorio regionale. In pratica il Codice rosso sarà identificato con il numero 1 Emergenza e l'intervento sanitario deve essere immediato; il Codice giallo sarà 2 Urgenza indifferibile ed il paziente deve ricevere l'intervento entro 15 minuti; il Codice verde sarà 3 Urgenza differibile ed il paziente deve ricevere l'intervento entro 60 minuti; il Codice azzurro sarà 4 Urgenza minore ed il paziente deve ricevere l'intervento entro 120 minuti; il Codice Bianco sarà 5 Non Urgenza ed il paziente deve ricevere l'intervento entro 240 minuti.




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