Nigrizia il mensile dei comboniani, dal 1895 non salta un numero

Scritto da Silvia Amodio |    Settembre 2015    |    Pag.

Giornalista e fotografa Milanese, laureata in filosofia con una tesi svolta alle isole Hawaii sulle competenze linguistiche dei delfini. Ha collaborato come giornalista free-lance con settimanali e mensili (Famiglia Cristiana, Airone, D la Repubblica delle Donne, l'Espresso, Mondo Sommerso, New Age), scrivendo sempre di animali e accompagnando gli articoli con le sue foto. Ha lavorato anche all'enciclopedia sul gatto della De Agostini. Negli ultimi tempi la fotografia d'autore è divenuta la sua occupazione principale.

Alex Zanotelli

Rivista

La rivista “Nigrizia”, che si occupa a tutto tondo dell’Africa e della diaspora africana nel mondo, è molto conosciuta anche tra i non addetti ai lavori.

La notorietà forse è anche dovuta al fatto che la sua storia parte da lontano: il primo numero risale al 1883 in sostituzione di un’altra pubblicazione “Gli Annali”, fondata nel 1872 dall’associazione del Buon Pastore. La rivista è curata dai missionari comboniani e fin dagli esordi, oltre a diffondere il pensiero e l’opera di Daniele Comboni (1831-1881), primo vescovo di Khartoum, Sudan, ha un taglio originale e molto aperto, trattando temi di carattere etnografico e antropologico. Nel 1887 ospita per la prima volta anche l’articolo scritto da un africano, don Daniel Sorur. Una scelta, quella di dare la parola agli africani, che spiega bene lo spirito dei comboniani.

Dal 1895 la rivista esce con cadenza mensile, da allora non ha mai saltato un numero, passando “indenne” attraverso guerre e rivoluzioni, garantendosi sicuramente un primato in questo senso.

Verso la fine degli anni ’50 “Nigrizia” inizia a focalizzare la propria attenzione al processo di decolonizzazione dell’Africa e a dare spazio nelle sue pagine alle lotte di liberazione che porteranno all’indipendenza degli stati africani.

Il cambiamento di indirizzo non fu indolore e suscitò l’opposizione di quanti desideravano che la rivista si occupasse solo di tematiche religiose e culturali senza entrare in merito ad argomenti di carattere socio-politico.

Negli anni la rivista ha consolidato questo taglio critico, e i direttori che si sono avvicendati hanno continuato ad accompagnare il percorso delle giovani nazioni africane, senza venire meno all’impegno di fare conoscere l’attività della missione comboniana e dare risalto alla ricchezza culturale dell’Africa nella sua variegata composizione etnica.

Figura di grande rilievo tra i direttori di “Nigrizia” è stata quella di padre Alex Zanotelli. Noto per il suo rigore morale e impegno sociale, quando era al timone del mensile dal 1978 al 1987, ha raggruppato molte firme prestigiose ma, soprattutto, ha portato alla ribalta argomenti scomodi, fra i quali la produzione e il commercio delle armi, i problemi legati alla cooperazione, e giudicato con severità il modello di sviluppo occidentale.

Sotto la sua direzione, nella prima metà degli anni ‘80, “Nigrizia” ha scoperto il coperchio della mala cooperazione e ha messo in luce lo scandalo degli aiuti italiani a sostegno di progetti di sviluppo nei paesi del sud del mondo, in Africa in particolare, che invece di contribuire allo sviluppo delle popolazioni povere, andavano a sostegno di aziende italiane in crisi. Per questa ragione Alex Zanotelli fu attaccato dall’establishment, allora dominato dalla Democrazia cristiana, appoggiata dagli ambienti vaticani.

Nel tempo la rivista si è fatta portavoce delle istanze della pace e, insieme ad altri gruppi e movimenti pacifisti, sostiene varie campagne per il disarmo e la necessità di trovare soluzioni pacifiche ai conflitti in opposizione alla logica insensata della guerra.

Oggi una delle nostre battaglie riguarda proprio la pressione nei confronti delle banche armate cioè quelle che si prestano a fare da interfaccia tra i paesi committenti e l’industria delle armi. I soldi vengono depositati sui conti di queste grosse banche, diventando uno degli anelli di una catena che produce guerre, distruzione e morte. Possiamo fare poco contro questi colossi, ma come cittadini possiamo scegliere dove mettere i nostri risparmi, facendo valere un potere negoziale nei confronti delle banche che si prestano a questo gioco.

“Nigrizia” è una rivista controversa che entra nel merito di problematiche complesse, raccontando le cose come stanno e senza sconti. Per nessuno.

www.nigrizia.it

www.fondazionenigrizia.it

Ma che estate – evento della Fondazione Nigrizia Onllus. Dal canale Nigriziamultimedia– 2013 – durata 8’.