Piante e salute, come affrontare il problema del polline nell'aria. Il libro di Francesco Zangari

Scritto da Càrola Ciotti |    Febbraio 2013    |    Pag. 42

Fotografa. Collabora dal 1994 con l'Informatore, soprattutto realizzando immagini, ma ultimamente anche scrivendo testi. Ha iniziato a fotografare nel 1979 dedicandosi da subito allo sviluppo e alla stampa delle proprie immagini in bianco e nero. Nel 1987, dopo alcuni anni di collaborazione con professionisti, apre un proprio studio. Portata alla ritrattistica e alla moda, non trascura il reportage e la fotografia naturalistica. In varie esposizioni ha presentato il frutto di una ricerca sul corpo e sul volto femminile.
Ha partecipato come fotografa ufficiale al festival "France Cinéma". Sue fotografie sono apparse su libri, cataloghi e riviste.

Passare tempo all'aria aperta a contatto con la natura è senza dubbio rigenerante e spesso utile al nostro benessere; ma in determinati periodi e per alcune persone, la vicinanza con alberi e piante può essere addirittura dannosa.

Chi soffre di allergie atopiche, ben sa cosa significhi, specie in primavera, trovarsi esposti al contatto con i pollini presenti nell'aria. La tematica è complessa da affrontare ed è stata sottovalutata in passato, ma adesso c'è maggiore attenzione trattandosi di un vero e proprio handicap che riguarda moltissime persone, bimbi compresi.

Esistono soluzioni alternative all'assunzione di farmaci antistaminici; con l'impegno di cittadini, enti locali, progettisti di giardini, vivaisti, si può fare molto per alleviare la patologia. Questo è il tema del libro, dal titolo Giardini senza polline, appena pubblicato dal dottor Francesco Zangari, libero professionista dell'Ordine degli agronomi e forestali, che più volte ha collaborato con l'Ufficio ambiente del Comune di Firenze.

Parliamo con lui della lunga ricerca durata dieci anni e di questo interessante testo divulgativo e di facile consultazione. «Sollevai il problema durante un convegno dedicato al verde urbano - racconta Zangari - svoltosi a Firenze nel 2001 presso l'Accademia dei Georgofili.

In quei giorni si parlò anche di qualità dell'aria e d'inquinamento atmosferico, ma non fu fatto alcun cenno sui pollini presenti nell'aria e sulle allergie che essi provocano. Mi permisi di far notare ciò ai relatori e la mia osservazione suscitò un dibattito acceso, durante il quale molti colleghi furono d'accordo con me che bisognava impegnarsi a cercare delle soluzioni».

Nasce così, grazie alla sensibilità e alla tenacia di Francesco Zangari e alla collaborazione con botanici e medici allergologi, una nuova visione della relazione tra piante e salute che potrebbe sollevare l'intera comunità da un problema che, oltre a causare sofferenza nelle persone allergiche, costa ogni anno milioni di euro in farmaci alla sanità pubblica.

«I pollini sono presenti nell'aria durante tutto l'anno - spiega Zangari - ma in primavera, quando la maggior parte delle specie fiorisce, la loro concentrazione è così alta da risultare pericolosa; in quel periodo, infatti, si supera il cosiddetto "valore soglia" e si manifestano, quindi, i sintomi nelle persone allergiche. Inoltre, persone sane, predisposte geneticamente, possono sensibilizzarsi».

Come ridurre allora la quantità di polline nell'aria senza rinunciare alle nostre amiche piante? Le soluzioni sono diverse e semplici. Intanto occorre dividere le piante in due gruppi. Alcune, dette anemofile, come il cipresso, affidano al vento la propagazione del loro polline che è molto piccolo, leggero, abbondante e contiene proteine in grado di scatenare reazioni nel corpo umano.

Altre piante invece, dette entomofile, utilizzano, come veicolo, gli insetti e producono minori quantità di polline che è più grossolano, pesante e raramente contiene sostanze allergeniche. Queste piante, come ad esempio l'oleandro e la magnolia, si riconoscono perché hanno fiori molto colorati e vistosi, proprio per attrarre farfalle e altri insetti. Sarebbe quindi utile prediligere la messa a dimora di queste piante sia negli spazi pubblici sia nei nostri giardini privati, specialmente se soffriamo di allergie da pollini.

«Inoltre - sottolinea il dottor Zangari - poiché piante della stessa specie fioriscono contemporaneamente, è evidente come più facilmente in quei periodi si possa raggiungere nell'aria un livello dannoso di polline. Ad esempio, se nei viali cittadini realizzassimo filari misti composti da due o tre specie invece che da una sola, la concentrazione di quel determinato polline sarebbe subito dimezzata».

Un altro passo utile da compiere sarebbe quello di mettere a dimora, soprattutto nei giardini scolastici, alberi e arbusti che fioriscono in estate come il carrubo, o nel periodo più freddo dell'anno quando, essendo il clima ostile, si passa minor tempo all'aria aperta e si tengono le finestre chiuse, cosicché si è meno esposti al rischio di contatto con queste sostanze.

Tra queste, per citarne alcune, il gelsomino nudo, la camelia, l'erica, il viburno e la forsizia. Anche preferire piante caratterizzate da fioriture brevi o che producono fogliame piuttosto che fiori, come la vite americana, l'agave o il lauroceraso, può essere un'utile strategia.

Con la potatura inoltre, si può contenere l'emissione del polline delle specie allergeniche presenti negli spazi verdi. Possiamo raggiungere tale scopo, potando ad esempio le siepi sempreverdi poco prima che fioriscano. Nei prati, poi, gioverebbe limitare la semina delle graminacee che sono altamente allergeniche.

«A questo proposito - suggerisce il nostro agronomo - si potrebbe, in futuro, pensare di modificare la composizione dei prati urbani effettuando la semina di altre piante erbacee come acetosella, potentilla e, nei prati domestici sottoposti a minor calpestio, la dicondra che non richiede falciature e difficilmente fiorisce. Nelle scarpate invece, ottimo è il ginepro orizzontale.

Un'ultima interessante e importantissima informazione riguarda le piante dioiche: sono quelle specie come l'alloro, il kiwi, i ginepri, il tasso, alcuni aceri ecc. che hanno la caratteristica di avere piante maschili e femminili. Il polline è prodotto solo dagli esemplari maschili per cui ponendo a dimora quelle femminili avremo nel nostro giardino emissione di polline pari a zero.

Le piante femminili si riconoscono dalla presenza dei frutti che sono assenti, invece, in quelle maschili. Nel libro sono descritte 200 specie.

Maggiori info: www.giardinisenzapolline.com

Per organizzare incontri e conferenze: zangari.francesco@gmail.com

Nella foto, l'intervistato: Francesco Zangari, agronomo

(Foto di F. Magonio)


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